La minoranza del PD, capeggiata dall’invasato ex ministro GRAZIANO DELRIO, sta letteralmente dando i numeri, mostrando, sul fronte interno e internazionale, la sua sfrenata voglia di sionismo e di caccia alle streghe: ossia coloro che osano criticare e denunciare i crimini nazisti del boia Bibi Netanyahu e della sua gang al potere.
Per una frase come questa – tanto per rendervi subito l’idea – dovrei beccare subito almeno 6 di sospensione dalla professione più altre sanzioni penali, civili e di chissà quale altro tipo: forse il taglio della mano o della lingua?
Tutto è possibile se mai dovesse passare, nei primi mesi dell’anno prossimo, il disegno di legge “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo” appena presentato (lo scorso 20 novembre per la precisione) alla Commissione Affari costituzionali del Senato da 11 impavidi parlamentari PD, capeggiati da Graziano Delrio, uno dei peggiori ministri di casa nostra, per tre anni (2016-2018) al vertice delle Infrastrutture e Trasporti nei governi Renzi e Gentiloni.
A quanto pare l’ha partorito da solo, spremendo le vulcaniche meningi, poi buttandolo giù in 5 soli succosi articoli, e quindi raccogliendo le adesioni porta a porta, senatore per senatore, senza consultare in alcun modo i vertici del partito né il gruppo del Senato e neanche il suo capogruppo, Francesco Boccia. Un autentico blitz, come quelli portati a segno dall’esercito criminale di Tel Aviv (IDF), massacrando civili palestinesi ogni giorno nonostante la tregua.
Ecco la formazione subito arruolata da capitan Delrio, 11 prodi (anche in senso letterale, come l’ex fedelissima di Romano Prodi, ossia Sandra Zampa) pronti a difendere a spada tratta il diritto-dovere di Israele al GENOCIDIOdel popolo palestinese e a crocifiggere chi solo osa denunciarlo.
A fianco di Capo Delrio ecco schierati: Simona Malpezzi, Antonio Nicita, Alessandro Alfieri, Alfredo Bazoli, Pierferdinando Casini, Tatiana Roijc, Filippo Sensi, Valeria Valente, Walter Verini e, appunto, Sandra Zampa.
Da tener presente che sullo stesso tema hanno già presentato altre proposte normative la Lega, Maurizio Gasparri di Forza Italia e Ivan Scalfarotto per Italia Viva.
Siamo francamente assaliti da un conato di vomito. Perciò preferiamo lasciare la parola ai critici e ai promotori.
Così afferma a botta calda il numero uno (con Nicola Fratoianni) dei Verdi-Sinistra, ossia Angelo Bonelli: “Se questo disegno diventasse mai legge, chi contrasta radicalmente i comportamenti dello Stato di Israele verrebbe definito antisemita e quindi sanzionato. La proposta, come del resto le altre in discussione, adotta in pieno la definizione di antisemitismo scritta dell’‘International Holocaust Alliance’ che qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele”.
Prosegue Bonelli: “L’antisemitismo va certo perseguito e contrastato, come ogni forma di razzismo. Ma non si possono colpire e perseguire le opinioni di critica ad Israele, il cui governo ha commesso (e sta commettendo, ndr) crimini contro l’umanità e atti di natura genocidiaria. Se il Ddl del Senato diventasse legge, tanti giornalisti e intellettuali verrebbero sanzionati per le opinioni espresse sulla deriva suprematista e criminale dello Stato di Israele, sull’operato del governo attuale di Tel Aviv che ha distrutto Gaza uccidendo oltre 60 mila civili, in maggioranza donne e bambini, e sostenendo l’occupazione violenta e criminale dei coloni in Cisgiordania, oltre a tutte le violenze del sistema carcerario. Spero che al più presto questo disegno di legge venga ritirato”.
Spiega ancora Bonelli qual è un altro grosso pericolo all’orizzonte: “Il provvedimento in questione delega il governo Meloni a varare uno o più decreti legislativi in materia di ‘prevenzione, segnalazione, rimozione e sanzione’ di ogni contenuto ritenuto antisemita diffuso sulle piattaforme online di servizi digitali in lingua italiana. Gli articoli 3 e 4, poi, prevedono che ogni università nomini una sorta di controllore che vigili con attenzione su eventuali attività interne, anche didattiche, considerate illegittime”.
Siamo in pieno MINCULPOP.
La Voce, mesi fa, ha subito diverse censure da colosso digitale META, per pezzi inseriti via Facebook, e proprio riguardanti le politiche killer del governo di Tel Aviv: ecco un paio di pezzi sul tema. E’ del 19 agosto 2024
FACEBOOK / DOPO LA GHIGLIOTTINA DI MAGGIO, IN UN MESE CENSURA 3 ARTICOLI DELLA ‘VOCE’
e del 20 settembre 2024
MARK ZUCKERBERG / CENSURE A GO GO VIA FACEBOOK-META
Il capogruppo al Senato, Boccia, si è visto costretto a prendere le distanze dalla farneticante iniziativa. “Il gruppo del PD al Senato – le sue parole – non ha presentato alcun dll in materia di antisemitismo. Lo ha fatto, a titolo personale, il senatore Delrio”, col codazzo dei suoi dieci seguaci. E precisa: “Quel disegno non rappresenta in alcun modo la posizione del gruppo né quella del partito”. Aria di fronda e di scissione? Staremo a vedere.
Per finire, ecco alcune ‘chicche’, frasi pronunciate dai pro ddl Delrio & C.
Emanuele Fiano, il primo sionista ad honorem del partito, sempre in trincea per difendere le indifendibili ragioni dello Stato d’Israele: “Mi schiero con Delrio. Per noi è inaccettabile che la sinistra si chiuda sulla lotta all’antisemitismo”. E fa un cenno alle parole griffate IHRA: “Sono state fatte proprie anche dall’Italia con il governo Conte II di cui facevano parte anche Pdf e 5 S. Perché oggi si dissociano?”.
L’inossidabile Piero Fassino esce dal museo Egizio e torna a parlare: “Stupisce che paventi rischi, peraltro infondati, chi in questi anni non ha mai detto nulla contro atti e parole con cui ogni giorno si è trasformata la legittima critica al governo Netanyahu in una colpevolizzazione dell’intera società israeliana e ancor peggio di ogni ebreo”.
Così parla il Vate, l’ex DC Pierferdinando Casini oggi stella della minoranza PD: “Ho firmato il disegno di legge e lo rifirmerei cento volte: è un vero atto di civiltà che dovrebbe realizzare un’ampia maggioranza parlamentare. Altro che polemiche!”.
Per favore, chiamate il 113 al più presto!
L’imperdibile Carlo Calenda, che non si lascia mai sfuggire occasione per far notare la sua esistenza politica, fa sapere alle sue sterminate orde di fans: firmo anch’io.
Sorge spontanea una domanda: come mai non si è ancora sentita la voce della supersionista de noantri, al secolo Pina Picierno?
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