Maxi sceneggiata davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza Covid.
Dai contenuti, però, tragici: visto che in ballo c’erano oltre 120 mila vittime innocenti in quell’anno di pandemia, il 2020, quando il timone del governo era nelle mani di Giuseppe Conte.
E’ il protagonista della fresca sceneggiata, il leader 5 Stelle. Ma hanno primeggiato, per la totale imbecillità politica, i Commissari, che avrebbero dovuto impallinarlo e invece sono stati capaci solo di fargli il solletico, sparando tric trac, pure a vuoto.
Vergogna su vergogna. Così come indecorosi i botta e risposta successivi, a raffica, tra la premier (sic) Meloni e lo stesso Conte. Da pessima bottega di sgarrupata periferia…
E’ l’ennesima dimostrazione di quanto sia desolante l’attuale scenario ‘politico’: con una maggioranza ignorante, inefficiente e sfascista; e un’opposizione risibile, incapace sia di contrastare che di proporre un’alternativa credibile.
Siamo davvero alla frutta. E ai Meloni marci.
Ma veniamo alle news e ad alcune ‘rispostine’ griffate Conte nelle 4 ore di audizione, che proseguirà dopo la pausa estiva, nella riunione della Commissione fissata per il 14 settembre prossimo . Speriamo venga fuori qualcosa di minimamente concreto sulle vere responsabilità di quei 120 mila morti.
Ecco quindi, in rapida sintesi, il ‘Conte Pensiero’.
“Ho sempre fatto il mio dovere e mi sono fatto sempre trovare pronto”.
“Ho sempre agito con il massimo scrupolo, in perfetta coscienza e in buona fede”.
“Non accetto lezioni di moralità”.
“Ho l’orgoglio di aver rappresentato una grande comunità”.
“La popolazione ha condiviso il patto proposto dal governo, accettando di assoggettarsi alle restrizioni e conquistare la salvezza”.
“La mia comunicazione ogni volta ha cercato di rinnovare quel patto e di mantenerlo costantemente vivo”.
“Siamo stati realmente un modello nei fatti in Europa e a livello internazionale”.
“Lo stato di emergenza era necessario, non si è trattato di una dittatura sanitaria”.
“Se avessi accreditato pulsioni antiscientifiche, saremmo il Paese con più morti in assoluto”.
“Chi mi critica dimentica che dopo c’è stato un altro governo (guidato da Mario Draghi, ndr) che prorogò quello stato di emergenza. Non ho sentito, all’epoca, alcuna protesta”.
“Governo Draghi che decise di imporre in modo obbligatorio i vaccini per gli over 50, che io avevo ritenuto dover essere solo una scelta individuale e per questo avviammo una campagna per la libertà di scelta”.
Solo le due ultime considerazioni sulle scelte killer firmata Draghi in merito all’obbligo di somministrazione di quei sieri killer (che certo hanno ammazzato più vite di quante ne abbiamo mai salvate, come abbiamo tante volte documentato), si può essere d’accordo. Ma sorge spontanea la domanda: perché i 5 Stelle in Parlamento votarono quei provvedimenti Draghi in perfetto stile nazista?
Tutto il resto dell’audizione è solo aria fritta, sterile polemica politica, propaganda da quattro soldi, nulla più nulla.
E il bello è che i Commissari non hanno affrontato alcuno dei nodi veri di quel maledetto anno (gennaio-dicembre 2020) di pandemia. Fessi, inetti o che?
Il cuore del problema non sta nell’acquisto delle mascherine (peraltro del tutto inutili), né in quello dei banchi a rotelle, né in tutte le sciocchezze simili.
Sta nelle CURE NEGATE, nei FARMACI che pure esistevano in commercio e sono stati praticamente vietati; o sui quali è calato un silenzio omertoso.
Tutto è stato criminalmente basato sul dogma ‘TACHIPIRINA e VIGILE ATTESA’, coniato dall’allora ministro per la Salute (anche poi con il governo Draghi), Roberto Speranza, il killer numero uno. Ha sulla coscienza, infatti, quelle 120 mila vittime, mai curate come sarebbe stato necessario, a letto con la Tachipirina e poi ricoverate nelle terapie d’urgenza a morire intubati e iper ventilati: come neanche il dottor Mengele nei campi nazisti si sarebbe sognato di fare.
Come mai Speranza e quell’altrettanto criminale Comitato Tecnico Scientifico (i cui componenti dovrebbero tutti finire sotto processo e condannati per crimini contro l’umanità) non hanno mai parlato di Ivermectina e Idrossiclorochina, come invece è successo in altri paesi, a cominciare dalla Francia?
Come mai, in soldoni, non è stata consigliata una terapia semplice semplice ma salvavita, con un efficace antibiotico (ad esempio Azitromicina), un altrettanto efficace anti-infiammatorio (come il Brufen), più un siringa di eparina per evitare coaguli? Facile come bere un bicchier d’acqua: e invece no.
Poi i lockdown. Una vera follia, come del resto distanziamento e mascherine.
Fanno tragicamente ridere, appunto per non piangere, alcune frasi del tipo “siamo stati il modello per l’Europa e per il mondo”, oppure “l’emergenza era strettamente necessaria”, oppure la bollatura come “antiscientifiche” (perché non ha usato il termine ‘complottiste’?) delle inizialmente rare posizioni alternative di pochi ricercatori indipendenti, soprattutto dal potere corruttivo di Big Pharma.
Potere criminale che si è dispiegato con tutta la sua forza in quegli stessi mesi, partorendo e distribuendo già a gennaio 2021 (primatisti Pfizer e Moderna) quei vaccini killer che hanno causato, stanno causando e causeranno morti a valanga, per i devastanti e molto spesso letali effetti avversi scatenati, soprattutto a livello cardiocircolatorio ma certo non solo.
Chiudiamo con l’epica frase pronunciata dal neo premier Draghi ad inizio 2021: “Chi non si vaccina è un assassino, perché uccide se stesso e chi gli sta vicino”. Ora si vede chi è il killer e chi sono le vittime.
Sono previste le audizioni in Commissione per la gang Draghi-Speranza? Forse la faranno franca perché, incredibilmente, il perimetro dei lavori della Commissione è limitato all’emergenza Covid e, a quanto pare, follemente non prende in considerazione i vaccini.
Non resta che sperare, a questo punto, nella Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’Umanità… Meglio tardi che mai.
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