TELE ‘RIFONDAZIONE’

La giornataccia del 6 maggio, rifilata agli abbonati Rai non contagiati dalla pandemia melonifera, è forse la più inquietante pagina della deriva imboccata dall’Italia, che per indolenza mista a sottocultura, si consegna alla destra di incapaci che godono di totali spazi di potere e immeritata visibilità. Interviene, seppure in colpevole ritardo, la risposta dell’informazione Rai indipendente e dà corpo e voce da Pm al processo per il ‘man bassa’ della destra che ha pervaso di neofascismo Saxa Rubra, dove opera l’informazione della Rai. Enrica Agostini, giornalista di RaiNews24: “In 20 anni mai subite censure così, riprendiamoci la dignità. E sul clima della Rai destrofilo della Meloni: “Si deve contrattare ogni singola parola. Con me perché sono una vecchia giornalista non ci riescono , ma ci sono colleghi più giovanich non possono opporsi. Uno sparuto gruppo di persone ha mandato in onda i telegiornali durante lo sciopero dei giornalisti. Noi facciamo battaglie per i diritti. Loro fanno battaglie politiche per difendere privilegi legittimati dai vertici Rai e dai direttori. Io sono nel cdr di RaiNews e lavoro nel politico da 20 anni, ma non ho mai subito le pressioni e le censure che subisco in questo periodo. Non abbiamo dato la notizia di Lollobrigida sul treno se non dopo la protesta del sindacato, neppure quella di Gianbruno (per il fuori onda del compagno della Meloni), o di Gratteri. Dobbiamo aprire ogni giorno le notizie con Giorgia Meloni, trasmettiamo video autoprodotti di pura propaganda”. A proposito del 6 maggio e dello sciopero dei giornalisti: da immortalare l’espressione quasi di ‘mea culpa’ da ‘colta sul fatto’ di Laura Chimenti, che ha condotto il Tg delle 20, peraltro incompleto, raffazzonato, o il dilettantismo dell’improvvisata conduttrice del Tg2, impacciata, fuori ruolo, in ansia da prestazione, in choc da video. Caso a sé è Matano, ex conduttore del Tg1 emigrato alla Tv pomeridiana a favore delle casalinghe “La vita in diretta”. Imperterrito, nel giorno dello sciopero, non ha rinunciato al narcisismo di condurre il programma quotidiano di cronaca nera e pettegolume. Il peggio coinvolge i vertici Rai. Anziché scusarsi per la censura che ha impedito a Scurati di leggere il monologo antifascista, minacciano provvedimenti disciplinari per la Bortone, che ha aggirato la censura leggendo il testo dello scrittore. Boicottare questa Rai non è reato e neppure disfattismo. Potrebbe essere la fase di rodaggio per l’avvio della ‘rifondazione’ del servizio pubblico radiotelevisivo.

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