“Onestà”.  Impossibile mito

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Quattro giorni fa, era il 10 di dicembre, “Yo soy Giorgia”, alias la presidentessa essa…essa, non si è presentata al summit dei Paesi europei del Mediterraneo. Aveva preferito un week end di ristoro familiare con figlia e compagno? Non intendeva incontrare il ‘nemico’ Macron? No, poverina, ella aveva contratto il coronavirus, come ha autorevolissimamente codificato Zangrillo, super medico personale di Berlusconi, orientamento politico conseguente, che ha ospitato a più riprese il ‘cavaliere’ ad ogni seduta del processo Ruby ter, per ottenere un nuovo rinvio. Desterebbe già perplessità che la premier non abbia rispettato le norme di sicurezza per evitare il contagio o addirittura che non si sia vaccinata, ma le sorprese non si esauriscono qui. La Meloni si è miracolosamente sottratta al Covid, dopo appena tre giorni (niente quarantena?) in tempo per commentare in Parlamento, con aria sprezzante com’è sua, anti istituzionale abitudine, l’intervento di Bonelli (Verdi e Sinistra). Vuoi vedere che la Pfizer le ha riservato il privilegio di sperimentare per prima un farmaco che consente di tornare rapidamente alla normalità, o il ‘caso’ del suo strano Covid nasconde una bugia con le gambe corte?

Il Qatar Gate può sorprendere sono gli ingenui e i pochi onesti in circolazione. In giovanissima età un compagno di giochi, abile provocatore, chiedeva agli amici: “Sei onesto? Sììì’…Ne sei convinto?” e incalzava la ‘vittima’ così: “Anche se qualcuno ti offre un milione per corromperti?” Il furbo ‘intervistatore’ sosteneva di aver segnato in rosso, sulla sua agendina, i nomi di dieci ragazzi su dieci,  che avrebbero  barattato  l’onestà in cambio di un milione. Non è una racconto inventato per dare consistenza all’idea che, ad eccezione di madre Teresa di Calcutta e di strenui eroi dell’onestà, il rispetto di se stessi,   l’onestà appunto, è una virtù relativa, che dipende dal valore in vil denaro dell’offerta del corruttore.

Inquadrata così, la sporca vicenda del Parlamento europeo immerso nei veleni della disonestà non può sorprendere. Conferma il malcostume senza soluzione di continuità, dal tempo dei trogloditi cavernicoli all’epoca della civiltà greco-romana, fino agli albori dell’era moderna e con crescente frequenza in questo esordio del terzo millennio.

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