Due tragici incidenti ferroviari in Spagna a distanza di poche ore, soprattutto il primo con lo spaventoso bilancio (provvisorio) di 42 morti.
Ne parlano le cronache internazionali.
Le quali invece glissano sul ruolo delle ferrovie di casa nostra: con la maggioranza FS nell’azionariato di IRYO-ILSA, la compagnia di alta velocità cui apparteneva il convoglio che ha deragliato.
Così come glissano sul ruolo che oggi la Spagna ha sullo scacchiere ‘geopolitico’ europeo e internazionale: un’economia che è il vero treno d’Europa (mentre la storica locomotiva tedesca arranca) ed una politica degna di questo nome, nel contesto di una UE totalmente genuflessa agli Stati Uniti. Quindi non poco pericolosa: e caso mai da far deragliare…
QUEL GIUNTO GALEOTTO
Partiamo dalle news, soprattutto sulle indagini circa i veri motivi della sciagura (perché il secondo incidente ha visto ‘solo’ la morte del macchinista e una quarantina di feriti per il collasso di una struttura di contenimento a causa delle intense piogge; e poi si trattava di un treno regionale, quindi non ad alta velocità).
“Tutte le porte sono aperte”, sottolinea il ministro degli Interni Fernando Grande-Marlaska. E’ lui a parlare ora, e non quello dei Trasporti, che a botta calda aveva definito “totalmente inspiegabile e anomalo” quel deragliamento mortale.
La Scientifica della Guardia Civil ha, fino a questo momento, rilevato “un tratto mancante sui binari” e ha chiesto che non sia rimosso il vagone numero 6 di produzione IRYO, quello deragliato per primo, per ulteriori accertamenti.
Possibile, tutta colpa di un GIUNTO saltato? Oggi non si fa che parlare di Intelligenza Artificiale in tutte le salse, anche le più incredibili, border line o addirittura pericolose per l’umanità. Quando invece avrebbe un uso naturale, efficace e anche semplice se applicata ad esempio alla sicurezza aerea o ferroviaria. Cosa ci vuole per una così abile I.A. individuare in TEMPO REALE se c’è un guasto sulla linea?
Al tempo stesso vale la considerazione semplice semplice: cosa ci vuole a far saltare un giunto se si ottiene un effetto simile?
Rammentiamo che la Spagna ha un sistema ferroviario all’avanguardia, super moderno, in teoria super sicuro, e super controllato: tanto che la tragica linea era stata rinnovata solo pochi mesi fa, nel 2025, con oltre 700 milioni di euro investiti.
Adesso in Spagna infuriano le polemiche, soprattutto per quanto riguarda la rete al alta velocità Madrid- Siviglia. Le polemiche e anche le proteste sindacali hanno convinto il gestore ADIF ad imporre un drastico dimezzamento della velocità su diverse tratte, e soprattutto sulla Barcellona-Madrid. I sindacati, infatti, già da tempo avvertivano sui rischi di una ‘crescita’ troppo rapida (e quindi di velocità anche in aumento) a tutto scapito di una manutenzione continua.
Passiamo agli aspetti societari.
LO ZAMPINO ITALIANO
Partiamo da alcuni dati base. IRYO è la secondo compagnia spagnola ad alta velocità e di cui le nostre Ferrovie dello Stato detengono il 51 per cento azionario. Il convoglio deragliato è stato costruito da noi, a Pistoia.
Più in dettaglio. Nel pacchetto azionario è presente, con il 51 per cento appunto, FS International, sigla di punta nell’arcipelago FS, amministrata da Fabrizio Favara. Ancor più nello specifico, IRYO è un marchio di ILSA, acronimo di Internationalidad Levante S.A., un consorzio costituito nel 2015 a Valencia in cui sono presenti Ferrovie International (51 per cento), la compagnia aerea spagnola AIR NOSTRUM LINEAS AEREAS DEL MEDITERRANEO (25 per cento) e la multinazionale delle infrastrutture GLOBALVIA (24 per cento).
Quest’ultima, a sua volta, è controllata da 3 fondi speculativi, quelli che ormai dettano legge in mezzo mondo: si tratta del canadese OP TRUST, dell’olandese PGGM e del britannico USS.
Nel corso dei decenni la Voce ha più volte puntato i riflettori sulle scellerate gestioni delle nostre ferrovie. Fin dai tempi del suo vertice Ludovico Ligato, ammazzato dalla ‘ndrangheta, e per tutti gli anni del maxi business dell’ALTA VELOCITA’ (TAV), il cuore dell’indagine sui maxi appalti che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino stavano conducendo prima d’essere ammazzati: un chiaro omicidio di Stato con manovalanza mafiosa, e mille depistaggi al seguito. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare ALTA VELOCITA’, TAV o anche i nomi dei due magistrati per ritrovare una sfilza di inchieste.
Finiamo con alcune semplici constatazioni.
SPAGNA, UNA PERICOLOSA PECORA ROSSA
Il governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sanchez, dà fastidio a molti, è la pecora nera (o meglio rossa, almeno rosè) di questa Europa che più sgarrupata e priva di senso non si può. Può di tutta evidenza non piacere un esempio di buon governo a chi i buoni governi stanno sulle scatole e rappresentano un fastidioso modello caso mai emulabile. Certo non da buttar giù a spallare, come è capitato al Venezuela: ma da delegittimare mano mano, lavorare ai fianchi, ‘macchiare’ quella sua efficienza e quel suo spirito di solidarietà nazionale.
Non dimentichiamo, nel corso degli anni, le manovre attentamente studiate per far cadere i governi Zapatero (il socialista che ha guidato la Spagna dal 2004 al 2011) e Rajoi (il popolare con ogni probabilità vittima di intrighi nella sua stessa area).
Occhi ben aperti quindi sulla Spagna. Perché – come si suol dire – non c’è due senza tre…
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