La scure censoria di META è sempre più tagliente.
Il colosso di Mark Zuckerberg e C. non perde occasione per oscurare testi, articoli, opinioni e anche immagini a suo insindacabile giudizio.
E’ questa la ‘democrazia’ di un social che più illiberale non si può.
L’ultima chicca, da noi, è l’oscuramento di un video-intervento del politologo Alessandro Barbero che voleva solo spiegare i motivi del suo NO al prossimo referendum sulla giustizia.
Il video è stato cassato perché bollato come “falso, fuorviante e virale”. Ai confini della realtà: perché troppo virale…
La decisione, a quanto apre, è stata “oggetto di fact checking da parte di David Puente, debunker di Open, la testata fondata da Enrico Mentana. In base agli accordi Meta-Open, ciò ha portato alla censura del video sulle piattaforme Facebook e Instagram”. Boh: ci avete capito qualcosa? Le motivazioni sono quelle che avete letto sopra: da 113…
Ormai da alcuni anni la creatura di Mark Zuckerberg si è trasformata in un vero, tentacolare mostro.
Sempre da noi, per fare un solo, più che emblematico caso, sono state cassate le immagini de ‘La David’ del noto scultore Jago che hanno fatto il giro del mondo: “E’ la nona o decima volta che mi succede – commenta Jago – ho chiesto anche stavolta spiegazioni: niente, neanche una risposta. Incredibile”.
Anche alla Voce è successo svariate volte (e zero risposte alla ricerca di un perché). Censurati articoli sul GENOCIDIO a Gaza e sugli effetti avversi prodotti dai vaccini anti covid: saccheggiando anche il nostro archivio. Ecco un paio di pezzi che documentano la dirty story. E’ del aprile 2025
BIG TECH / I COLOSSALI DANNI GRIFFATI META-FACEBOOK
E del 29 febbraio 2024
MARK ZUCKERBERG / CENSURE A GO GO VIA FACEBOOK-META
Qualche breve ragguaglio sulle acrobatiche imprese di mister Zuckerberg.
Il cui impero non conosce confini, popolato da un vero arcipelago di sigle che fanno capo alla gigantesca piovra META PLATFORM, fondata solo 5 anni fa, nel 2021, sulle ceneri della inglobata Facebook che era nata nel 2004. Il ventre di META ospita una decina di prodotti: oltre a Facebook, of course, Instagram, Messenger, WhatsApp, Oculus, Workplace, Portal Devices, Novi digital wallet, Mapillary, Threats.
70 mila dipendenti sparsi per il mondo, ultimo fatturato da 165 miliardi di dollari (il PIL di tre paesi di medie dimensioni), ultimo utile netto da 72 miliardi, quartier generale a Mewlo Park in California, ecco un flash sull’ultima ideona partorita dalla fumante mente di Super Mark.
Si tratta della costruzione, annunciata a metà 2025, del cavo sottomarino più lungo al mondo. La bellezza di 50 mila chilometri, superando la circonferenza terrestre, situato a 7 chilometri di profondità, costerà 10 miliardi di dollari (una vera bazzecola per i suoi bilanci) e unirà con un sistema a 24 coppie di fibre Stati Uniti, Brasile, India, Sudafrica. Il progetto è stato battezzato WATERWORTH Project.
Scandali e inchieste non mancano nel pedigree made in Zuckerberg. Anche stavolta andiamo per le vie breve e raccontiamo solo dell’ultimo caso, visto che la storica ‘transazione’ per evitare il processo è di pochi mesi fa, luglio 2025. E’ l’affaire ‘CAMBRIDGE ANALYTICA’, scoppiato nel 2015, denunciato da ‘The Guardian’ e durato 10 anni. La società britannica di super consulenza, per incarico di Facebook, aveva accumulato decine di migliaia di notizie personali di clienti e utenti Facebook, violando la più elementare norma di privacy: il tutto per influenzare la campagna per le presidenziali Usa del 2016 vinte da Donald Trump. Ha beccato una multa da 5 miliardi di dollari dalla US Consumer Protection Agency e una class action da 8 miliardi intentata da alcuni azionisti.
A proposito di soci, un terzo esatto del pacchetto azionario è in mano ai maxi fondi speculativi che ormai infettano mezza finanza (ed economia) mondiale, tra cui spiccano come al solito le regine del settore, BlackRock e Vanguard.
Da rammentarne un’altra. Lo spettacolare outing di King Mark di fronte alla Sotto Commissione del Congresso Usa che ha indagato sul Covid: come una viola mammola ha ammesso di aver obbedito alle direttive dell’amministrazione Biden, non solo disinformando e diffondendo fake news, ma oscurando e censurando i pareri di autorevoli ricercatori indipendenti (dal potere corruttivo di Big Pharma) sia sulla pandemia (con la politica sanitaria Usa orchestrata da Anthony Fauci in modo criminale) che sugli effetti avversi dei vaccini anti covid.
E’ ai vertici della hit tra i Paperoni del mondo, The King of Big Tech. Quando dovrebbe trovarsi (anche solo per la disinformazione su covid e vaccini) davanti alla Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità.
Siamo alle solite: è la democrazia a stelle e strisce. That’s America folks….
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