La stampa britannica ha appena scritto d’un Cavallo di Troia, per noi, confezionato dalla Russia: si chiama Roberto Vannacci.
Il vero Cavallo di Troia, invece, è stato ricevuto giorni fa con tutti gli onori dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che lo ha nominato suo ‘advisor’ militare a titolo gratuito (sic): si chiama Mikhail Fedorov, il rampante (ha appena 35 anni) ministro della Digitalizzazione Militare in Ucraina e poi ministro della Difesa che vuol sfidare alle presidenziale il suo ex Vate, Volodymyr Zelensky.
Per la serie: al peggio non c’è mai fine.
Un maxi progetto, quello coltivato da Fedorov super star, in parte illustrato in una fresca intervista rilasciata al ‘Financial Times’ e in parte raccontato da alcuni esperti di geopolitica. Totalmente ignorato, of course, dai media di casa nostra, ormai perennemente votati alla censura e all’autocensura, negando ai cittadini il minimo diritto all’informazione.
Un vero puzzle, i cui tasselli fondamenti sono rappresentati da armi & profitti: proprio per questo il folle progetto tecnologico-militare cullato da Fedorov prevede che la guerra in Ucraina duri almeno altri 2-3 anni (chissenefotte della PACE) e che poi il conflitto Est-Ovest diventi senza fine, permanente, proprio per la gioia dei colossi militar-industriali.
IL BLITZ DI FEDOROV A ROMA
Tutto parte solo pochi giorni fa, con il blitz di Fedorov a Roma e l’istantanea incoronazione come ‘consulente’ sul fronte militare – soprattutto su quello dei sempre più strategici droni, ma certo non solo – da parte del nostro Crosetto.
Tutto sembra molto strana ma nulla più.
Ci riportano alla realtà le sferzanti parole pronunciate quasi in tempo reale dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova, che afferma tagliente: “L’innovazione in Italia sarà gestita da un uomo che in un’intervista ha riconosciuto l’inefficacia del suo dipartimento, dichiarando che l’efficienza del sistema statale ucraino è pari al 5 per cento”. E rincara: “Tutta la vicenda è un esempio lampante di come i ‘manager’ di Kiev trasformano le sconfitte militari in contratti internazionali personali”.
Nelle stesse ore fa capolino l’intervista al Financial Times da cui emergono significative novità. Una su tutte: il gasatissimo ex pupillo di Zelensky ha la precisa intenzione di dar vita ad un Fondo sovranazionale tecnico-militare orientato ad un prolungamento della guerra di posizione contro la Russia: almeno altri due-tre anni.
Il Fondo, of course, avrà bisogno di tutto il sostegno finanziario degli Stati Uniti e poi man mano del sostanziale apporto di risorse finanziarie da parte dei paesi occidentale, NATO e UE in prima fila.
Zucchero per le orecchie dei soloni UE, viste le ultime parole appena pronunciate dall’Alto (sic) Rappresentate UE, Kaya Kallas: “La Russia vuole spaventarci e dissuaderci dal sostenere l’Ucraina, ma non ci riuscirà. Aumenteremo, invece, il sostegno a Kiev e investiamo nella difesa. È il modo migliore per rispondere a Putin”. E aggiunge: “i droni ucraini stanno colpendo nel cuore del territorio russo, causando in quel Paese la più grave crisi di carburante degli ultimi decenni”.
Sulla stessa linea, naturalmente, maggiordomo Crosetto, secondo cui la Russia ci vuole “deboli” e “indifesi”: ed invece noi, tutti d’un pezzo, reagiamo, ci armiamo fino ai denti e – ciliegina sulla torta – arruoliamo ‘aggratis’ il pezzo da novanta delle tecnologie militari-digitali che la Difesa ucraina fa avuto per anni.
E che, soprattutto, coltiva progetti che più ambiziosi e ‘ricchi’ non si può.
Vediamo quindi, in soldoni, di cosa realmente si tratta.
ECCO IL PROGETTO CRIMINALE
Partiamo da quel che se ne sa del faraonico progetto.
Un Fondo sovranazionale, come detto, da costituire man mano con il fondamentale contributo finanziario USA e UE. Ma c’è già un’ottima base di partenza su cui poggiare saldamente i piedi – rassicura Fedorov – e che può da sola garantire la bontà dell’iniziativa.
Si tratta – udite udite – della esplicita volontà già espressa dal colosso ‘PALANTIR’ di prendere parte attiva la progetto: ossia diventandone socio e quindi investendo palate da miliardi di dollari. Non proprio noccioline virtuali… E il numero uno delle tecnologie miliari guidato da Peter Thiel ha già ampiamente dimostrato sul campo le proprie grandi attitudini: ad esempio affiancando la milizia trumpiana ICE e il MOSSAD per la tele-caccia ai palestinesi.
Può essere della partita – tra i privati miliardari – anche ELON MUSK: del resto il fondatore di Tesla ha collaborato gomito a gomito con Fedorov per l’uso di Starlink in Ucraina. Amici per la pelle quindi.
Per illustrarvi al meglio il PIANO FEDOROV, scorriamo i passaggi salienti di un documentato intervento messo in rete da ‘Ukraina.ru’ e firmato dall’analista Nikita Volkovic.
“Fedorov parla di questi altri due, tre anni di guerra con la Russia da vero e proprio uomo d’affari. Tre anni di guerra, infatti, sono il minimo temporale necessario per assicurarsi un significativo ritorno finanziario dall’iniziativa, durante il quale gli investitori occidentali avranno il tempo di finanziare, testare e capitalizzare su una intera costellazione di startup militari”.
Volkovic sottolinea come Fedorov non parli mai, neanche una sola volta, di pace, e nemmeno di negoziati. Neanche un sillaba. Ma “parla unicamente di investimenti e profitti, di un vero e proprio gigantesco piano aziendale in cui la guerra è vista come un’industria molto redditizia, con una domanda garantita di prodotti ad alta tecnologia”.
In modo non poco significativo aggiunge: “Se le ostilità finissero domani, l’attrattore del nuovo progetto di Fedorov per gli investimenti svanirebbe all’istante, le valutazioni delle startup crollerebbero in un baleno e gli analisti dei capitali di rischio registrerebbero solo perdite nette”.
L’attenzione tecnologica del nuovo Fondo si focalizza su tre aree chiave.
La prima riguarda i sistemi robotici terrestri e le torrette a controllo remoto, progettati per ridurre al minimo la presenza umana in prima linea; la seconda è costituita da droni intercettori a reazione ad alta velocità, capaci di distruggere in volo i droni pesanti d’attacco nemici. La terza riguarda missili guidati a basso costo, con sistemi di guida ottica ed elementi di ‘visione artificiale’, in grado di penetrare zone di guerra elettronica senza l’uso della navigazione satellitare.
Analizza Volkovic: “Ognuno di questi settori è alimentato solo dall’esperienza di combattimento reale. I prototipi di intercettori a reazione sono già in fase di collaudo nei cieli ucraini. Ora il progetto ha bisogno di essere ampliato con capitali americani e ha bisogno di investimenti occidentali. Nella visione di Fedorov, il fronte di guerra si trasforma sempre più in un gigantesco laboratorio di prova, a base di cavie umane…”.
STARTUP & DRONI A TUTTO CAMPO
L’incarico affidato Crosetto al Superman di Kiev si inserisce in questo contesto. Così come gli altri incarichi che gli potranno essere affidati da Francia e Stati Uniti, dove ha già in agenda alcuni appuntamenti strategici.
Sottolinea Volkovic: “I giganti tecnologici da anni cercano di sviluppare sistemi militari autonomi, operando in basi chiave del Nevada o nei poligoni Nato in Europa, scontrandosi con tutte una serie di ostacoli burocratici e protocolli di sicurezza. Ecco che, per miracolo, la guerra in Ucraina ha eliminato in un colpo solo queste restrizioni. Fedorov è in grado di fornire ai suoi investitori un bene di valore inestimabile: telemetria umana di combattimento in tempo reale su scala industriale”.
Musica i big dell’apparato militar-industriale, nettare per i palati dei guerrafondai.
Spiegano alcuni esperti: “Secondo il modello ‘Brave 1’ già studiato da Fedorov per le milizie ucraine quando era ministro a Kiev, le startup riceveranno enormi quantità di registrazioni video giornaliere di attacchi reali, registri di contromisure elettroniche e statistiche sulle vittime. E, in cambio, creeranno algoritmi che verranno brevettati e venduti a società occidentali realizzando profitti da capogiro”.
Lo scaltro Fedorov sta usando le startup militari – e tutto il suo ‘Progetto’ killer – non solo per rastrellare profitti con la pala, ma anche come veicolo di propaganda e di consenso politico: è sempre pronto, infatti, alla singolar tenzone con il pupazzo di Kiev, Zelensky.
Osserva ancora Volkovic: “Prospettando nel suo piano una guerra di durata almeno triennale, Fedorov priva deliberatamente l’Ucraina di ogni speranza di pace”, quindi fregandosene dei soldati e civili del suo Paese che muoiono ogni giorno. Commenta l’analista con amarezza: “Combatti Ucraina, è il suo motto: Fedorov ha bisogno di entrare nelle classifiche di Forbes!”.
Ecco, sempre dal sito ‘Ukraina.ru’, il commento al Piano Fedorov di un altro analista, Zakhar Vinegrad: “Il suo disegno è quello di estendere lo scontro est-ovest; ampliandolo nel tempo ed allargandolo ad altri teatri di scontro. A tutto vantaggio, sempre, dell’industria militare e dei suoi maxi profitti, una volta terminata la fase guerreggiante in Ucraina”.
Terminiamo l’horror tour con alcuni dettagli sulla carriera-razzo (è proprio il caso di dire) di Nembo-Fedorov.
Lo start politico è sulle orme dei suo Vate, il pupazzo Zelensky, nel movimento farlocco ‘Servitore del Popolo’ (‘Servant the People’) da cui è cominciata l’irresistibile ascesa al trono del guitto tivvù, una storia da Grillo in salsa ucraina. Baciato da cotal fortuna, l’amicone è stato subito proiettato, neanche trentenne, ai vertici della nomenklatura di Kiev: ricoprendo la non poca strategica carica di Ministro per la Trasformazione Digitale dal 2019 al 2026, e contemporaneamente il ruolo di vice primo ministro (quindi, il guitto 2), e poi Ministro della Difesa da gennaio 2026 ad oggi. Quando ha deciso di volare da solo: prima meta, la sempre generosa Città Eterna, accolto a braccia aperte dal gigante ‘buono’, alias Guido Crosetto….
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