Giornate sempre più incandescenti in Medio Oriente, nonostante la tregua di 2 settimane con l’Iran appena proclamata dal Re del Mondo Donald Trump e accettata da Teheran. L’avvio dei negoziati è previsto già per sabato prossimo, 11 aprile, a Islamabad, la capitale del Pakistan che ha agito da mediatore (d’accordo con i vertici di Pechino).
Ma non si placa la furia omicida del boia di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, che ha dato il suo ok al cessate il fuoco contro Teheran, ma non contro il Libano, che sta rapidamente trasformandosi in una Gaza 2. Un Genocidio – secondo la filosofia nazista del premier israeliano – tira l’altro.
Emblematica la giornata di ieri. Quando a fatica sono state fermate, almeno per ora, le operazioni contro la popolazione iraniana – la cui civiltà ha rischiato di sparire dalla faccia della Terra, come aveva giurato il Tycoon – non sono certo cessate, anzi si sono acuite quelle contro il popolo libanese.
E’ il tassello ancora mancante per completare il famigerato progetto di ‘The Great Israel’, sempre vagheggiato dai sionisti e più che mai dal boia. Il quale, appunto, ha ordinato al suo esercito killer, IDF, di intensificare il ritmo, a botte di attacchi continui: e nella giornata di ieri se ne sono contati, in media, oltre 100 in soli 10 minuti. Cifre criminali che si commentano da sole e che stanno causando nel sud del Libano (ma anche a Beirut) centinaia e centinaia di vittime civili, soprattutto donne e bambini.
E sapete come ha appena definito questi massacri il sempre più bipolare ‘The Donald’? “Scaramucce”. Ai confini della realtà. Ma ben dentro i confini della logica aberrante e totalmente criminale che caratterizza le due amministrazioni assassine, quella israeliana e quella americana.
L’Europa e il nostro governo stanno a guardare. Pensate che l’esecutivo Meloni, appena prima che venisse annunciata la tregua di 2 settimane, aveva puntato l’indice contro Teheran, denunciandone gli atti terroristici contro la basi Usa del Golfo e i paesi arabi moderati! Ancora una volta ai confini della realtà: un paese aggredito osa difendersi e viene accusato di farlo! Confermata per l’ennesima volta la totale genuflessione italica alla Casa Bianca…
Molto movimentate le ultime ore per il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, sbarcato il 9 a Washington per una 4 giorni bollente, dopo le ultime invettive lanciate dal Tycoon contro la UE e la NATO, ormai ritenuti del tutto inutili, anzi dannosi per le strategie a stelle e strisce, visto ad esempio lo scarso impegno palesato per il blocco dello Stretto di Hormuz.
Rutte, con il cappello in mano, ha cercato di raccogliere e mettere insieme un po’ di cocci. Pochi minuti col presidente e incontri più lunghi con il Segretario di Stato Marc Rubio e il Segretario alla Guerra Pete Hegseth. Ha rimarcato, of course, la fondamentale importanza USA nello scacchiere dell’Alleanza e la totale fedeltà di tutti i Paesi al Padrone yankee.
E non manca certo, il numero uno NATO, di prendere parte in queste ore all’annuale summit BILDERBERG, che si svolge dal 9 al 12 aprile proprio a Washington.
Tanto più perché da un anno e mezzo è co-presieduto dal suo predecessore sulla poltrona di Segretario Generale NATO, il norvegese Jens Stoltenberg, il quale dopo ben due mandati in sella all’Alleanza è approdato tra le braccia del super organismo in vita da oltre 70 anni, per la precisione dal 1954.
Un’edizione in tono un po’ minore, quella 2026, forse perché sovrastata dal rumore delle guerre in corso e dal rapido stravolgimento degli equilibri geopolitici internazionali. Comunque ancor più ‘segreta’ del solito. Tutti gli anni, infatti, indiscrezioni a parte, sul sito ufficiale Bilderberg con un certo anticipo veniva pubblicato il lungo elenco dei ‘prestigiosi’ ospiti (120-130 in media da una trentina di nazioni); nonché dettagliati i temi al centro degli incontri. Stavolta niente, il silenzio più assoluto, nessuna notizia, un black out totale.
Secondo alcune indiscrezioni, i vertici europei (Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Kaja Kallas), non vi prenderanno parte, nonostante l’organizzazione avesse giorni fa fatto trapelare la loro partecipazione. In tono minore anche la delegazione Usa, composta da due dozzine di nomi: star dell’imprenditoria d’assalto a parte (come il numero uno del colosso Palantir, Peter Thiel), come membri dell’amministrazione Trump figurano solo il Segretario del Tesoro Scott Bessent e il Segretario dell’Esercito Daniel Driscoll.
La Voce, fin dall’inizio degli anni 2000, ha sempre seguito le riunioni annuali Bilderberg, che si svolgono 1 volta ogni 4 anni negli Usa e le altre tre in Europa.
Ecco l’ultimo reportage, in occasione della nomina di Stoltenberg al suo vertice. Era infatti del 28 dicembre 2024
BILDERBERG / ARRIVA IL “NATO” JENS STOLTENBERG AL VERTICE
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