LIVELLO  DI ISTRUZIONE / ITALIA, IL BELPAESE DEI CIUCCI

L’Italia è sempre più il paese dei CIUCCI. I livelli ‘culturali’ dei nostri ragazzi sono infatti in drammatico calo da 6 anni ad oggi, cioè a partire dalla pandemia di Covid e dal codazzo di provvedimenti adottati dai nostri governi, Draghi e Conte in pole position, con i folli lockdown, l’insegnamento da remoto, il distanziamento sociale e tutti le altre normative killer.

La prova del 9 arriva dagli ultimi dati elaborati da INVALSI, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione. Che parla chiaro: e sforna cifre da brividi.

Il peggioramento si segnala soprattutto alle scuole superiori.

In apertura Giuseppe Valditara

Se nel 2019 quasi il 65 per cento dei ragazzi raggiungeva un livello minimamente sufficiente, adesso quella percentuale è crollata di ben 15 punti, attestandosi ad un mediocre 52,5 per cento: questo in ‘lettere’, ossia in italiano. E sfiora appena il 50 per cento in matematica. Ed eravamo, un tempo, il paese dei grandi letterati e dei super matematici.

Il peggioramento si rileva a macchia di leopardo, ossia in tutte le città, del Nord e del Sud. Addirittura, le un tempo dotte città settentrionali oggi scendono in picchiata, e quindi si registra un minor differenziale rispetto a quelle meridionali. Un livellamento, drammaticamente, in basso. Nord & Sud, quindi, uniti nell’ignoranza!

I dati parlano da soli. Scorriamo solo alcune città, raffrontando i numeri pre-Covid a quelli attuali per il livello minimo, ad esempio, sull’uso e la conoscenza della lingua italiana.

Milano: 76 per cento sopra la sufficienza nel 2019; oggi al 59 per cento (-16 per cento). Tutte le altre maggiori città, come Torino, Genova, Bologna, Venezia, Firenze e Roma, fanno segnare crolli tra il 15 e il 20 per cento. Di questo passo, entro pochi anni ci ritroveremo a ragliare, nella migliore delle ipotesi (senza voler minimamente recare offesa ai rispettabilissimi e molto più umani ‘ciucci’).

L’unico segnale minimamente positivo, secondo INVALSI, è una lieve riduzione della dispersione scolastica: è ora attestata all’8,2 per cento, quasi in linea con i parametri UE. Comunque, oggi l’ex Belpaese continua a perdere una media di circa 100 mila studenti all’anno; e la cifra complessiva di chi studia è, in Europa, superiore solo a quella fatta registrare in Romania!

Ecco a cosa sono serviti, in questi anni, i provvedimenti griffati governo Meloni…  A partire da quelli firmati dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, con Agenda Nord e Agenda Sud, 1 miliardo gettato direttamente nel gabinetto.

Del resto – come si diceva un tempo e ciò vale ancor più oggi – il pesce puzza dalla testa.

Ne volete un paio di esempi ‘elementari?

Piersanti Mattarella

L’ultima ‘sparata’ (di appena qualche giorno fa) griffata Valditara è da Guinness dei primati (non nel senso della scimmie, con un livello di fosforo di gran lunga superiore). Trovandosi a parlare dell’uccisione del fratello del Capo dello Stato, l’un tempo presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, ha evocato quella barbarie perpetrata dalle Brigate Rosse. Tutto fa brodo, per una destra NERA e sfascista che non trova mai il tempo per rinnegare quel passato nazi, e invece trova sempre il modo per attaccare una sinistra che ormai con c’è più.

Lo attendiamo alla prossima uscita, il nostro ministro dell’ISTRUZIONE (sic): quando per commemorare la MEMORIA tante, troppe volte calpestata di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci rammenterà quei luridi killer della Banda Bassotti

Povera Italia. Ridotta a tali abissali livelli di IGNORANZA e di SUBCULTURA. Come ha perfettamente dimostrato, fino a quando è rimasto sulla poltrona di ministro della ‘CULTURA’ (sic) il partenopeo Gennaro Sangiuliano, al secolo Genny, dimessosi poi non per la sua Ignoranza grassa e crassa, ma per quella ridicola love story! Ed ora il suo successore, Giuli, trova il tempo per bisticciare sul padiglione russo alla Biennale di Venezia con uno dei rarissimi intellettuali di destra con un po’ di sale in zucca, Pierangelo Buttafuoco. Ai confini della realtà.

Purtroppo, per colpa di queste bande di Lanzichenecchi, siamo ridotti in macerie. Allo sfacelo non solo sociale ed economico, ma anche culturale. E la sinistra – che una volta esprimeva fior di intelligenze – ora dorme, è in totale letargo, incapace di proporre una minima alternativa credibile e praticabile. Encefalogramma del tutto piatto a livello perfettamente bipartisan.

E le macerie della nostra povera Italia sono emblematicamente e plasticamente rappresentate dagli indici di lettura dei libri, soprattutto fra i giovani: livello praticamente zero, di nuovo da encefalogramma che più piatto non si può. Una sola domanda: in un metrò oppure al bar avete mai visto, negli ultimi anni, un ragazzo o una ragazza leggere o anche solo sfogliare un libro? Quanti ne vedete ogni giorno, invece, scorrere sui loro tablet? E perfino quando si trovano allo stesso tavolino del bar, le nuove ‘coppiette’ non si parlano più, ma vagano per social.

Quei social che, drammaticamente, hanno reso tutti più soli. Credendo di ‘realizzare’ il contrario. Tutti dentro la rete: intrappolati come topi.


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