L’‘effetto Mamdani’ comincia a propagarsi negli Stati Uniti.
L’elezione del primo sindaco socialista e addirittura di origini ugandesi, Zoran Mamdani a New York, infatti, sta già producendo i suoi primi frutti. Da non poco. Come la fresca vittoria alle primarie democratiche nel Michigan del candidato ‘progressista’ e ‘di sinistra’, come si diceva un tempo, ossia Abdul El-Sayed, medico quarentenne di origini egiziane.
Ha sconfitto di misura (un solo punto percentuale) la candidata dell’establishment dem, Haley Stevens, che ha goduto di una ‘storica’ valanga di fondi, oltre una sessantina di milioni di dollari, cifra record per questo livello di competizione elettorale negli Usa.
Il nuovo Imperatore del Mondo, Donald Trump, è su tutte le furie, of course. E, al solito, dà i numeri. Così bolla il vincitore: “E’ un comunista fallito che odia gli ebrei e Israele. Ora le follie politiche dei democratici peggioreranno soltanto”. Nei giorni precedenti al voto, lo aveva etichettato come un “corrotto terzomondista” ed accusato di “beneficiare di schede elettorali fraudolente”. Quindi il monito: “A novembre dovrete votare tutti per Mike Rogers”.
Sì, perché a novembre, proprio a ridosso delle strategiche elezioni di Midterm – un vero incubo per il Tycoon che sa di poter subire un clamoroso KO – andrà in scena il confronto tra il fresco vincitore El-Sayed e il candidato repubblicano Mike Rogers, per aggiudicarsi il seggio al Senato lasciato libero Gay Peters. Un nome che non ‘tira’ molto: è stato già sconfitto, Rogers, a novembre 2024 da Elissa Setkin. E il confronto con El-Sayed conta non poco: perché può determinare i prossimi destini del Senato a stelle e strisce, che si gioca sempre sul filo dei numeri.
Ed il Michigan è uno Stato che – sotto il profilo politico – conta non poco negli equilibri Usa. Simbolo da sempre della classe operaia, può diventare l’ago della bilancia per la ‘conquista’ del Midwest.
Ma vediamo alcuni dettagli in più sulla figura di El-Sayed.
Ha fatto rinascere dalle ceneri il disastrato Dipartimento della Salute di Detroit. Si è curato anche del Dipartimento della Salute, dei Servizi Umani e per i Veterani della Contea di Wayne, la più popolosa (1,8 milioni di abitanti) dello Stato. Ha adottato misure per i più deboli, i più indifesi, come i bambini poveri ai quali ha assicurato occhiali gratuiti; ha eliminato piombo e amianto da tutti gli edifici scolastici; ha combattuto grosse battaglie contro i maxi inquinatori del Michigan; ha reso universalmente accessibile il Narcan, un farmaco salvavita. Ha anche elaborato un dettagliato programma che cancellerà fino a 700 milioni di dollari dei debiti sanitari per 300 mila cittadini del Michigan in due anni. E tutto il suo programma è ben sintetizzato in un libro fresco di stampa, ‘Medicare for All: a Citizen’s Guide’.
Appoggiato dalla storica anima di sinistra del partito democratico, Bernie Sanders, e da Alexandra Ocasio Cortez (quando eletta nel 2019, la più giovane parlamentare della storia Usa), il suo programma politico è chiaro e netto: per una autentica giustizia sociale, a favore di una sanità universale, per combattere il caro vita, contro le lobby finanziarie; ed è parecchio ‘duro’ sul fronte della politica estera. Ad esempio, la sua condanna al genocidio dei palestinesi perpetrato dal governo nazista di Tel Aviv è senza se e senza ma.
E proprio per questo la potentissima lobby sionista che detta legge negli Usa si è mobilitata contro di lui, finanziando a mani basse la sua avversaria. 60 milioni di dollari la cifra record messa sul piatto, che però non è servita a nulla (altrimenti, la vittoria di El-Sayed sarebbe stata ben più larga).
Oltre la metà dei fondi è stata assicurata da AIPAC, ossia l’American Public Affairs Committee, una fortissima lobby israeliana costituita anni fa allo scopo di rafforzare il legame politico e militare tra Washington e Tel Aviv. Il suo ‘PAC’ (‘Political Action Committee’) ha lavorato su due fronti: non solo appoggiare Steven ma cercare in tutti i modi di delegittimare El-Sayed.
Non è certo nuova, AIPAC, alla pesante ingerenza in occasione delle tornate elettorali: come successe, sempre nel Michigan, ad agosto 2022, per affondare il candidato dem che risultava indigesto alla lobby sionista, Andy Levin.
Vedremo cosa succederà a novembre. E se AIPAC interverrà ancora una volta in modo così massiccio.
Del resto, è questa la ‘Democrazia’ a stelle e strisce…
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