Ariecco, puntuale come un orologio svizzero, la sinistra sagoma dell’ex capo BCE e Bankitalia, Mario Draghi, all’orizzonte.
Ha infatti il suo quartier generale proprio a Ginevra, in Svizzera, il nuovo maxi think tank griffato Draghi, ‘RHINE GROUP’, che nasce sulle ceneri di quel ‘Rapporto sul futuro della competitività europea’ consegnato due anni fa esatti alla Commissione UE che l’ha messo in un cassetto e buonanotte ai suonatori.
Torna alla carica l’un tempo super banchiere, e lo ripropone pari pari con base ‘programmatica’ (sic) del neo Gruppo, che chiama a raccolta uno stuolo di nomi altisonanti della finanza & dell’high tech di mezzo mondo per rimettere il moto quell’Europa che più scassata e sgarrupata non si può.
Ma ecco che – secondo il nostro Vate maximo – il miracolo può ancora accadere e quel vecchio Continente può riemergere dalle bufere. Non è mai troppo tardi…
“Il declino non è inevitabile – è il suo Verbo – Ma è la direzione verso cui ci stiamo dirigendo se non reagiamo con urgenza”.
Profetizza il Nocchiero: “La posta in gioco è esistenziale. Se la stagnazione continua, il Continente perderà progressivamente la capacità di finanziare gli obblighi fondamentali di uno Stato moderno: Difesa, sanità pubblica, pensioni, istruzione, investimenti per il clima e sistemi di sicurezza per chi perde il lavoro”. Ma quanto è buone Lei, signor Padrone…
Vediamo, più in dettaglio, quali sono i protagonisti del Super Dream Team messo in campo per fronteggiare la crisi epocale e progettare la Salvezza della vecchia, cara Europa.
Cominciamo dal co-fondatore, l’irlandese Patrick Collison. Nonostante la giovane età – ha appena 37 anni – è in sella al colosso internazionale fintech ‘STRIPE, valutato 160 miliardi di dollari, sedi base a San Francisco e a Dublino. Sionista convinto, miliardario e filantropo alla Bill Gates, un anno e mezzo fa ha donato 7 milioni di dollari ad un’associazione nata allo scopo di combattere chiunque osi proporre una patrimoniale una tantum sulle ricchezze dei Paperoni californiani. Fa anche parte del board di META.
Come direttore esecutivo RHINE potrà avvalersi delle competenze di un grosso economista spagnolo, Luis Garicano, ex europarlamentare.
Ecco quindi, in rapida carrellata, vip & star arruolati per la nobile impresa da Super Mario.
Gli economisti Francesco Giavazzi e Lucrezia Reichlin; l’ex ministro per l’Innovazione Tecnologica del suo governo, Vittorio Colao; il finanziere a capo di ‘Ion’ Andrea Pignataro; il presidente di ‘Iliad’ Xavier Niel; l’ex ministro francese Bruno Le Maire; il Ceo del gruppo ‘Le Monde’ Louis Dreyfus; il Nobel per l‘Economia Philippe Aghion; le direttrici dell’Economist Zanny Minton Beddoes e del Financial Times Roula Khalaf; Michael Miebach (Mastercard); Tobias Lutke (Shopify); Sebastian Siemiatkowsky (Klarna); Benoit Couré (Autorità della Concorrenza francese).
Passiamo ad alcune considerazioni e linee programmatiche appena proclamate dai vertici del Gruppo per la Salvezza dell’Europa.
“L’Europa oggi si trova in una situazione più difficile rispetto a due anni fa, quando è stato pubblicato il Rapporto sul futuro della competitività europea”.
“In ogni tecnologia emergente che plasmerà i prossimi decenni, L’Europa è debole. Infatti, delle 50 maggiori aziende tecnologiche al mondo, solo 4 sono europee”.
“Il modello di crescita europeo sta svanendo e siamo sempre più in balia di eventi esterni che non controlliamo”.
“Ma non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell’Europa se facciamo oggi i primi passi giusti”.
“I cittadini europei chiedono ai propri leader di sollevare lo sguardo dalle preoccupazioni quotidiane per rivolgerlo ad un destino comune e di comprendere la portata della sfida”.
“Il Rhine Group aspira ad essere uno dei luoghi in cui questo lavoro ha inizio”.
Così parlano il Vate e i suoi Discepoli.
P.S. E’ possibile, per favore, chiamare alcune ambulanze del 113?
P.S. II – La Voce, 20 anni fa (gennaio 2006) pubblicò una cover story titolata, “La stirpe dei Draghi”, sommario, “L’artefice delle privatizzazioni Mario Draghi, neo Governatore di Bankitalia, ha messo d’accordo maggioranza e opposizione, Tremonti e Prodi. Che, come lui, siedono nella potente superloggia mondiale dei Bilderberg. Ecco la vera storia di una svendita – quella dell’ex colosso industriale Italia – che comincia esattamente dove nasce l’operazione Mani Pulite: sul panfilo Britannia di sua altezza reale Queen Elizabeth, nel 1992”.
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