Vigilia di fuoco e di terrore in Cisgiordania in vista del voto del 27 ottobre.
L’attacco di due palestinesi ad Hebron – di tutta evidenza eterodiretto e ‘provocato’ dall’esercito israeliano (IDF) – ha fatto scattare la scintilla. E causato la scontata, violentissima reazione dell’esecutivo nazista di Tel Aviv: che ha disposto non solo il blocco di Hebron, ma addirittura la ‘chiusura’ di tutta la Cisgiordania, praticamente posta sotto sequestro, impedendo ogni via di entrata e di uscita. Ridotta quindi ad un autentico, gigantesco lager.
Un copione studiato in modo scientifico per ottenere gli ultimi consensi pre-elettorali pro Netanyahu, mostrando i muscoli e riproponendo il progetto di quel ‘The Great Israel’ ormai sognato ad occhi aperti da tutti i leader ultrasionisti, in pole position il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e soprattutto quello della Sicurezza Interna, Itamar Ben Gvir.
Proclama il primo: “In seguito all’attentato (taroccato, ndr), ho disposto la demolizione immediata di un ampio numero di edifici abusivi situati nelle vicinanze”.
Più mirato l’attacco del secondo, il nazista doc Ben Gvir. Il quale ha la sua ricetta per risolvere ogni problema e non ha problemi ad annunciarla: “Adesso occorre smantellare l’Autorità Nazionale Palestinese. E’ inaccettabile che esista un’autorità terroristica in Giudea e Samaria. I loro spostamenti devono essere bloccati”.
Finalmente getta la maschera: ammettendo che il vero cancro, il grande nemico non è Hamas, ma l’ANP, che lotta da sempre per i 2 Stati, visti come fumo negli occhi da Tel Aviv.
Proprio per questo, nel corso degli anni (almeno dal 2014) i governi israeliani che si sono succeduti – quasi tutti guidati dal boia Bibi Netanyahu – hanno finanziato a mani basse Hamas, spesso e volentieri facendo transitare i fondi via Qatar. Come è stato confermato, per fare un solo esempio, al congresso del Likud nel 2019. E come la Voce sta documentando e denunciando da anni.
Così prosegue l’invettiva griffata Ben Gvir: “Se Israele vuole continuare a vivere e a non essere distrutto, dobbiamo conquistare tutta la Striscia di Gaza e dobbiamo promuovere in modo violento l’emigrazione di quelli che ancora vi abitano”. Più chiari e genocidiari di così…
Sotto il profilo politico, in vista del voto, esprime tutta la sua vicinanza al premier-Kapo’. Proclama senza peli sulla lingua: “Voglio stare vicino a Netanyahu e spingerlo più a destra”. Sogna di ricoprire la carica di ministro della Difesa nel futuro esecutivo che più nero non si può, formato dal LIKUD con l’appoggio delle due formazioni ultrasionista, ossia il suo ‘OTZAMA YEHUDIT’ (Potere Ebraico) e ‘SIONISMO RELIGIOSO’ che fa capo a Smotrich. Una radicalizzazione molto più forte, per una destra ancora più di destra, in grado di raggiungere i 2 obiettivi base: la completa annessione di Gaza e della Cisgiordania (con lo sterminio e/o la cacciata violente dei palestinesi che rimangono) e la vittoria nella guerra contro l’Iran, con la complicità Usa. Nessun accordo, quindi, con l’oppositore Gadi Eisenkot, secondo il Ben Gvir pensiero.
Anche se si tratta puramente di un fantoccio, Eisenkot, un ex generale di quell’esercito criminale (IDF) che ha perpetrato e continua a perpetrare il genocidio del popolo palestinese. Quindi tra il premier boia e il rivale fantoccio nessun accordo è escluso: per dar vita ad un governissimo ultrasionista e sempre più sterminatore.
La prospettiva, del resto, non dispiace affatto al capo della Casa Bianca, il sempre più psicotico Donald Trump: il quale vede di ottimo occhio la prospettiva d’un altro biennio almeno a guida Netanyahu, soprattutto per portare a termine la ‘pratica’ iraniana.
Per ora, purtroppo, non c’è alcuna alternativa credibile sotto il cielo sempre più plumbeo di Tel Aviv…
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