GIALLO VASSALLO / IMMERSI NELLE NEBBIE, MA SI CONTINUA FINO AL 2018

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Sette anni fa l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica. Esecutori e mandanti, ancora oggi, sono liberi come fringuelli.

Una vergogna di Stato. Il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, però è soddisfatta delle cose: “Registriamo passi in avanti nelle indagini sull’omicidio Vassallo e per queste ragioni sono state prorogate fino al 2018”. Beata lei.

Quali piste? Non si sa. La Commissione presieduta dall’inossidabile Dc, però, “ha chiesto notizie” e ha saputo che “le indagini proseguono”.

Il 5 settembre 2015 venne ammazzato, Vassallo, le indagini sono partite, battute alcune piste. Droga, in prima battuta: il sindacoo di Pollica, secondo alcune fonti, avrebbe scoperto un giro di stupefacenti a largo raggio, epicentro nel Cilento e questo sarebbe stato il motivo della sua esecuzione, in perfetto stile camorristico.

Secondo altri, invece, la speculazione edilizia: alcuni investimenti, soprattutto nel settore turistico, oppure casi di abusivismo che il sindaco avrebbe deciso di denunciare. Ottimo e abbondante motivo.

Terzo, questioni personali.

Ma niente è stato trovato. Forse perchè – secondo altre fonti – ci sono stati dei depistaggi? Perchè nel giallo si sarebbero inserite anche figure delle istituzioni, delle forze dell’ordine?

Sta di fatto che lo start delle indagini sembrava molto promettente, sotto l’impulso dell’allora procuratore capo del tribunale di Salerno, Franco Roberti, poi passato alla Direzione Nazionale Antimafia. Con il dopo Roberti è però calata la nebbia.

Non solo il porto di Roma. Anche quello di Salerno.

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