BERLUSCONI & MORATTI / ECCO COME SONO RIDOTTI…..

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E’ ben nota a tutti, ormai, la voglia irrefrenabile di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani di tornare al primo amore, ossia al Monza Calcio. La trattativa è scontata, acquisteranno il 100 per cento (l’80 per certo, c’è ancora chi minimizza) delle quote azionarie dal figlio di un altro presidente meteora del Milan, Felice Colombo.

Sul ponte di comando della squadra rossonera dove stanno tornando le vecchie glorie come Leonardo e Maldini, attratte dalle sirene e palate milionarie griffate Elliott – che, ricordiamolo bene, è un fondo ‘altamente’ speculativo e non fa nulla per beneficienza – siede ora l’ex presidente di Enel ed Eni, Paolo Scaroni, che fece i suoi esordi battendo bandiera Technit nei mari di Somalia a fine anni ’80 con l’amico Gianfelice Rocca.

Entrambi (Scaroni e Rocca), oggi, si trovano impelagati in due brutte inchieste per corruzione internazionale, una a Milano e l’altra in Brasile, per lo scandalo “Lava Jato”, ossia la mazzetta del secolo (accertati 5 miliardi di dollari) per i giacimenti petroliferi di Petrobras che ha fatto andate in tilt la rouling class carioca, compresi i due capi di Stato (Dilma Rousseff e l’ora non più ricandidabile alle prossime elezioni Lula Ignazio Da Silva).

C’era una volta il Milan del trentennale super titolato. Ma resta in piedi un interrogativo grosso come un grattacielo di Manhattan. Quale ratio ha mai avuto l’operazione con i cinesi? Come ha fatto un imprenditore scaltro come il Berlusca a non capire fin dal primo istante che si trattava di un fantoccio giallo squattrinato, forse un prestanome in crac? In realtà: cosa c’è sotto questi 2 anni di passaggi azionari e vorticosi giri milionari ? Sarà la magistratura – in questo caso è doveroso – a chiarirlo.

Ma passiamo ai colori nerazzurri. La creatura più cara di famiglia è la Saras, che estrae petrolio soprattutto in Sardegna. Una società che ha dato tante soddisfazioni a casa di Massimo Moratti e a tutta la sua dinasty, ma ogni tanto anche qualche problemino.

Non solo per le oscillazioni del prezzo del petrolio in base agli umori arabi, ma anche per il terribile incidente di anni fa in uno degli stabilimenti sardi, dove persero la vita due operai bruciati vivi: una storia – affari e vita dei Moratti – descritta in un ottimo libro (“Nel paese dei Moratti”, edito da Chiarellettere) di Giorgio Meletti, giornalista economico-finanziario de il Fatto.

Ora due società riconducibili ai Moratti hanno deciso di mettere sul mercato una bella fetta di Saras, il 10 per cento. Le sigle sono Mobro e Sapa, che detengono il 50,1 per cento del capitale Saras. Merrill Linch International si dovrà occupare del collocamento azionario sul mercato internazionale. In un laconico comunicato stampa i Moratti “confermano il proprio impegno nella società”.

Come dire agli azionisti: state sereni.

 

Nella foto Massimo Moratti e Silvio Berlusconi

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