LUC MONTAGNIER / UNA VITA PER LA SALUTE DEI PIU’ INDIFESI 

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La scomparsa di Luc Montagnier è ancora avvolta nel mistero.

La Voce vuole rendere omaggio al grande scienziato, allo straordinario ricercatore, all’uomo che con enorme coraggio non si è mai sottratto davanti alle sfide contro i Poteri, in particolare quello di Big Pharma, sempre teso a lottare per una Medicina dal volto umano, per la salute di tutti, soprattutto i più indifesi come i bambini, e non al servizio del Dio denaro, dei profitti sulla pelle dei cittadini.

E’ stato qualche settimana fa, a metà gennaio, a Milano, il premio Nobel 2007 per la scoperta del virus HIV, per dire la sua soprattutto in difesa proprio dei bambini, per evitare quella che ha definito senza mezzi termini una “strage”, visti i programmi vaccinali varati dai governi occidentali, Italia in pole position.

La Voce, nei due anni di pandemia, ha pubblicato diversi interventi firmati da Montagnier, i suoi j’accuse, e ha documentato gli attacchi ‘scientifici’ ai quali è stato sottoposto da tanti saltimbanchi della ricerca (sic) di casa nostra, i buffoni di corte che popolano tanti, troppi salotti tivvù.

L’ultimo, vergognoso esempio, è andato in scena (meglio, in vomitevole sceneggiata) appena ieri sera, nel corso di una trasmissione su Rete 4 dove un medico (lo sarà mai?) che dava letteralmente i numeri, tale Pasquale Bacco, autoproclamatosi ‘pentito no vax’, ha dileggiato la figura di Montagnier, definendolo “il pupazzo impagliato portato a Milano su un baldacchino”. Da immediato TSO. Ormai nelle tivvù, pubbliche e private, può succedere di tutto…

Nei link in basso potere trovare e rileggere articoli e inchieste della Voce su Montagnier in tempi di pandemia.

Ma vogliamo segnalare, alla vostra attenzione, soprattutto un pezzo, uscito il 23 giugno 2018.

Assume una particolare rilevanza, a nostro parere, perché fa riferimento ad una mitica (e per questo ovviamente oscurata dai media di regime) convention, organizzata nella primavera 2018 dall’Ordine Nazionale dei Biologi, in occasione del cinquantenario dalla sua costituzione.

Giulio Tarro. Sopra, Luc Montagnier

Il tema centrale era dedicato ai vaccini. Teniamo presente che si svolse parecchi mesi prima dello scoppio della pandemia, quindi le valutazioni effettuate in quella sede erano – come si suol dire – al di sopra di ogni sospetto.

Due furono, in quella occasione, i relatori principali. Luc Montagnier, appunto, e Giulio Tarro.

Due percorsi scientifici paralleli, due vite al servizio della salute pubblica, due esperienze entrate spesso in rotta di collisione con i soloni della medicina ufficiale, di regime, scodinzolante verso Big Pharma. E guarda caso, fin da allora, sia Montagnier che Tarro vennero attaccati a testa bassa dall’allergologo-massone Roberto Burioni.

Da rammentare che proprio nel 2018 Tarro ha firmato un imperdibile volume, “10 cosa da sapere sui vaccini”, che molti genitori hanno letto e molti altri farebbero bene a consultare, prima di procedere alla vaccinazione dei propri bimbi. E ha poi scritto, a giugno 2020, ‘Covid-19-   Il virus della paura”, un altro must.

Ma torniamo a quel convegno organizzato dall’Ordine dei Biologi.

Potete leggere il servizio della Voce cliccando sul link “Vaccini / Continua la campagna di bufale pro vax – Ma il Nobel Luc Montagnier li sputtana”.

Di seguito, comunque, vi proponiamo alcuni tra i passaggi salienti del memorabile intervento del Nobel transalpino.

“Siamo in presenza di una moltitudine di fattori tossici. Si sviluppano epidemie, si moltiplicano agenti infettanti. Le risposte non possono essere univoche, ma articolate, non fornite in modo semplicistico per la salute umana. Come succede attraverso i vaccini”.

“Quando in Francia è stato introdotto l’obbligo per alcuni vaccini, io sono stato contrario: perché la vaccinazione di massa può essere molto pericolosa”.

Prima di somministrare qualsiasi vaccino, vanno effettuati accurati, più che approfonditi esami su chi lo riceve; occorre monitorare con attenzione gli anticorpi, valutare tutte le possibili reazioni. Insomma, bisogna andare molto cauti, con i piedi di piombo. E non trattare i bambini come polli di batteria, da vaccinare tanto al pezzo per rispettare i diktat e gli interessi di Big Pharma”.

In Francia la campagna di vaccinazione ha prodotto molti effetti collaterali, perché le industrie pensavano solo ai loro profitti e sono aumentate in modo sensibile le patologie”.

“Ricordo una tragedia che ha colpito la Francia, ma anche altri paesi. La campagna di vaccini contro l’epatite B ha causato moltissimi decessi di emofiliaci, per via degli emoderivati somministrati, a cominciare dai fattori VIII e IX”. Come è successo anche da noi con la strage del sangue infetto: ma mentre in Francia è addirittura caduto un governo, da noi tutti liberi e innocenti come viole mammole!

Continuava Montagnier: “In Francia abbiamo avuto una campagna obbligatoria di vaccinazioni. Un grande errore medico, scientifico, morale e politico”.

I vaccini vanno somministrati con saggezza, senza abusi, dopo una serie di controlli, rispettando attuando il principio di Precauzione adottato oltre un quarto di secolo fa dalle Nazioni Unite e poi confermato dall’Unione Europea”.

 

 

 

 

Link

 

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