NEW YORK / Il 4 NOVEMBRE SI VOTA PER IL SINDACO

La più ‘importante’ città del mondo, New York, va al voto tra meno di due settimane, il 4 novembre.

Dopo l’uscita di scena di Erich Adams – il sindaco massone sotto inchiesta per corruzione e salvato dal processo in extremis da Donald Trump – ora è sfida a tre: a battersi saranno il progressista di origine afro Zohran Mamdani, l’indipendente Andrew Cuomo e il repubblicano Curtis Sliva.

In realtà sarà un testa a testa tra i primi due, con il terzo che potrebbe ancora sfilarsi dalla scena – visti i sondaggi che lo vedono largamente sfavorito e come da giorni invoca il quotidiano conservatore ‘New York Post’  – per far confluire i suoi voti su Cuomo, che è figlio dell’eterno Governatore democratico della città, Mario Cuomo, la cui dinasty  era originaria di Nocera Inferiore, nel nostro salernitano.

Erich Adams. In apertura, Zohran Mamdani

Partiamo dalle ultime battute, ossia dal fresco episodio che ha dato fuoco alle polveri. Dopo un confronto tivvù fra i tre candidati, infatti, Andrew Cuomo si è fiondato a ‘bordo campo’ per assistere ad una partita di basket dei suoi amati ‘Knicks’.  E chi era al suo fianco? Il super chiacchierato sindaco uscente Adams, che ha trovato l’occasione propizia per esprimere il suo convinto endorsement pro Cuomo. Il quale, del resto, era stato l’unico fra i tre candidati ad annunciare il gradimento per un eventuale appoggio dell’ex sindaco, mentre gli altri due hanno risposto con un secco no.

Ha subito colto – è proprio il caso di dire – la palla al balzo Mamdani, che ha seccamente commentato con un post su X: “La corruzione arriva fino a bordo campo”.

Del resto i due non se le erano mandate a dire nel confronto di poche ore prima.

Ecco la raffica di accuse, peraltro totalmente generiche, partite da Cuomo in direzione Mamdani: “Io ho fatto delle cose. Tu non hai mai avuto un lavoro. Non hai mai realizzato nulla. Non c’è alcun motivo di credere che tu abbia meriti o qualifiche per poter gestire una città da otto milioni e mezzo di abitanti”.

Dal canto suo Mamdani ha definito l’avversario “un uomo disperato” che “ripete i soliti punti di propaganda della destra”.

Da sottolineare che i due si erano già sfidati alle primarie democratiche, in cui Cuomo aveva subito una sonora sconfitta. Incassata la debacle, ha comunque deciso di non gettare la spugna e di presentarsi come ‘indipendente’.

Andrew Cuomo

Un indipendente che, comunque, vira decisamente la barra a destra, visto che ha voluto e cercato il sostegno dell’ex sindaco Adams. Ma ora deve urgentemente – mancano pochi  giorni al voto – ‘eliminare’ l’ostacolo Sliva, il quale gli sottrae un sacco di voti che potrebbero avvicinarlo a Mamdani, rendendolo almeno un po’ più competitivo. Ma secondo i bookmaker, resterebbe sempre un divario di 3-4 punti. Da tener presente, comunque, che l’ultimo sondaggio fa emergere una quota di ‘indecisi’ non indifferente, pari al 15 per cento; mentre il divario tra i due resta quasi abissale, 43,2 per cento contro il 28,9 per cento. Staremo a vedere a breve quale sarà il destino della megalopoli a stelle e strisce.

Ecco alcune linee programmatiche dei due.

Mamdani si definisce un “socialista democratico”. Viene visto come il fumo negli occhi dai miliardari newyorchesi, dalle grandi aziende e corporation, dalla potente comunità ebraica della città. Propone una ricetta che parta dal ‘basso’, in grado di aiutare i cittadini con pochissimi mezzi e la classe medio-bassa flagellata dai costi della vita sempre più alti quantomeno a vivere in modo dignitoso. I suo temi base puntano ad una città più vivibile, più sicura e più alla portata di tutti. Sostiene il salario minimo, una più incisiva assistenza all’infanzia, e una tassazione più pesanti per grosse aziende e privati con oltre 1 milione di dollari di reddito. E’ stato eletto all’Assemblea dello Stato di New York nel 2022, nel 2022 e nel 2024.

Cuomo, dal canto suo, si definisce un “progressista moderato”, non potendo dimenticare che il padre, Mario Cuomo, è stato Governatore di New York per ben tre mandati: ma ora la sua politica è virata decisamente a destra, visto anche l’ok griffato Adams. Nella sua agenda, in pole position la sicurezza pubblica, la crescita economica: poi un colpo al cerchio e l’altro alla botte, dichiarandosi favorevole ad una forma di salario minimo e al tempo stesso pro nuovi maxi investimenti in campo immobiliare.

Eccovi l’ultimo pezzo sull’ex sindaco Adams messo in rete dalla Voce il 13 maggio 2024, titolato

ERICH ADAMS / VACANZE ROMANE PER IL SINDACO-MASSONE DI NEW YORK


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