IL RECEPIMENTO DEI DIKTAT UE-BCE PER PAGARE I LAUTI PASTI DEI BANCHIERI

Condividi questo articolo

Il prelievo forzoso sui conti correnti superiori a 100.000 euro, approvato dal parlamento – che recepisce i diktat Ue-Bce, addossando ai correntisti mala gestio bancaria e gli omessi controlli delle contigue autorità vigilanti, autorizzando il prelievo forzoso sui conti correnti ed un vero e proprio esproprio dei sudati risparmi superiori a 100.000 euro – oltre a configurare una vera e propria appropriazione indebita, pone il problema di rivedere l’impalcatura giuridica dei depositi bancari, soprattutto nell’Italia degli elevatissimi costi di gestione dei conti correnti, pari a 318 euro contro una media Ue di 114 euro.

Governi e parlamenti schiavi della Troika, maggiordomi di una Europa dei banchieri sempre più odiata dai cittadini, consumatori, utenti dei servizi bancari, hanno calpestato le garanzie costituzionali tutelate dall’articolo 47 della Costituzione sulla sacralità del risparmio, approvando il meccanismo del bail-in per i salvataggi bancari, in recepimento di direttive che impongono il prelievo forzoso sui conti correnti per far fronte alla cattiva gestione degli istituti di credito, addossando così a correntisti e risparmiatori i danni e l’allegra gestione del credito e del risparmio di strapagati manager bancari.

Ed anche la favola di conti correnti e deposito fino a 100 mila euro, garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, secondo la quale i risparmiatori non dovrebbero mai sopportare i costi dei salvataggi bancari, perché dovrebbero essere in primis gli azionisti a farvi fronte, è l’ennesima propaganda truffaldina nel quadro dell’unione bancaria europea che, armonizzando le competenze in materia di vigilanza, risoluzione e finanziamento, imporrebbe alle banche l’assunzione dei rischi e di far pagare il prezzo degli  errori commessi dai gangster travestiti da banchieri, ma li addossa ai depositanti.

Basta leggere la relazione annuale 2014 del Fondo Interbancario di tutela dei depositi, che nei dati di bilancio, su 750 miliardi di euro di fondi oggetto di tutela, classifica 508 miliardi di fondi rimborsabili, 266 milioni di interventi erogati nel 2014 e 65 milioni deliberati, con impegni del consorzio per 1,6 miliardi, per rendersi conto che in caso di crack di una banca medio piccola, come ad esempio Carige o Banca delle Marche, con depositi bancari di qualche decina di miliardi di euro, neppure i depositi sotto i centomila euro potrebbero essere garantiti.

Consumatori e correntisti italiani, che da decenni continuano a pagare con gli elevati costi dei conti correnti e gli alti tassi di interesse più alti della media Ue, calcolata in 6/7 miliardi di euro l’anno, resi schiavi delle banche da Governi camerieri e dalle direttive europee imposte da un mostro giuridico denominato Bce, saranno costretti a ripensare la convenienza di avere conti e depositi bancari, che oltre a poter subire l’esproprio dei loro sudati risparmi, dovranno assumersi perdite e cattiva gestione, pagando i lauti pasti e l’azzardo morale dei banchieri.

Condividi questo articolo

Lascia un commento