ZOHRAN MAMDANI SINDACO / UNA LUCE DA NEW YORK

Le stelle cominciano ad illuminare New York. E forse gli Stati Uniti dopo decenni di oscurità, di affarismo spinto, del dominio di quel Deep Statetrasversale – dai democratici ai repubblicani – che ha affossato, calpestato e vilipeso diritti & speranze dei cittadini americani e certo non solo.

La vittoria del nuovo sindaco socialista, musulmano, colto e da anni impegnato sul fronte dei diritti di tutti, ZOHRAN MAMDANI, è un colpo mortale al trumpismo e agli autoritarismi ammantati di falso progressismo: in soldoni, un chiaro segnale al Tycoon ma anche a tutti i suoi oppositori taroccati.

Un chiaro segnale, quindi, a tutta la nomenklatura democratica che in questo ultimo ventennio ha distrutto il partito (e gli Usa): speriamo per tornare alle vere origini, alle mitiche figure dei Kennedy e di Martin Luther King.

Non a caso, la parola più pronunciata da Mamdani nei suoi primi interventi è ‘HOPE’, in perfetto stile Luther King e Nelson Mandela, simboli ai quali il neo sindaco si ispira (parola, purtroppo, abusata da un presidente progressista solo sulla carta, Barack Obama).  

Donald Trump. Sopra, Zohran Mamdani

Tutta da godere la reazione di Donald Trump, il cui Ego è ormai sconfinato, e destinato a sgonfiarsi come un palloncino: “Il fatto che il nome Trump non fosse sulle schede elettorali e lo shutdown sono stati i due motivi per cui i repubblicani hanno perso le elezioni stasera”. Da ricovero presso il più vicino presidio psichiatrico.

Subito ribatte il vincitore: “La mia vittoria mostra la strada per battere Trump. Se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Trump come sconfiggerlo, quella è la città che lo ha fatto nascere”. E aggiunge: “Donald Trump, so che stai guardando, per te ho quattro parole: alza il volume”, ossia “Turn the volume up”, 4 parole appunto.

La vittoria dei ‘nuovi’ democratici è schiacciante, a un anno esatto dal voto che incoronò ‘The Donald’ per la seconda volta alla Casa Bianca. Un ceffone più sonoro non poteva esserci, visto che il successo è completato con quello di due donne neo-governatrici dem, negli strategici Stati del New Jersey e della Virginia.

Un vero en plein che fa andare in bestia il Tycoon. Il quale nei giorni scorsi era arrivato a proclamare che, in caso di vittoria dell’odiato socialista musulmano, avrebbe tagliato ogni finanziamento destinato a New York: un’uscita (oltre che di testa) da ogni minimo percorso istituzionale e costituzionale, da vero dottor Stranamore che ha perso ogni self control.

Non è finita qui per dettagliare i contorni del clamoroso successo, del vero miracolo a New York. Perché Mamdani ha vinto in tutti e 5 i distretti elettorali dell’immensa città, un autentico plebiscito che ha unito nell’abbraccio quartieri del tutto eterogenei come Harlem e Port Richmond, Bay Ridge e Jackson Heights.

Ecco alcune tra le prime dichiarazioni del più giovane sindaco della prima città del mondo, 36 anni appena. Il primo di origini musulmane e nato in Africa. E per di più socialista: oggi una bestemmia per il Potere a stelle e strisce e certo non solo, visti i cieli NERI che si addensano soprattutto in Europa.

Contro ogni previsione ce l’abbiamo fatta, Il futuro è nelle nostre mani. In questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce”.

Andrew Cuomo

Sarò il sindaco di ogni newyorkese. Sia che abbia votato per me che per il governatore Andrew Cuomo o non sia andato a votare perché profondamente deluso da questa politica. Io lotterò per voi, per una città che funzioni per voi, che sia sicura per voi”.

Non potrò mai rinunciare ai miei principi, ai miei valori, basati sulla domanda di eguaglianza, per l’umanità, per tutti coloro che camminano su questa Terra. Se state soffrendo, cercherò di curarvi. Se vi sentire incompresi, mi sforzerò di capire. Le vostre preoccupazioni saranno sempre le mie. E metterò le vostre speranze davanti alle mie”.

E rammenta, in un passaggio , proprio le parole di Mandela: “Sembra impossibile farlo finché non l’abbiamo fatto. Amici miei, noi l’abbiamo fatto”.

Ha sonoramente sconfitto proprio il Deep State, in questa occasione rappresentato dal finto ‘indipendente’ Andrew Cuomo, per un decennio governatore a New York, figlio del mitico sindaco dem Mario Cuomo: ma ha ricevuto, Cuomo jr, il pieno appoggio di Trump, il quale non ha avuto fiducia nel candidato ufficiale dei repubblicani, , arrivato terzo nella disfida. A riprova che il partito del Tycoon è spaccato come una Grande Mela, è proprio il caso di dire.

A conclusione. Si tratta ora di prendere la palla al balzo, di cogliere un’occasione che più storica non si può.

I Democratici, sull’onda di questo triplice successo, devono cambiare radicalmente pelle, seguire la pista tracciata da Mamdani e riconquistare quell’identità del tutto smarrita nell’ultimo quarto di secolo, seppellendo i devastanti esempi griffati Clinton, Obama e Biden: artefici (e complici) del Deep State che ha fatto degli Usa la prima potenza mondiale del Terrore e delle Guerre in mezzo mondo.

Solo voltando radicalmente pagina, potrà essere sconfitto il cancro odierno, il trumpismo che sta massacrando mezzo mondo (ed è pronta a scoppiare la bomba Venezuela, tra le tante altre).

Finalmente c’è un Sindaco a New York.  Che deve accedere la Luce e la Speranza per tutti.

Vi proponiamo l’ultimo pubblicato dalla Voce sul tema. Messo in rete il 27 ottobre,

NEW YORK / Il 4 NOVEMBRE SI VOTA PER IL SINDACO


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