Il nostro Robot di Stato, alias Sergio Mattarella, offre un’ottima performance dell’OVVIO dal palcoscenico dei vip a Cernobbio. Un omaggio al ‘TRUISMO’ allo stato puro, come viene definito proprio del Verbo presidenziale.
Il quale ha tessuto le più sperticate lodi dell’Europa, quella vagheggiata dai nostri padri costituenti, come Alcide De Gasperi, che cita nel suo mirabolante incipit, planando fino ai giorni nostri, in cui quell’idea di un’Europa unita, coesa e coraggiosa viene riproposta.
Solo un dettaglio, per cominciare: di Europa unita, coesa e coraggiosa scrivevano i bimbi alle elementari e poi alle medie, ben oltre mezzo secolo fa. Mentre ora ci troviamo alle prese con un’Europa frammentata, divisa, senza alcun capo né coda (politica) , unita solo nello sforzo di armarsi fino ai denti e di continuare fino a non si sa quando il conflitto in Ucraina. E con la voglia matta di inviare al più presto nostre (sic) truppe sul campo di battaglia, come auspica, uno su tutti, il sempre più invasato le roi de France, Emmanuel Macron.
Veniamo alla Parole del Vate quirinalizio.
L’esordio, appunto, vola ai padri della Patria, che già partorirono la grande idea europea.
E già allora si chiedevano, come ci chiediamo tutti noi oggi, spiega il Presidente alla platea: “E’ preferibile la pace o la guerra?”.
Un dubbio davvero amletico che ci fa correre i brividi lungo la schiena.
Dettaglia il Maestro del Sommo Colle: “I pensieri erano volti a ideali di dignità, di libertà, di benessere comune, contro le ebbrezze di potere elitarie”.
“Può sembrare un TRUISMO, oggi”.
Ahi ahi: è intervenuta forse l’Intelligenza Artificiale a piazzare una pietra d’inciampo sul fluido e scorrevole discorso presidenziale?
O cosa?
Truismo vuol dire ovvietà. Sorge spontaneo l’interrogativo, da girare allo staff-comunicazione del Colle: come mai non optare direttamente per ‘ovvio’? Anche perché l’altra parola può essere confusa con AL-TRUISMO. Che ci sta bene, in un simile contesto. Questione di audience d’elite, come quella griffata Cernobbio, o che?
Sull’onda del TRUISMO scivolano via i 6 minuti e 45 secondi della riflessione presidenziale, un vero inno all’Europa che ha sempre irradiato e ancor più dovrà irradiare quelle feconde idee di libertà, di democrazia, di pace, di cooperazione comune.
E chissenefrega se invece adesso la UE, capeggiata dalla nazi Ursula von der Leyen, ha un solo, unico chiodo fisso: armarsi, armarsi, armarsi sempre più fino ai denti per sconfiggere il nemico di sempre, la Russia guidata dal ‘Macellaio’ (il primo a bollarlo così è stato l’ex capo della Casa Bianca Joe Biden), Vladimir Putin. Del resto, questo prevede e ordina il ‘REARM UE’ da 800 miliardi e rotti, di tutta evidenza prioritario rispetto ad urgenze un momentino più concrete: per fare solo un paio di esempi la sanità allo sfascio in tutta Europa e la povertà crescente a ritmi vertiginosi.
Ma chissenefrega, appunto, secondo i diktat della lady d’acciaio, Ursula von der Leyen. Seguiti alla lettera dai ‘mandanti’, ossia Macron-Napoleon e il Cancelliere tedesco, un altro guerrafondaio al cento per cento, Frederich Merz, che sogna la dissoluzione del Cremlino.
Torniamo alle memorabili parole e agli alti concetti del Vate quirinalizio.
“Nel passato abbiamo percorso una lunga strada verso la pace, il rispetto dei popoli e dei diritti. E la UE ha continuato per quel percorso, che ha elevato gli standard di vita per tutti, alimentato le libertà e l’eguaglianza tra i popoli”.
In perfetto ‘TRUISMO’.
Ma ecco l’interrogativo che si erge minaccioso di fronte a noi.
S’interroga pensoso il Capo: “Come è mai possibile che oggi l’Europa da alcuni paesi sia considerata un ostacolo o addirittura un nemico?”.
Parole che di certo hanno fatto tremar le vene ai polsi del ‘macellaio’ Putin, avvisato quanto basta. E risuoneranno nelle orecchie del numero uno del Cremlino altre parole scolpite nella Storia e pronunciate un anno fa dall’intemerato Mattarella: “La Russia di oggi che aggredisce e massacra l’Ucraina mi sembra il Terzo Reich di Hitler”.
Respinte al mittente, poche ore dopo, dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zacharova: “Parole totalmente immorali che denotano oltre tutto una profonda ignoranza storica”.
Il Robot del Colle, infatti, s’era perso per strada i 20 milioni di morti russi per sconfiggere le armate nere hitleriane, mentre i tanto amici, ‘democratici’ e ‘liberi’ americani ne persero appena 1 milione. Numeri che parlano da soli.
Eccoci al rush finale con altre frasi – pronunciate sempre per la kermesse dei vip di Cernobbio – che restano impresse nella Memoria.
“Tutto il mondo ha assoluto bisogno dell’Europa”.
“Per far rispettare il diritto internazionale”.
“Per sviluppare la cooperazione globale”.
“Contro le grandi corporazioni, contro le nuove ‘Compagnie delle Indie”.
“Contro le logiche neo imperialistiche di alcuni paesi e i loro progetti di dominio. Contro i regimi autocratici”.
“L’Europa non può più stare a guardare. Non dobbiamo essere spettatori inermi”.
“Le istituzioni europee devono essere più forti”.
“Occorre fare un deciso salto in avanti verso l’Unità dell’Europa”.
Come scrivevano, nei loro temini, anche i bimbi delle elementari oltre mezzo secolo fa…
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