Affari targati P3 – CRICC ART

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Il 4 gennaio 2016 riceviamo dalla mail g.sidotix@gmail.com la seguente richiesta di rettifica:

In riferimento a Vostro articolo del 14/11/2011 Vi allego copia della notizia dell’avvenuta archiviazione delle indagini in oggetto pregandovi di provvedere ad adeguata rettifica

http://www.milanofinanza.it/news/nessuna-truffa-internazionale-per-la-eig-201304091759348866
Grato per l’attenzione porgo distinti saluti.
G. Sidoti

 

 

Dalle assicurazioni alle opere d’arte, dalle consulenze finanziarie all’editoria, dalle aste giudiziarie alle iniziative turistiche. Un labirinto di scatole cinesi, ramificato e sofisticato, per riciclare ed investire nei piu’ svariati campi il denaro raccolto con le polizze e destinato ai premi assicurativi. Tra gli obiettivi piu’ “gustosi” anche quello di rilevare la nota ditta di pasticceria napoletana “Scaturchio”, dopo il suo fallimento avvenuto due anni fa. L’Operazione Malta, condotta dalla procura della repubblica e dalla guardia di finanza di Napoli, ha portato alla luce una vera e propria cupola affaristica, capeggiata da Paolo Viscione e dal figlio Vincenzo, che avevano creato una rete di molteplici societa’, nelle quali compaiono quasi sempre gli stessi personaggi. Un’organizzazione internazionale disseminata tra Malta, l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America, con base operativa distribuita sull’asse Napoli – Benevento – Cervinara.
Dalle carte dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Vincenzo Piscitelli, emergono nuovi retroscena. Accanto ai Viscione, hanno avuto un ruolo chiave Giovanni Sidoti, Luciano Sorice, Oscar Russo e Fabio Solano. I sei protagonisti principali sono accusati di associazione a delinquere, truffa aggravata, esercizio abusivo dell’attivita’ assicurativa e finanziaria, falso in bilancio, trasferimento fraudolento di beni, illecita raccolta di risparmio.
Tutto il business ruotava intorno alla Eig (European Insourance Group), societa’ assicurativa domiciliata a Malta, e alla Nowosad, con sede nel Regno Unito, che fungeva da broker e mandataria della prima. «Le due societa’ – scrivono i giudici – ciascuna con propria autonomia giuridica ed economica, apparentemente indipendenti, erano in realta’ controllate dagli stessi soggetti, collegate e coordinate in modo da far apparire che operavano in regime di libera prestazione, mentre, in pratica, predisponevano ed installavano una stabile ed attiva rete territoriale, prevalentemente operante nella regione Campania, nella citta’ e nella provincia di Napoli, che dietro lo schermo della mandataria Nowosad, consentiva alla Eig di operare, di fatto, in regime di stabilimento, contrariamente dell’autorizzazione ottenuta». Con questo sistema il Gruppo Viscione ostacolava le funzioni di vigilanza dell’Isvap e sottraeva la societa’ maltese ai rigorosi controlli, previsti dalla legge per le compagnie assicuratrici straniere operanti in Italia stabilmente.

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Come e dove veniva dirottato il denaro raccolto? Secondo la magistratura, le somme pagate da numerosi clienti per la sottoscrizione delle polizze, non andavano nelle casse della societa’ assicuratrice Eig, ma venivano riversate sui conti degli imputati o su quelli esclusivi della Nowosad, oppure finivano sotto forma di transazioni ad altre “persone giuridiche e fisiche”, comunque controllate da Paolo Viscione, e beneficiarie di proventi per prestazioni estranee all’attivita’ assicurativa. Gli indagati non si facevano mancare nulla. Con i soldi delle assicurazioni acquistano una barca dalla Toy Marine, denominata “Sciambolina”, costata oltre 500 mila euro, una serie di macchine di lusso e di grossa cilindrata, tra cui una Ferrari 590, una Bentley, una Jaguar, un’Aston Martin, per oltre un milione di euro, un pacchetto di viaggi e soggiorni turistici.
«Con articolate transazioni negoziali – rilevano i pm – la Nowosad faceva affluire cospicue somme di danaro sui conti di Arteinvest, Wispen, Management Service, Cora Immobiliare, San Domenico, Iniziative Turistico Alberghiere e Genealth». Alla Arteinvest, ad esempio, venivano anticipati in modo infruttifero quasi due milioni e mezzo di euro, «finalizzati alla crescita e alla penetrazione del mercato italiano, relativamente all’intermediazione assicurativa»; alla Wispen veniva versata una caparra da oltre un milione di euro “per acquisto immobili”; attraverso la Management si concludeva l’operazione di acquisto del sito “Appalti e Appalti” per 950 mila euro. Dulcis in fundo, venivano finanziate le societa’ Turistico Alberghiere e San Domenico, lanciate alla conquista dello storico marchio e delle attivita’ della rinomata pasticceria napoletana “Scaturchio”. «In quest’operazione, non andata in porto – rileva Gabriele Corona, dell’associazione Altrabenevento – si erano tuffati, con la San Domenico, l’imprenditore sannita Pasquale Ucci, il commercialista Fabio Solano, ed il notaio beneventano Vito Sangiuolo, con la regia della famiglia Viscione. Erano stati affittati anche i locali del comune di Benevento, in piazza Roma, ma poi l’azienda e’ finita ad altri acquirenti».

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Un’intricata girandola di operazioni economiche, nella quale Paolo Viscione risulterebbe il “dominus” e il principale beneficiario, insieme al figlio Vincenzo, maggior azionista di Arteinvest. Nella stessa societa’ hanno avuto parte attiva anche Giovanni Sidoti, come coordinatore dei promotori e Luciano Sorice, come amministratore legale. «I quattro – scrive il gip Amelia Primavera – proponevano prima e stipulavano poi con svariate persone un articolato meccanismo contrattuale in virtu’ del quale gli acquirenti di opere d’arte – mai materialmente consegnate – versavano alla Arteinvest somme di danaro da restituirsi con la maggiorazione degli interessi maturati poi convertite, in diversi casi, in acquisti di obbligazioni Cogesfin o di azioni Eig, in forma mascherata, raccogliendo, comunque, abusivamente il risparmio».
Gli accertamenti dell’Isvap hanno puntato i riflettori sulle operazioni piu’ significative ed hanno evidenziato che la fuoriuscita di consistenti importi di denaro, «giustificata con simulate e articolate transazioni negoziali», finiva sempre e comunque nella disponibilita’ del gruppo Viscione.
Secondo l’istituto di vigilanza, la Eig avrebbe raccolto premi per oltre sedici milioni di euro, solo attraverso la mandataria principale, ma tramite altri broker avrebbe incassato complessivamente circa trenta milioni di euro. Tutto il denaro portato fuori dalla societa’ Nowosad veniva, in sostanza, reinvestito in altre iniziative economiche, estranee al campo assicurativo, gestite apparentemente da altre sigle, ma facenti capo sempre agli stessi soggetti.

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Curiosa la compravendita del sito internet “Appalti e Appalti”, sul quale la Eig pubblicizzava i suoi prodotti assicurativi. L’operazione sembrerebbe il frutto di una triangolazione tra la Management Service, la Nowosad e la Winspen che si scambiano 950 mila euro. «Dal canto suo – precisa il gip – la Nowosad, dopo aver acquistato il sito, peraltro senza l’ausilio di una perizia tecnica per la determinazione del prezzo, ha provveduto a rivenderlo ad Eig, undici mesi dopo, al prezzo di un milione e 350 mila euro, in base ad una perizia redatta dall’ottantasettenne ragioniere Antonio Telaro, persona che sembra legata da vincoli di amicizia di lunga data con Paolo Viscione». Dopo Malta e il Regno Unito, il gruppo si allarga in America. Il salto internazionale lo spicca attraverso Arteinvest, che nel settembre 2007 diventa Arteinvest Corporation, con sede nello stato a stelle e strisce del Delaware.
Nello scacchiere affaristico-imprenditoriale, emerge come una delle pedine piu’ importanti l’onnipresente Fabio Solano. Il commercialista beneventano, consulente amministrativo e finanziario del sodalizio, compare come amministratore o in qualita’ di socio in numerose sigle, finite nel mirino dell’Operazione Malta, come beneficiarie dei proventi del business assicurativo: dalla Arteinvest alla VS broker, dalla Minerva alla Viscione Editore, dalla Insurance Service alla San Domenico. «L’intraprendente Solano – sottolinea Corona – aveva creato anche la Dvs, con sede a Roma, che si doveva occupare della certificazione dei bilanci e risulta essere amministratore di un’altra societa’ di Firenze, in compagnia di Giovanni Scapagnini, figlio di Umberto, noto per essere il medico di Silvio Berlusconi ed ex sindaco di Catania. Una societa’ impegnata nella ricerca scientifica dei trattamenti contro la vecchiaia».
Il commercialista e’ noto anche sul piano politico. Negli anni scorsi, infatti, e’ stato segretario cittadino dell’ex Margherita, sotto le cui bandiere si candido’ al consiglio comunale senza fortuna.
Il professionista gioca un ruolo a tutto campo ed appare come l’anello di congiunzione tra la famiglia Viscione e quella di Pasquale Lombardi, un nome rimbalzato nelle cronache nazionali come uno degli artefici della cosiddetta Loggia P3. Figura, infatti, come presidente del collegio sindacale dell’Ivs (Istituto Vendite Giudiziarie), che vede ai vertici Vincenzo Viscione, come azionista di maggioranza e Gianfranco Lombardi, figlio di Pasquale, come amministratore delegato. Nella societa’, che si occupa dell’asta dei beni pignorati, lavora, tra gli altri, la sorella della parlamentare berlusconiana Nunzia de Girolamo.

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La trasversalita’ politica del gruppo e’ emersa anche nelle ultime amministrative di Cervinara, importante comune irpino, dove lo schieramento di centrosinistra ha candidato clamorosamente, come sindaco, Sergio Clemente, genero di Paolo Viscione, consulente legale dell’Ivg, che per i precedenti cinque anni era stato capogruppo del Popolo della Liberta’, all’opposizione contro l’amministrazione uscente, capeggiata da Franco Cioffi del Partito Democratico.
Nelle intercettazioni telefoniche dell’Operazione Malta, Paolo Viscione si lamenta di essere «ricattato dalla politica, da questo Milanese, che si fotte i soldi», col quale non vuole avere piu’ a che fare, alludendo a regali fatti al politico in cambio di una discreta sorveglianza della finanza. Secondo i pm il personaggio citato e’ Marco Milanese, di origini cervinaresi, deputato Pdl e braccio destro di Giulio Tremonti, indagato nella stessa inchiesta. Recentemente il nome di Milanese e’ stato tirato in ballo anche nelle vicende giudiziarie della Finmeccanica, con l’accusa di aver segnalato alcune persone nell’Ansaldo Energia, nell’Ansaldo Breda e nell’Oto Melara, la societa’ nella quale si e’ fatto le ossa il numero uno di Finmeccanica Piergiorgio Guarguaglini.

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