L’AMICA SILENTE

Come pretendere da Giorgia che prenda le distanze da Trump? Lo squinternato ‘number one’ degli States   Trump traduce il ‘disinteresse’ della signorina presidentessa del consiglio per le guerre che incendiano mezzo mondo in affettuosi complimenti: “Amo l’Italia, penso che la Meloni sia una grande leader, è una mia amica” e promuove a pieni voti l’operato di Palazzo Chigi, il silenzio complice sull’aggressione all’Iran che cancella il rispetto per il diritto internazionale.  Giorgia assorbe anche il surreale “Con l’operazione in Iran “abbiamo fatto un favore al mondo” detto da Donald Trump, collezionista di guerre, ossessionato dalla pretesa di ricevere il Nobel per la Pace. Sic dixit: “Misureremo il nostro successo non solo in base alle battaglie che vinceremo, ma anche in base alle guerre a cui porremo fine e, forse ancora più importante, in base alle guerre in cui non saremo mai coinvolti.” (sic!) Nel primo anno del secondo mandato, Trump ha bombardato Afghanistan, Iraq, Yemen, Pakistan, Somalia, Libia, Siria, Venezuela, Nigeria e Iran (campagna militare più estesa e rischiosa finora). I sondaggi degli Usa: Trump subisce l’opposizione del 70 per cento degli americani, compresa una quota di MAGA che si era aggrappata alle sue ripetute promesse di porre fine alla bellicosa fama degli Stati Uniti.

 

TRUMP HA DI CHE TEMERE per i reati di cui dovrà rispondere, per le indiscrezioni sulle porcherie condivise con Epstein, il mezzo fallimento dell’economia degli States e il mandato è costellato di benservito a scomodi personaggi del suo circolo vizioso. Ultimo caso: licenziata Kristi Noem, sua ministra della Segreteria alla Sicurezza Interna. Tra tante che ne ha combinate anche aver dirottato i fondi del finanziamento ‘deportazioni’ per l’acquisto di due lussuosi aerei (270 milioni di dollari) e il leasing di un Boeing (con camera da letto e bar) per i suoi e i voli di Melania Trump, dell’esecutivo tra Washington e New York. Licenziata per modo di dire. Ora è inviata speciale per la sicurezza dell’America Latina (altro obiettivo di violenta annessione del tycoon). Sul groppone della Noem anche l’indignazione per l’assassinio di Alex Pretti e Nicole Good uccisi dagli agenti ICE a lei sottomessi.

 

INSISTE. CAZZULLO esula dal ruolo di narratore di ‘Giornate particolari’ e dopo un finto dietrofront conferma l’offesa leghista alla città di Napoli con il giudizio di “matrimonio della camorra” emesso per il testo della canzone che ha premiato Sal Da Vinci vincitore del Sanremo 2026. Cazzullo ospite del ‘salotto televisivo ‘amico di Gramellini ha invocato la libertà di pensiero di giornalista (e chi glielo ha impedito?) ma ha negato la libertà di giudicarlo se si esprime come un valpadano antimeridionalista. Il caso Cazzullo e la difesa a oltranza che Parenzo riserva a Israele soggiogata a Netanyahu (‘L’aria che tira’) chiedono alla redazione di La7 di contestare la discutibile linea editoriale dettata da Mentana, direttore dell’informazione e di recente ‘benevolo’ nei confronti della Meloni. Cazzullo spaccia l’insulto a Napoli come una ‘battuta’ e sulla permanente contrapposizione Nord-Sud sentenzia la non verità di “Ormai siamo tutti italiani”, sapendo che purtroppo non è vero, come dimostra il suo distorto pensiero sulla canzone “Per sempre sì” e su Napoli.


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