Sopra le righe

Arranca la destra, ha il fiato corto, spossata dalla fatica di pescare tra i suoi anacronistici, patetici e al tempo stesso violenti mussoliniani, soggetti in condizione di competere con l’onda alta e lunga di intellettuali, artisti e protagonisti dello spettacolo dichiaratamente e orgogliosamente di sinistra. La rabbia di chi non ha strumenti per contestare questo assioma è insieme patetica e penosa, al punto di trasformare il legittimo orgoglio per la netta superiorità della sinistra in umana comprensione per l’inferiorità della destra.  Non lo apprezzano gli operatori dei media servilmente portavoce della Meloni e del suo subculturale entourage. Rispondono con esplosioni di isteria velenosa, o peggio invocando la vigliacca ritorsione di querele, censure, epurazioni minacciate e attuate dalla ‘signorina’ premier, dai suoi parenti e affiliati. Per non infierire sul deficit di eccellenze che costringe la Meloni a inventare competitors senza qualità da ‘piazzare’ come antagonisti del gotha storicamente monopolizzato da personaggi e personalità di opposta collocazione politica, interviene la scelta generosa di questa nota che evitando  riferimenti al passato prossimo, rinuncia a esibire il corposo elenco di esponenti di sinistra esponenti del mondo culturale e dello spettacolo e con generosa benevolenza le quattro righe sufficienti a citare quelli della destra. La scelta di osservare la contemporaneità basta e avanza a dimostrare il teorema del gap che soffre la destra: nei giorni scorsi autorevoli analisti politici hanno bocciato come evidente esempio di narcisismo la trovata della Meloni di candidarsi come ‘Giorgia’ e un recente sondaggio rivela che alla maggior parte degli italiani la furbizia non piace. Pioggia di critiche anche della stampa estera. A minima distanza temporale Elodie e Giorgia, vere big della musica leggera, contestano la Meloni.  Giorgia si avvale di ironica arguzia: “Anch’io sono Giorgia ma non rompo i co…oni”. A Foggia. In pieno concerto del primo maggio, il rapper Gennarone, esagerando (colpevolmente) ha detto: “L’Italia sta vivendo l’ombra del fascismo grazie a quella bocc…ara di Giorgia Meloni” (brutale riferimento al sesso orale). Il rapper pensiero: “Mi sembra una cosa anormale quella che sta accadendo in Italia soprattutto da parte di una presidente del Consiglio che non si dichiara apertamente antifascista e vara leggi che mettono il bavaglio alla stampa e riducono la libertà sull’aborto. Questo è un periodo storico molto delicato e se non ne parliamo noi artisti, ognuno attraverso la propria forma, chi lo dovrebbe fare”. Poi le scuse che non hanno placato l’ira funesta di Fratelli d’Italia, dei giornali di destra, né la condanna di esponenti della sinistra, ma le critiche per eccesso di volgarità nulla tolgono alla crescente contestazione della destra neofascista che s-governa l’Italia.  (foto Rai News)


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