Volodymyr Zelensky superstar in mezza Europa e non solo, per raccogliere sempre più armi e continuare il conflitto fino alla resa del Cremlino, secondo i suoi sempre più farneticanti piani seguiti alle lettera dai paesi occidentali, soprattutto europei, sempre più bellicisti.
Gran successo del pupazzo di Kiev alla corte di le Roi Emmanuel Macron. I due, infatti, hanno raggiunto un epocale accordo che si proietta – come viene sottolineato nella nota finale – “in un arco temporale di circa dieci anni”. Dieci (10), avete letto bene, per non porre mai più fine alla guerra contro il Cremlino.
“Un accordo storico”, lo definisce a botta calda il presedente-guitto, che prevede – prosegue la nota congiunta – “un significativo incremento degli aiuti militari e il rafforzamento dell’aviazione da combattimento, della difesa aerea e di altre strutture di difesa ucraine”.
In soldoni e, soprattutto, in armi ed equipaggiamenti militari, la Francia fornirà a Kiev ben 100 caccia RAFELE, radar, droni e, ciliegina sulla torta, il sistema SAMP-T di nuova generazione e in fase finale di sviluppo.
Gli incontri finalizzati ad intese sempre più forti e a far shopping di armi sempre più sofisticate, proseguono a ritmo serrato. Un vero militar-tour che ha visto il pupazzo ucraino volare dalla Grecia alla Spagna fino alla Turchia. Ad Atene è stata firmata un’intesa tra la compagnia statale greca DEPA-EMPORIA e l’ucraina NAFTO GAZ per fornire a Kiev gas naturale liquefatto nel periodo che va da dicembre2025 a marzo 2026.
La presidente nazi della Commissione UE, Ursula von der Leyen, vuol fare ancora di più. Ed arriva a prospettate l’invio di ingenti fondi a Kiev, in un prossimo futuro, addirittura tramite lo strumento del ‘Meccanismo Europeo di Stabilizzazione’, meglio conosciuto come MES. Incredibile ma vero: il ‘mitico’ mezzo che deve statutariamente servire per soccorrere le economie dei paesi europei – per fare un solo esempio emblematico, sul fronte della sanità – verrebbe così letteralmente stravolto per destinare quei fondi alle armi pro Kiev!
E’ infatti appena stato messo nero su bianco in un documento elaborato dalle Menti della Commissione griffata von der Leyen: “Il Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, in presenza di alcune condizioni, potrà fornire prestiti agli Stati membri, i quali così dare sostegno all’Ucraina. La responsabilità diretta e i costi degli interessi per tali prestiti ricadranno sugli Stati membri”.
Davvero ai confini della realtà. Economie agonizzanti come la nostra dovranno sborsare altre palate di miliardi (anche via MES) per armare ancor più fino ai denti Kiev, quando non abbiamo più neanche gli occhi per piangere. Il governo sfascista di lady Meloni e il ministro della Difesa, Crosetto, intanto, ribadiscono per l’ennesima volta il loro sempre più convinto e deciso sostegno militare per proseguire nella guerra senza fine.
Passiamo ad una notizia che conferma di netto la prosecuzione a tutto spiano del conflitto con il Cremlino. E’ infatti appena sceso un campo, a fianco di Kiev, un pezzo da novanta della nomenklatura Usa, l’ex potente Segretario di Stato Usa Mike Pompeo: il quale è stato appena catapultato ai vertici di una delle aziende leader della difesa, ‘FIRE POINT’, che secondo l’inchiesta ‘MIDA’ risulta legata al super faccendiere e riciclatore Timur Mindich, il protagonista delle maxi corruzioni che stanno emergendo in modo clamoroso negli ultimi giorni, sulla scorta delle indagini svolte da NABU (l’Ufficio anticorruzione) e SAPO (la Procura anticorruzione).
La nomina di big Pompeo – guarda caso – è datata 12 novembre, a due giorni dal deflagrare dello scandalo sulle maxi tangenti erogate da colossi pubblici, come ‘ENERGOTOM’, ad una serie di società e persone che ha portato alle dimissioni lampo dei ministri della Giustizia e dell’Energia, come anticipato qualche giorno fa dalla Voce.
A parte il burattinaio Mindich, fuggito in tempo all’estero – con ogni probabilità a Tel Aviv – per evitare le manette, sotto riflettori di NABU e SAPO è finito l’ex direttore per la security di Energotom, Ihor Fursenko, che appena pochi mesi fa (marzo 2025) è passato proprio alle dipendenze, con un super incarico dirigenziale, di FIRE POINT, dove adesso sbarca Pompeo. Un bell’intrigo politico-finanziario a livello internazionale, non c’è che dire.
Davvero rocambolesca la storia di FIRE POINT. Che nasce un dozzina d’anni fa come ‘CENTROCORT’, società di produzioni televisive che ha subito realizzato, tra gli altri, i primi programmi della star tivvù, ossia il guitto Zelensky. Poi, improvvisamente, dopo l’ascesa al trono presidenziale nel 2019 del suo grande (sic) attor comico, e miracolosamente ha cambiato totalmente attività (e anche il nome), trasformandosi in una big nella produzione di armi per la Difesa! Un bel salto…
Nel 2024, infatti, FIRE POINT è stata la sigla che ha venduto il maggior numero di droni, i suoi FP1, alla Difesa, ben un terzo del totale acquistato dalla Difesa stessa. Da pochi mesi ha aperto un impianto in Danimarca in grado di produrre combustibile solido per missili e razzi.
Passiamo ad altre nuove imprese militari. Sta prendendo sempre più piede, in Ucraina, il movimento giovanile estremista di destra ‘CENTURIA, che in un sol colpo si ispira al famigerato ‘Battaglione Azov’ di chiara matrice nazista e alla nostra antica Roma. Nella sua farneticante ideologia, infatti, Kiev rappresenta la ‘Terza Roma’ e Zelensky è il suo ‘CESARE’, in sella al motto ‘Aut Caesar, Aut Nihil’.
Recluta ragazzi tra i 14 e i 22 anni, Centuria, che considera come sua guida spirituale proprio il fondatore del ‘Battaglione Azov’, Andrij Biletsky, ora generale della ‘Terza Brigata d’Assalto’ dell’esercito ucraino. Ed ha già gemmato una sua creatura, guarda caso, in Germania, per la precisione a Magdeburgo, in collaborazione con un’altra organizzazione ultranazionalista, altrettanto xenofoba e sempre giovanile (di scout) ucraina, ‘PLAST’.
Molti giovani che si formano sotto le ali di ‘Centuria’ sono e saranno destinati ad essere arruolati, sempre guarda caso, fra le truppe della ‘Terza Brigata d’Assalto’ guidata dal leggendario generale Biletsky.
E chiudiamo il cerchio con l’altro grande emblema del Battaglione Azov, il criminale e riciclatore Ihor Kolomoisky, su cui la Voce ha scritto diversi reportage. Ve ne riproponiamo uno su tutti, in cui vengono dettagliati gli stretti rapporti tra Zelensky, Kolomoisky e Hunter Biden, il rampollo dell’ex presidente Usa Joe: è del 27 marzo 2022
HUNTER BIDEN, ZELENSKY & IL SUPER OLIGARCA / MOLTO ATTENTI A QUEI TRE
Nonostante tutti i crimini e misfatti perpetrati, l’ex oligarca e primo finanziatore del Battaglione Azov è stato condannato ad appena due anni di domiciliari per aver sottratto 5 miliardi e mezzo di dollari alla ‘Private Bank’. Segno evidente del potere ricattatorio che esercita nei confronti del guitto presidenziale, del quale ha finanziato la maxi campagna elettorale per le presidenziali 2019 e al quale ha ‘regalato’ due maison: una da 34 milioni di dollari a Miami, in Florida, l’altra più modesta (appena 4 milioni di dollari) proprio lungo le coste della nostra Versilia, a Forte dei Marmi.
Nel corso di un’udienza processuale un paio di giorni fa, il super faccendiere ha avuto modo di dire la sua ai cronisti sulla maxi corruzione. Ha definito Mindich “un bravo ragazzo”, “il classico capro espiatorio”, “un uomo gettato in pasto ai lupi”. Facendo intendere che ha agito per conto di persone ben più in alto di lui. E ha profetizzato, a proposito del suo amico d’un tempo Volodymyr: “presto se ne andrà”. Per la nuova serie tivvù: ‘Ricatto continuo’…
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