PANTANI / QUEL GIRO “TAROCCATO” DI VENT’ANNI FA

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Vent’anni fa Marco Pantani veniva scippato del suo Giro d’Italia, l’ultimo al quale prese parte.

Fu fermato prima della tappa di Madonna di Campiglio perché alle analisi il suo ematocrito risultò appena lievemente superiore a quanto stabilito.

Cosa era successo? La provetta contenente il sangue del campione era stata taroccata, manipolata, utilizzando una tecnica relativamente semplice, ossia prelevando un piccolo quantitativo di plasma, in modo tale da far elevare i valori.

Semplice come bere un bicchier d’acqua, ed estremamente difficile da appurare. Soprattutto se il capo dell’equipe medica qualche mese dopo muore in un misterioso incidente d’auto, affondando in un lago ghiacciato. E i componenti del team – ‘convinti’ al punto giusto da persone di ‘rispetto’ – eseguono la ‘mission’.

Perché “’O Pelato” a Milano non doveva arrivare. Quel Giro Pantani non doveva concluderlo.

Così avevano sentenziato le maxi scommesse della camorra che aveva puntato montagne di milioni di lire su quel risultato ‘sballato’.

A rivelare la combine, dopo molti anni, è Renato Vallanzasca, il bel Renè, che riceve le confidenze di un camorrista durante la sua permanenza in galera. Una tesi che verrà suffragata da diversi altri collaboratori di giustizia nei successivi mesi di indagini avviate dalla procura di Forlì.

invece di concludere con rinvii a giudizio e un processo cosa fa? Archivia tutto. E chissenefrega di quelle verbalizzazioni di fuoco.

Tre anni fa il fascicolo si riapre a Napoli, perchè la famiglia Pantani non si arrende. Ecco così che quelle indagini abbandonate a Forlì riprendono vigore alla Direzione distrettuale antimafia partenopea, affidate al pm Antonella Serio.

In tanti mesi, però, non si muove una foglia. Niente, il silenzio più assordante.

E anche il ‘suicidio’ di Marco quel tragico San Valentino di 15 anni fa, il 14 febbraio 2004, viene archiviato: pietra tombale sancita dalla Cassazione il 19 settembre 2016, giorno di San Gennaro.

Un chiaro delitto, anche stavolta, di camorra. Un corpo martoriato di ferite che fa letteralmente a cazzotti con la pista del suicidio.

La bellezza di 100 anomalie e passa documentate dal legale della famiglia Pantani, Antonio De Renzis. Ma anche stavolta, chissenefrega.

Anche le Iene, in alcuni reportage dei mesi scorsi, hanno dettagliato l’assurdità di quella archiviazione, come sta succedendo per il giallo di David Rossi, il responsabile delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena, “suicidato” dal quarto piano di palazzo Salimbeni.

Questa è la giustizia di casa nostra.

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