Nel giro di poche ore l’ITALIA NERA ha mostrato il peggio del peggio nel suo repertorio. Una performance davvero impareggiabile che tutti gli italiani hanno potuto osservare minuto per minuto: e ci auguriamo che molti siano stati presi da conati autentici di vomito davanti a spettacoli di tale indecenza, (in)civile e (im)morale.
Soprattutto perché dedicar tempo ed energie a faccende di squallore simile, quando sul nostro paese incombono problemi di portata gigantesca, sta a simboleggiare la pochezza, inadeguatezza e totale incapacità della classe politica sfascista che si sgoverna da ormai tropo tempo. Il tutto condito da un’opposizione impalpabile, capace solo di incomprensibili pigolii quando ci sarebbe da scendere in piazza ogni giorno.
Cosa che sarà sempre più difficile, visto il nazi-pacco sicurezza che mira solo a imbrigliare, impedire e imbavagliare quel grosso dissenso che nei cittadini c’è, ma viene troppo poco urlato e, soprattutto, troppo poco organizzato per gestire il malcontento crescente. Manca oggi come il pane un partito come era una volta il PCI: motivo per cui tanta, troppa gente non si sente rappresentata e non va più a votare. Semplice come bere un bicchier d’acqua.
Dicevamo, il PACCO SICUREZZA elaborato per mesi dai neri e giunto alla sua vomitevole conclusione. Una sicurezza solo sbandierata e neanche nei fatti voluta, visto che sono stati stanziati appena 50 milioni di euro, il costo di un calciatore di medio livello. Il resto è un impasto di poteri incostituzionali attribuiti alle forze di polizia, in modo del tutto sconclusionato e scriteriato.
Lo capisce anche un bimbo di 5 anni. Come mai lo sgoverno NERO non muove un dito contro gli eversori ben conosciuti, con nomi, cognomi e indirizzi? Come sono i ricomparsi black bloc, come sono gli ‘amichetti’ di Casa Pound e di Forza Nuova. Ed invece ‘sparano’ nel mucchio col cervellotico fermo preventivo di 12 ore che deve essere vagliato dal magistrato: ma quali casini succederanno in caserme e aule di ‘giustizia’ (sic) prima di ogni manifestazione?
Veniamo alle ultime penose sceneggiate.
Adesso – secondo il Verbo di Vate Meloni – contestare queste Olimpiadi invernali organizzate con i piedi è quasi un atto eversivo, una manifestazione di odio verso l’Italia.
Ma ci è o ci fa, la nostra leggiadra e quasi santa premier?
Polemiche su costi e progetti a parte, avete assistito alla festa da strapaese per l’inaugurazione? Al massimo della VOLGARITA’ esibita? Al top del KITCH indegno di un paese che ha fatto sempre dell’arte il suo giusto vanto?
Avete ascoltato le farneticanti parole del commentatore, addirittura il direttore di Rai Sport in persona, tale Paolo Petrecca? Da radiazione dall’albo dei giornalisti per l’esibizione davvero olimpionica di strafalcioni a raffica. E per fortuna che l’hanno sentito 2 miliardi di persone collegate in tutto il mondo (forse la traduzione ci ha salvati in corner….). Ma tutto fila liscio: perché si tratta di un ‘direttore’ di stretta osservanza meloniana, come è ormai la genuflessa RAI in tempi di MINCULPOP.
E allora giù con l’olio di ricino per una quindicina di giorni. Del resto è Carnevale, ogni scherzo vale, anche spacciar per spettacolo, sport che ‘affratella’ e paracultura performance che anche il più sgarrupato Circo Barnum rispedirebbe al mittente.
Poi, in vista di Sanscemo, la ciliegiona sulla torta. Il caso che sta tenendo tutta l’Italia col fiato in sospeso, il giallo che blocca la politica: la quale giustamente se ne fotte della sanità da ottavo mondo e delle pensioni cimiteriali, ma deve dedicare tutte le attenzioni possibili e immaginabili al prossimo co-conduttore della storica kermesse canora. Chi sarà mai il co-Conti? Ai confini della realtà…
Guardiamo per un attimo la questione al microscopio. Il protagonista è un Signor Nessuno, che il pubblico della Rai non ha mai visto né conosciuto, improvvisamente balzato alla ribalta delle cronache nazionali.
Un Vannacci da saloon, o se preferite da varietà di sgaruppata (arieccoci) periferia, da bar del trivio: al secolo, BACCAN Andrea, ribattezzato PUCCI all’epoca da Pippo Franco in omaggio ad una sua caricatura, ‘il Ganassa’.
La quintessenza della VOLGARITA’, del KITCH (ci risiamo), della totale INCULTURA spacciata per risata grassa e crassa: il modo migliore per dare un calcio nei fondelli a quell’Italia dell’arte, colta di cui sopra. E invece la sintesi dell’esatto contrario, il Paese becero, rozzo, triviale, da cortile. Ottimo, poi, se servito in costume da bagno…
Vate BACCAN, infastidito dai rumors social che osavano protestare, ha urlato al complotto e ha preferito battere in ritirata.
Da qui il TITANICO scontro politico che incendia i media e le aule parlamentari.
In un baleno diventa l’eroe meloniano. simbolo della libertà di parola e di satira calpestata dalla sinistra: una sinistra che esiste solo nelle teste di Melone, visto che quella vera è evaporata da anni. Ma tanto basta per far caciara, in perfetto Garbatella style, e rastrellare consensi nazional-popolari.
Immediatamente scolpite nella storia le parole di lady Giorgia: “E’ inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire sul palco di Sanremo”. E ha la faccia di aggiungere: “La deriva illiberale della sinistra sta diventando spaventosa. Il suo doppiopesismo considera ‘sacra’ la satira, insulti compresi, quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide”. In un’intervista al Corsera, a proposito del novello Petrolini, esordisce: “Io a stento sapevo chi fosse”.
Lui si definisce “l’unico comico di destra”. Stanno messi bene.
Sulla Schlein: “Già che ci sei, dentista e orecchie, no? Ridicollaaaa”. Per poi riesuma addirittura il Berlusca con Rosy Bindi, “Più intelligente che bella”.
Ma ecco lo Storico di rango: “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più”. Avete capito? La Costituzione è carta igienica per il Vate de noantri.
Il top a Zelig: “Le donne nascono stitiche, ma quando cagano il cazzo sono bravissime”.
Avete riso di gusto?
Forse ottimo e abbondante, comunque, per Sanscemo.
Perché non ci ripensa in extremis e fa una telefonatina (come gli suggerisce il presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa) a Carlo Conti, il nostro BACCAN?
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