Allucinante

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Ricevo e pubblico un articolo a firma di Pietro Lignola (di un napoletano), mi riprendo dall’indignazione per l’allucinante requisitoria a favore di Salvini e per l’idea balorda di chi l’ha inviato a me che un giorno sì l’altro pure mi adopero con la nota quotidiana a delineare la iattura della presenza in un Paese democratico qual è l’Italia di un soggetto come il leghista in questione, sintesi orripilante di xenofobia, razzismo e intolleranza neofascista. Mi auguro che la lettura di alcuni passi dell’articolo riportati qui di seguito apra gli occhi a quanti sottovalutano i pericoli di concedere agibilità a Salvini, quello che tra molte idiozie della sua riconosciuta truculenza si è rivolto alla gente del sud con questo ignobile insulto diretto ai napoletani, scandito al microfono durante un raduno di Pontida: “Guarda che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani (definiti in altre circostanze colerosi, da sterminare con l’eruzione del Vesuvio)”. Se poi il soggetto di cui parliamo s’illudesse che i napoletani credano alle sue scuse strumentali, sbaglierebbe e di grosso. Ed ecco uno stralcio dell’articolo: “ …La sala era gremitissima e la manifestazione si è svolta in maniera ordinata con numerosi interventi, la proiezione di filmati e il discorso finale di Matteo Salvini. Il tutto mi è piaciuto (!). I temi svolti erano concreti, le impostazioni condivisibili, le proposte chiare. Il leader (così in corsivo, ndr) venuto dal Nord mi è apparso molto cresciuto e maturato, capace di suscitare l’entusiasmo dell’uditorio che è esploso”. A esplodere, detto a commento di questa apologetica incensata, è la riflessione amara di come il destrismo nostalgico riesca a confondere le menti di incredibili seguaci di un acerrimo, razzista, nemico della democrazia.

 

Deputati “X”, “Y”, “Z”: assente, assente, assente…

Quando il governo non ha più potuto fingere di non sapere, ha promulgato norme di ragionevole severità per stroncare l’incivile dilagare di dipendenti pubblici, i cosiddetti furbetti, che marinano il posto di lavoro grazie a colleghi complici, che strisciano per loro il badge di presenza nei luoghi di lavoro. Bene. Male l’altrettanto indecoroso defilarsi di deputati e senatori dalle aule parlamentari impegnate in dibattiti e decisioni di interesse generale. Per non parlare di “onorevoli”, tra mille virgolette, che premono il tasto delle votazioni per sé e i colleghi in tutt’altre faccende affaccendati. Per gli assenti, cronici o estemporanei, nessun provvedimento. In occasioni speciali andrebbero destituiti d’ufficio. Per esempio per punire l’assenteismo di massa che ha visto la Camera discutere nel deserto il disegno di legge per il biotestamento, atteso da troppo tempo e ostacolato dai partiti che non intendono inimicarsi il potere del Clero. In aula una ventina di persone, una vera indecenza. .

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