La noia del day after, del giorno dopo

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Il chiacchiericcio post elettorale merita l’aggettivo di fastidioso, a volte di insopportabile. Non ne è esente quello in corso, a ridosso della amministrative. Esulta chi ha vinto o presume di aver vinto (è vittoria andare al ballottaggio, con tutte le incognite del voto futuro dei perdenti?), finge di non aver perso chi ha perso, o arzigogola sulle ragioni dell’insuccesso, sempre indipendenti da errori di strategia o di scelta dei candidati. Chi è nel limbo del “chissà come andranno gli spareggi”, prova a caricarsi, a catturare il popolo degli indecisi e le truppe degli esclusi dal ballottaggio, a destra, sinistra, al centro. Noia mortale e ne avremo purtroppo da sopportare nelle prossime settimane. Accantonata con un ampio respiro di sollievo la questione voto, molto più piacevole è la riflessione sul crescente consenso di italiani e stranieri al favoloso patrimonio artistico del Paese, con uno sguardo ammirato all’area archeologica ai piedi del Vesuvio.

 

Le meraviglie di Mitoraj

E’ il primo sabato di Giugno, il cielo è illuminato dal sole, l’invito ad assecondarlo si esplicita con la scelta di rivisitare gli scavi di Pompei. Il mega parcheggio di Porta Marina è strapieno di auto, dal convoglio della Circumvesuviana sbarca un fiume in piena di turisti, esercito multinazionale in marcia che satura l’ingresso dell’area archeologica. Un’analisi anche se approssimativa delle etnie incolonnate vede in colorita maggioranza i vacanzieri giapponesi. Prestigiosa la presenza del gruppo guidato da Giorgio Armani, mobilitazione generale delle guide, vigilanza attenta del personale per il rispetto di luoghi che il tempo rende particolarmente vulnerabili. Tra i visitatori seriali degli scavi, racconta il cicerone Enzo, volto abbronzato per la frequentazione quotidiana dell’area archeologica, della star Leonardo Di Caprio, dotto conoscitore di ogni segreto della Pompei sepolta dalla lava. Massimo Osanna, neo soprintendente, progetta di esaltarne l’importanza e di proporla come il più importante e visitato sito archeologico del mondo. Un segnale di questo ambizioso e legittimo obiettivo si identifica nel suggestivo evento che vede la collocazione nell’area degli scavi di trenta monumentali sculture di Igor Mitoraj, scultore polacco ospitato in precedenza e con allestimenti altrettanto sontuosi, nella Valle dei Templi di Agrigento, nei Mercati di Traiano a Roma. Lo scenario di Pompei è però unico e le la tipologia delle opere, nella loro classica modernità si fonde e rende possente l’intero percorso dell’installazione che ingloba il Tempio di Venere, la Basilica, il Foro, la via dell’Abbondanza delle Terme Stabiane, il Quadriportico dei Teatri. Inaugurata dal Presidente della Repubblica Mattarella, la mostra rimarrà negli scavi fino al Gennaio del 2017 e sulla ricaduta positiva di questo attrattore supplementare si può sicuramente contare per un futuro in crescendo dei visitatori. La grandiosità delle sculture, in particolare Icarus, il Gladiatore, se il confronto non si ritiene blasfemo, concede all’immaginario, per imponenza e magnificenza delle forme, la versione moderna dei bronzi di Riace. C’è da raccontare, in chiave di gossip, l’autoironico, malizioso accostarsi di fanciulle al membro di un invitante, monumentale opera dell’artista per una foto da inviare alle amiche, o da mettere in cornice. La cronaca conferma le ragioni attrattive di Pompei grazie all’importante corollario dell’installazione che ha fatto impennare la stima per Mitoraj e le sue macro sculture. Ieri, come ogni prima domenica del mese, per un colpo di genio promozionale del ministro Franceschini musei e gallerie aperti, Scavi compresi e boom di visitatori che a metà mattinata erano entrati nell’area archeologica in quindicimila. Stop agli ingressi e riapertura alle quattordici e trenta: il bilancio della giornata è di poco meno di venticinquemila presenze. Il primato di affluenza spetta ancora al Colosseo, avvantaggiato dall’enorme mole di turisti che affollano Roma, ma potrebbe essere un record a rischio. Per provare a batterlo le opere di Mirotaj e analoghi eventi (le grandi sculture di Henry Moore, perché no?) sono certamente una strategia adeguata, ma non conta meno che l’intera aerea degli scavi sia resa accogliente e confortevole, a partire da parcheggi economicamente abbordabili. Quello di Porta Marina, certamente in posizione strategica, ha un costo di dieci euro, che la sosta sia di molte o poche ore. Boom anche le per la reggia di Caserta (quasi diciottomila visitatori) e di tutti i musei della Campania. Non sarà che il mito virtuale della risorsa turismo si sta trasformando in realtà operativa?

Nella foto fila di turisti negli Scavi di Pompei

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