LAICA PAZIENZA

Giobbe? Immagine del giusto la cui fede è messa alla prova da parte di Satana…iconico simbolo della capacità di sopportare avversità, dolori e prove difficili senza perdere la calma, esempio di virtù premiate con il doppio di quanto investito con la pazienza.
E GIOBBE DEL TERZO MILLENNIO eredi al 50 percento. Gli inquilini del Nazareno e dintorni: Freud, farebbe forse chiarezza, sommo interprete dei pensieri onirici ad occhi spalancati sull’apatia perdente di chi avrebbe l’obbligo di decapitare la destra e restituire l’Italia alla democrazia e invece se ne sta impantanato nel limbo dell’inconsistenza. Giobbe del nostro tempo, pazienti seriali: a differenza del mitico antenato rischiano di non ricevere ricompense. Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Renzi, tutti Giobbe ma negazionisti della significativa variante “alla pazienza c’è un limite”. Limite raggiunto e superato. Mail inevase: ma chi è l’antagonista della Meloni? È pienamente condivisa o controproducente l’aggregazione elettorale di riformisti, moderati, centristi, avulsi dall’obiettivo invocato dal Paese di attenzione operativa per i bisogni degli ultimi? Eccetera, eccetera…Cari Pd, avete un progetto univoco, soluzioni ad alto indice di fattibilità, scadenze rispettabili? C’è sicuramente il “No comment” di Conte, che forte del consenso registrato dai sondaggi non deve aver gradito la nomina di Igor Taruffi (Taruffi chi?) responsabile dell’organizzazione del Pd e la sua manifesta “opinione” su chi tra i leader dem è il candidato a Palazzo Chigi: “Lo Statuto lo indica chiaramente, la segretaria del nostro partito”. Il Taruffi pensiero sembra rispondere all’auto candidatura del riformista Gori alle primarie. Intanto non si sciolgono i nodi sull’invio di armi a Kiev, (Schlein-Conte) e su chi dei moderati siederà al tavolo di elaborazione del programma (Casa Riformista, Iv, i civici di Alessandro Onorato, il movimento di Ernesto Ruffini e quello di Vicenzo Spadafora?) Il rapporto tra M5S e Italia Viva? Resta teso. Più che pillole strategia politica di Renzi a Porta a Porta: “Se Conte, Schlein, Fratoianni, Bonelli e tutto il centrosinistra, noi compresi, perdiamo anche stavolta e mandiamo Meloni prima a Chigi e poi al Quirinale, penso che il popolo del centrosinistra ci rincorrerà con i forconi. Non ci si può dividere. A me può stare simpatico o antipatico Conte o Bonelli, obbligo politico che è di stare insieme, sennò rivince la Meloni. E lo devi fare sui contenuti, sugli stipendi, la sanità, la scuola”. Ha forse torto il figliol prodigo Matteo? Da scoprire: parla da centrista o da traghettatore del campo ibrido?

IL 7 OTTOBRE DI NETANYAHU

Il patriota Bibi! Segreti ora oltre il silenzio imposto da Netanyahu rendono ancor più pesante l’accusa di genocida, di mandante del massacro del popolo palestinese. Perché è nel giusto chi sospetta che il tragico attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 non nasconde più il cinismo criminale del premier israeliano, la responsabilità per la morte di più di mille ebrei, di tanti giovani, il brutale via libera a una risposta stragista dell’attentato subìto, il doppio obiettivo di ottenere consenso vendicativo del popolo ebraico e soprattutto lo stop in tempo di guerra al processo che lo condannerebbe al carcere. Come un ladro che si dà alla fuga per sfuggire all’arresto, Netanyahu spera di non essere scoperto, vola con un aereo privato ad Abu Dhabi per ottenere da bin Zayed che smentisca di averlo avvisato prima del 7 ottobre della minaccia di un attacco di Hamas. Il primo ministro israeliano prova a negare di esserne stato informato ben prima del 7 ottobre, ma Roner Bar, ex direttore dello Shin Bet annuncia che sporgerà denuncia per diffamazione contro Netanyahu e l’affermazione che l’ex capo dei servizi segreti era a conoscenza della minaccia di un attentato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, ma non informò il premier. Bar chiede la pubblicazione di documenti e testimonianze sulle informazioni fornite a Netanyahu prima del 7 ottobre 2023 e conferma di aver avvertito Netanyahu di “un disastro imminente di proporzioni senza precedenti e che il primo ministro ha ignorato questi avvertimenti”. Furono circa 1200 gli israeliani massacrati da parte della milizia terrorista di Hamas ed era possibile evitare questo massacro. Di recente il quotidiano israeliano Haaretz, vicino all’opposizione ha rivelato che 10 giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, il premier fu avvertito personalmente dal leader emiratino Mohammed bin Zayed: Hamas stava pianificando una grande offensiva contro lo Stato ebraico, ma non informò i vertici della sicurezza israeliana e non dette seguito a quell’informazione. La rivelazione è supportata da decine di interviste con alti funzionari in Israele. La l’opposizione israeliana: per la prima volta Gadi Eisenkot, Naftali Bennett, Avigdor Liberman e Yair Golan diffondono una dichiarazione congiunta, chiedono un’indagine immediata e approfondita sulla sconvolgente rivelazione: “L’opinione pubblica israeliana ha il diritto di sapere cosa sapeva Netanyahue e perché non ha informato i servizi di sicurezza, perché non ha agito per proteggere i cittadini israeliani”. Anche il capo dell’intelligence egiziana, il generale Abbas Kamel, aveva messo in guardia Netanyahu per qualcosa di insolito, “un’operazione terrificante””, che stava per essere lanciata da Hamas. “Il nostro problema è con la Cisgiordania, ed è lì che stiamo dirottando le forze” fu la risposta del premier che ha tentato di respingere le ricostruzioni dell’accaduto definendole “menzogne dell’all’opposizione” che prende posizione: “Netanyahu e i suoi partner nel governo del 7 ottobre non sono idonei a rimanere in carica. Lavoreremo per impedire che causino un’altra catastrofe”. Dito puntato contro il tentativo del premier e dei suoi sostenitori di “diffondere false teorie del complotto” per addossare la colpa alle forze di sicurezza per quanto avvenuto il 7 ottobre.


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