LEONARDO / ORA IL ‘POLO’ ARMATO A KIEV. E PROSEGUE NELLE FORNITURE A TEL AVIV…

La più grande azienda militare italiana e al tempo stesso il più grande produttore d’armi europeo, Leonardo, ha appena tenuto a battesimo una sua consorella in Ucraina. Mentre prosegue alla grande nelle forniture di armi ed equipaggiamenti in direzione Israele.

Confermato in pieno, e anzi intensificato dal suo nuovo amministratore delegato, Lorenzo Mariani, il trend tutto bellicista della nostra azienda, oggi pubblica ormai solo al 31 per cento. Tradendo in pieno il suo spirito fondativo che la vide nascere nel dopoguerra, tutta pubblica, con una mission unicamente civile e tutta protesa verso la ricerca e produzione aerospaziale.

Un vergognoso ribaltone.

Partiamo dalle news, e quindi dalle significative parole griffate Mariani a proposito del fresco business avviato a Kiev, varando ‘Leonardo Ukraine’: parole pronunciate pochi giorni fa in occasione del consueto ‘Farborough International Air Show’ (che annualmente si alterna con il Salone di Parigi).

Il capo ha voluto, nel suo intervento, rendere omaggio alle “eccezionali competenze che l’Ucraina ha acquisito durante il conflitto, maturando un’esperienza operativa senza eguali”.

L’obiettivo principale che si pone la nascita del nuovo polo industrial-militare è soprattutto la produzione di droni sempre più sofisticati, oggi una miniera senza fine perché strategici sui vari fronti bellici.

Lorenzo Mariani

Ma la collaborazione dovrà spaziare a tutto campo, dando un forte impulso alla ricerca e allo sviluppo sperimentale, a livello scientifico e ingegneristico: quindi anche progettazione e produzione di software sempre più all’avanguardia e in linea con le emergenti richieste, tecnologie elettroniche, servizi informatici, piattaforme di misurazione e navigazione, nuovi sistemi di telecomunicazione. Insomma, sul piatto di tutto e di più.

Il polo nuovo di zecca avrà il suo quartier generale proprio a Kiev e la fresca società è stata registrato nell’elenco delle imprese lo scorso 20 maggio.

In dettaglio, verrà realizzata una perfetta sinergia tra Leonardo Ukraine e il polo statale ucraino del settore, BRAVE 1 DATAROOM. Il secondo è stato, a sua volta, costituito con il fondamentale contributo del Ministero della Difesa di Kiev e la collaborazione strategica del colosso Usa PALANTIR, primo al mondo nel settore dell’Intelligenza Artificiale applicata ai sistemi militari (come succede in Usa e, soprattutto, con le forze armate israeliane impegnate nel genocidio del popolo palestinese e non solo).

E passiamo proprio alle svariate collaborazioni di Leonardo con Israele e alle ingenti forniture militari che continuano a procedere con ritmo serrato, nonostante la premier Giorgia Meloni il 15 ottobre 2024 abbia solennemente promesso di aver sospeso quelle forniture.

Una bugia grossa come una casa, o come un carrarmato. Visto che proseguono allegramente i tanti contratti di fornitura pregressi, le cosiddette ‘vecchie licenze’ che andranno avanti per anni: fottendosene altamente, quindi, di tutti i massacri compiuti quotidianamente dall’esercito nazista di Tel Aviv, che di tutta evidenza gode delle più ampie coperture & collusioni internazionali.

Ha fatto quindi benissimo la Relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, a scrivere nel suo ultimo rapporto dell’ottobre 2025 titolato ‘Gaza Genocide: a Collective Crime’: “Israele è sproporzionatamente dipendente dalle importazioni di armi. Questa fornitura internazionale è continuata anche quando le prove del genocidio si sono accumulate; con Stati Uniti, Germania e Italia tra i maggiori fornitori.

Francesca Albanese

Quel fondamentale rapporto ha inteso puntare i riflettori sui legami di complicità che anche il governo italiano – addirittura terzo in quella black list – ha tenuto e tiene con Tel Aviv. Rapporti transitati, of course, attraverso la nostra grande Leonardo, nata per scopi civili, a favore della collettività, e man mano trasformatasi in una mostruosa e tentacolare macchina da guerra, votata alla distruzione. Ai confini della realtà.

Non certo finita qui. Perché non va dimenticato il ruolo svolto dalle società controllate e dalle sussidiarie del gruppo: come, ad esempio, la sussidiaria statunitense DRS che nel 2022 ha pensato bene di fondersi – guarda caso – proprio con la israeliana RADA ELECTRONIC INDUSTRIES.

E ancora. L’anno seguente, ossia nel 2023, Leonardo ha messo in campo una partnership strategica, ossia una stretta collaborazione sul fronte di ‘ricerca & sviluppo’ con l’Autorità Israeliana per l’Innovazione’ (IIA).

Non solo. Ma anche con un’altra significativa sigla israeliana: si tratta di ‘RAMOT’, la società di trasferimento tecnologico che fa capo all’Università di Tel Aviv, tassello base del piano strategico ‘BE TOMORROW 2030’, fortemente caldeggiato (e oggi più che mai attuale) dal governo nazista guidato da kapò Bibi Netanyahu.

Ciliegina sulla torta – nonostante tutti gli impegni presi dal nostro governo formato da sfascisti, bugiardi & ignoranti – dal 2025 è in vita il ‘Memorandum’ d’intesa strategico tra Leonardo e un’altra sigla dell’arcipelago militare (e criminale) di Tel Aviv, ‘AXION VISION’, impegnata nella realizzazione di sistemi anti droni basati sulla sempre più invasiva intelligenza artificiale usata a scopi assassini (il caso Palantir è emblematico), in questo caso per ‘missioni C-VAS’.

Possiamo brindare: l’Italia è in pole position, a livello mondiale, per le produzioni militari killer.

Il podio del disonore.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento