PHOEBE GATES / GLI ACROBATICI ‘BUSINESS’ ONLINE DELLA SUPER RAMPOLLA

I figli, non di rado, prendono dal padre le smanie di grandeur nonché di guadagni facili.

Così deve essere capitato alle bellissima rampolla del filantropo arcimiliardario Bill Gates, la 23enne Phoebe, che un anno e mezzo ha partorito una start up nel settore dello shopping online che ha subito preso il volo, PHIA, arrivando a fatturare la bellezza di 80 mila dollari al giorno.

Peccato che sia presto ‘inciampata’ in modo che più clamoroso non si può, stando alle accuse che, in teoria, possono portare fino a vent’anni di galera: più concretamente a una serie di grosse cause civili e sanzioni milionarie. Certo di non poco conto, ma le colossali risorse paterne saranno certo in grado di fronteggiare questi ‘bruscolini’.

La piattaforma PHIA. Sopra, Bill Gates con la figlia Phoebe

La story viene minuziosamente ricostruita da ‘The New York Post’ (NYP), che spara in copertina, “La figlia di Bill Gates Phoebe accusata di ‘cookie stuffing’ che prevede un massimo della pena da 20 anni di carcere”. Da far tremare le vene ai polsi: non certo quelli di casa Gates, attrezzati con il fior fiore dei legali in grado di smontare il castello accusatorio; e, nella peggiore delle ipotesi, di ridurre al minimo l’ammontare delle sanzioni: caso da milioni di dollari, perciò bazzecole, pinzellacchere per le casse di casa Gates.

Il quotidiano a stelle e strisce, nella sua ricostruzione, ci va già molto duro.

Ecco il succo della story.

Con la start up PHIA che viene partorita, come dicevamo, da Phoebia e dalla sua compagna di studi alla Stanford University, Sophia Kianni. In soldoni, si tratta di una piattaforma di shopping basata sull’Intelligenza Artificiale che “ha inviato la sua app – come dettaglia il NYP – per i consumatori e l’estensione browser ad aprile 2025”.

Così continua il reportage: “Bloomberg ha riportato questa settimana che l’estensione del browser di PHIA potrebbe inserire cookie di trascinamento degli affiliati anche quando gli acquirenti con compiono l’azione normalmente richiesta affinché la startup rivendichi la commissione sulla vendita, una pratica nota come ‘cookie stuffing’”.

Phoebe Gates con Sophia Kianni

Secondo Bloomberg, “la pratica ha interessato affiliati del calibro di Nike, Nordstrom e Gap. Queste aziende non hanno ancora commentato pubblicamente lo scandalo”.

Dichiara al NYP Star Kashman, socio fondatore dello studio legale Cyber Low Firm: “Se le accuse si riveleranno fondate, ritengo probabile che Phoeba Gates e/o la sua azienda vengano citate in giudizio per aver elaborato questo ‘schema fraudolento’. Ma realisticamente la sanzione più probabile è di natura pecuniaria, per risarcire coloro che sono stati danneggiati”.

Come detto all’inizio, tutto potrebbe rivelarsi una perfetta tempesta in un bicchier d’acqua. Multe e sanzioni salatissime ma facilissimamente gestibili dalla corazzata Gates: la quale può tranquillamente permettersi gli ‘sfizi’ di una figlia che più rampante non si può.

Eccoci ad un altro parere, sempre raccolto dal NYP. E’ quello di un grosso esperto nel settore della ricerca pubblicitaria, Ben Edelman: “Non c’è una ragione valida per cui un’estensione debba richiamare ad un link di affiliazione e inserire un cookie  di affiliazione quando l’utente non ha interagito in modo significativo con essa. Ma c’è un motivo palesemente scorretto: guadagnare di più, molto di più”. Ed è quel che ha fatto la startup subito di gran successo PHIA, incassando ben 80 mila dollari al giorno per un anno e mezzo filati: fino allo stop per lo scandalo saltato fuori.

Afferma ancora Edelman: “I clic forzati rappresentano la violazione più grave delle regole di rete, possono incrementa rapidamente in guadagni di un affiliato a scapito dei commercianti, che vedono invece lievitare i loro costi”.

Dicevamo, bazzecole estive, scherzi & giochi di una rampolla eccellente e della sua compagna di studi.

Piuttosto, come mai la magistratura & il Congresso Usa non hanno mai puntato sul serio i riflettori sull’impero di Bill Gates, che più dirty non si può?

Finalmente, pur se con anni di ritardo, vengono oggi alla luce le colossali responsabilità di Anthony Fauci, per decenni e decenni un Intoccabile.

Quando sarà la volta di Super Bill & delle sue acrobazie ‘pandemiche’ (nonché climatiche)? Non dimentichiamo che anche lui – come la fascinosa Phoebe – mise su una miracolosa start up nel 2010 di nome ‘MODERNA’: diventata dopo solo 10 anni la star mondiale dei vaccini anti Covid.

Buon sangue non mente…

Per ritrovare articoli inchieste sul fondatore di Microsoft, basta andare alla casella CERCA della nostra home page e digitare BILL GATES. Ne ritroverete a iosa. Ecco l’ultima cover story, pubblicata il 5 agosto scorso,

BILL GATES / LE DIRTY CONNECTIONS CON I VERTICI USA. E QUEL FATTORE “Q”…

 

Infine, ecco la versione originale del reportage pubblicato dal New York Post il 12 agosto scorso, Bill Gates’ daughter Phoebe accused of ‘cookie stuffing’ scheme that has max penality of 20 years of prison


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