Domenica 8 novembre, al Centro Studi Jacon Parthenope, l’ingegnere aerospaziale Guglielmo Orsolillo illustrerà il metodo astrologico elaborato dallo studioso napoletano Emilio Pellegrino.
Esiste un legame tra la posizione degli astri al momento della nostra nascita e le esperienze che, secondo alcune tradizioni spirituali, la nostra anima avrebbe vissuto in esistenze precedenti? È possibile ricostruire, attraverso particolari interpretazioni astrologiche, un ipotetico percorso di reincarnazioni? Sono alcuni degli interrogativi che domineranno l’incontro «L’Astrologia: una Scienza Sacra», in programma domenica 8 novembre, alle ore 10, presso il Centro Studi Jacon Parthenope, in via Nuova San Rocco 57/A, nella zona di Capodimonte, a Napoli.
Protagonista della conferenza sarà Guglielmo Orsolillo, ingegnere aerospaziale, che – nel corso della propria carriera professionale – ha lavorato, per diversi anni, in Germania, partecipando, secondo quanto riferito dagli organizzatori, al progetto satellitare europeo “Galileo”. Attualmente impegnato in attività legate al settore aerospaziale, a Torino, Orsolillo affianca, alla propria formazione tecnica, un interesse per la dimensione filosofica, simbolica e spirituale dell’esistenza umana.
L’impegno culturale del Centro Studi Jacon Parthenope
L’appuntamento si inserisce nel percorso di divulgazione e approfondimento culturale promosso dal Centro Studi Jacon Parthenope, associazione senza scopo di lucro, attiva nell’organizzazione di incontri dedicati a filosofia, simbologia e tradizioni spirituali.
In questo ambito si colloca anche l’impegno del dottor Clemente Ferullo e della professoressa Marinella Caggiano – a loro, il compito di introdurre e moderare l’evento di domenica prossima – da tempo dediti alle iniziative culturali dell’associazione e protagonisti della preparazione di numerosi meeting di approfondimento. Qui, è appena il caso di sottolineare la collaborazione sviluppata, da decenni, con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dove il Centro Studi ha organizzato diversi convegni dedicati al rapporto tra storia, filosofia e conoscenze tradizionali (La Scienza dei Faraoni, nel 2018, Il Percorso Iniziatico: dalle Piramidi alle Cattedrali, nel 2024; La Geometria Sacra: viaggio verso l’immortalità, nel 2025, per citarne alcune).
Dalla conoscenza degli astri al mistero della reincarnazione
L’incontro proporrà una lettura dell’astrologia distante dalla sua interpretazione più popolare, in genere associata a oroscopi e previsioni del futuro. Fulcro dell’approfondimento sarà, invece, il suo significato simbolico, inteso come strumento di riflessione sulle relazioni tra essere umano e universo.
Partendo dalle antiche tradizioni misteriosofiche, il relatore illustrerà il concetto di tema natale – ossia la rappresentazione della disposizione dei corpi celesti al momento della nascita – e le interpretazioni che alcune correnti astrologiche attribuiscono a questa particolare configurazione.
Il percorso attraverserà concetti come karma, destino individuale e reincarnazione dell’anima, fino ad affrontare una delle questioni più suggestive della conferenza: la possibilità, secondo una specifica teoria astrologica, di individuare tracce simboliche delle presunte vite precedenti.
L’eredità di Emilio Pellegrino
Una parte significativa dell’incontro sarà dedicata alla figura di Emilio Pellegrino, artista e studioso napoletano che affiancò, alla propria attività creativa, un’approfondita ricerca nel campo dell’astrologia e del simbolismo.
Noto anche per le sue particolari realizzazioni artistiche, Pellegrino sperimentò una tecnica basata sulla creazione di opere in miniatura, successivamente proiettate su superfici di grandi dimensioni. Tra le esperienze ricordate dagli organizzatori figurano anche proiezioni artistiche realizzate a Castel dell’Ovo, dedicate alle immagini del cosmo e dell’universo.
Ma è soprattutto la sua ricerca sulle reincarnazioni a rappresentare il filo conduttore della conferenza.
Nel volume «Frammenti di memoria in un cammino sotto le stelle», Pellegrino elaborò un metodo di interpretazione astrologica finalizzato alla ricostruzione simbolica delle precedenti incarnazioni dell’anima.
Secondo tale teoria, il percorso reincarnativo sarebbe articolato in cicli, scanditi da particolari rapporti numerici e da configurazioni astrologiche, individuabili attraverso il tema natale. Un ruolo specifico sarebbe attribuito, tra gli altri elementi, all’ascendente e alle posizioni del Sole, della Luna, di Saturno e di Urano.
Orsolillo, che ha raccolto e approfondito gli insegnamenti di Pellegrino, illustrerà il metodo sviluppato dallo studioso, offrendo, ai partecipanti, l’opportunità di conoscere una prospettiva che intreccia tradizioni spirituali, interpretazioni astrologiche e interrogativi sull’esistenza umana.
La conferenza sarà articolata in due momenti principali. Una prima parte introduttiva sarà dedicata ai fondamenti dell’astrologia simbolica e al concetto di reincarnazione, mentre, nella seconda, Orsolillo entrerà nel merito del metodo elaborato da Emilio Pellegrino, illustrandone i passaggi e i criteri interpretativi.
Particolarmente interessante sarà la possibilità di assistere a simulazioni pratiche del calcolo delle presunte vite precedenti. Il relatore potrà utilizzare, con il consenso degli interessati, i dati di nascita dei “volontari”, mostrando, in concreto, come viene applicato il sistema interpretativo.
Al termine della relazione sarà inoltre riservato spazio alle domande del pubblico, che potrà confrontarsi direttamente con il relatore e approfondire gli argomenti trattati.
Un’occasione di confronto culturale su temi che, al di là delle differenti convinzioni personali, continuano ad alimentare interrogativi sul rapporto tra uomo, cosmo e significato dell’esistenza.
Informazioni sull’evento
L’incontro, aperto al pubblico, si terrà domenica 8 novembre 2026 presso il Centro Studi Jacon Parthenope, in via Nuova San Rocco 57/A, a Capodimonte, Napoli.
L’accoglienza dei partecipanti è prevista a partire dalle ore 9:30. La conclusione dei lavori è prevista intorno alle 13.
Nella foto: Bologna, l’epigrafe che ricorda l’antica Facoltà di Astrologia dello Studium, dove, tra il XII e il XVII secolo, si insegnavano le scienze degli astri e la loro presunta influenza sulla medicina e sulla vita umana.
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