Il matrimonio societario tra il diavolo e l’acqua santa.
Non si sa chi sia il diavolo né tantomeno l’acqua santa, ma solo che si tratta di un matrimonio in vita da anni, molto redditizio e da sempre avvolto nel mistero. E mai svelato dai sempre più disinformati e disinformanti media europei.
I protagonisti della piece sono però due pezzi da novanta sulla scena internazionale: il mega finanziere ovviamente filantropo di origini ungheresi GEORGE SOROS; e il genero di Donald Trump, al secolo JARED KUSHNER, ‘consigliere senior’ delegato alle delicatissime questioni mediorientali (sia nel primo che nel secondo mandato presidenziale).
Storicamente sostenitore delle ‘primavere’ arabe e di tanti ‘regime change’, Soros è stato un generoso finanziatore delle campagne democratiche, arrivando ad etichettare il Tycoon, nel corso della prima corsa alla Casa Bianca, come “un impostore, un truffatore, un aspirante dittatore”.
Questo legame più che stretto con Kushner quindi stride. Ma solo apparentemente. Perché i giochi, negli Usa, sono tutti economico-finanziari, di potere, e la politica è solo una pezza a colori penosamente sventolata.
Vediamo i fatti. Che si dipanano attraverso svariate sigle societarie.
Cuore delle operazioni è ‘REAL CADRE LLC’, una startup attiva nel settore della tecnologia immobiliare creata nel 2014 dai fratelli Kushner, Jared e Joshua, e come partner Ryan Williams, ex funzionario dei colossi finanziari Goldman Sachs e Blackstone. Al dinamico Williams viene assegnata la poltrona di amministratore delegato.
A credere subito in Cadre e a puntare forte sotto il profilo finanziario sono due sigle, ‘Thrive Capital’ e ‘General Capitalist’, che investono una ventina di milioni di dollari nell’iniziativa.
Ma a fare il botto, piazzando 250 milioni di dollari, è uno scommettitore misterioso – e rimasto tale per un paio d’anni – sotto le vesti di ‘un grande family officer’. Poi ne salta fuori il nome: si tratta del ‘SOROS FUND MANAGEMENT’, una piovra che più tentacolare non si può, con una sfilza di partecipazioni azionarie nei settori più disparati e con legami che più trasversali con si può.
Secondo il sito ‘The Real Deal’, “Soros ha avuto un rapporto lungo e proficuo con la famiglia Kushner”; mentre un funzionario di Cadre riferisce di “un centinaio di incontri organizzati da Soros e Kushner”, incontri con vip della finanza che hanno consentito il decollo della rampante startup.
Ed infatti, tra gli altri investitori eccellenti, ecco spuntare le sagome di Peter Thiel (il miliardario sionista in sella al colosso Big Tech Palantir), Andreesen Horovitz, Andrew Farkas, la Fondazione Ford e Goldman Sachs, of course.
Districandoci in questa intricata ragnatela societaria, emerge comunque che la presenza di Jared Kushner in Cadre è pari al 75 per cento delle azioni, detenute attraverso un paio di agili sigle, ossia BFPS Ventures e Quadro Partners. Il quartier generale è ubicato in un sontuoso edificio di Manhattan, ovviamente di proprietà della famiglia Kushner.
Quando il rampante Jared fece il suo primo ingresso, nel 2017, alla Casa Bianca come Consigliere senior del Tycoon, presentò un modello di dichiarazione patrimoniale totalmente taroccato, falso. Non menzionava, infatti, la sua presenza in Cadre, né tantomeno i rapporti societari con Soros. Non basta: perché il Wall Street Journal all’epoca rivelò che omise di dichiarare oltre 1 miliardo di dollari concessi da una ventina di finanziatori rimasti sempre anonimi: per la serie, un colossale conflitto d’interessi ai vertici della Casa Bianca!
Virginia Canter, rappresentante del ‘Citizens for Responsability and Etichs in Washington’ (Crew), ha denunciato come Cadre potesse occultare l’identità di investitori stranieri e che il mantenimento della partecipazione azionaria da parte di Kushner mentre era responsabile della politica mediorientale creava gravissimi problemi.
Un sospetto più che fondato. Tanto che nell’anno successivo, il 2018, il ‘Vision SoftBank’, sostenuto dall’Arabia Saudita, cercò di acquisire il 2 per cento di Cadre. Non se ne fece niente.
Ma il ‘fattaccio’ successe pochi mesi dopo, posto sotto i riflettori da ‘The Guardian’: a giugno 2019, infatti, Cadre ricevé fondi esteri per 90 milioni di dollari, attraverso un veicolo finanziario – guarda caso – di Goldman Sachs, e con sede nelle Isole Cayman…
L’ex portavoce etico della Casa Bianca, Richard Peinter, definì quei fondi “di provenienza molto misteriosa” e descrisse Kushner come “un rischio per la sicurezza nazionale”. Pensate che qualcuno abbia mai preso qualche provvedimento o cercato di far luce sulla dirty story?
Ciliegina sulla torta.
Sapete chi è stato – anni fa e per non poco tempo – uno dei più fidati ‘collaboratori’ del tentacolare Fondo griffato Soros? Nientemeno che l’attuale Segretario al Tesoro dell’esecutivo Trump, vale a dire SCOTT BESSENT, legato ad ambienti sionisti di gran peso e che dettano legge a Washington.
Democratici o repubblicani poco conta: siamo nell’America guidata dal Potere Criminale, che stermina i popoli e così realizza la ‘sua’ Democrazia…
P.S. Nel corso degli anni la Voce ha scritto e pubblicato molti articoli sulle acrobazie politiche e finanziarie del magnate. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare GEORGE SOROS per ritrovarle.
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