GEOLIER / IL MIRACOLO CHE FA QUADRUPLICARE I FANS. E MAMMA RAI “POMPA”

Quando l’arte, in questo caso musicale, scende dal cielo per miracol mostrare.

Succede nella città di San Gennaro, abituato a performance di alto livello per rallegrare  – e spesso consolare – i suoi concittadini.

Per due magiche sere provvede l’ormai mitico GEOLIER, entrato a vele spiegate nell’Olimpo delle star nazionali e internazionali della musica.

Si tratta dei due primi  ‘Drone show’, perché – come ha dettagliato anche mamma RAI nei servizi comparsi sulle tre (3) reti nazionali – si sono esibiti al concerto anche non pochi DRONI, che di tutta evidenza non devono subito far pensare ad apocalittici scenari di guerra: ma anche, come in questo caso, all’arte, al suo stato (o stadio) più PURO.

I tiggì RAI hanno forse ‘dato i numeri’, esagerato un pochino, parlando di ben 400 droni per aria ad esaltare l’evento del secolo.

Drone più drone meno – dettaglia SKY news – “hanno prima composto il suo nome, poi ‘dipinto’ Maradona che calcia il pallone verso il Vesuvio. Con gli occhi di tutto il pubblico rivolti verso il cielo, colmi di stupore e di meraviglia”.  E alla fine, sorvolando l’Ippodromo, hanno composto anche la storica data per l’anno nuovo che tutto il mondo aspetta già con ansia: “Stadio D.A. Maradona 26-6-2026”.

Ma altre date, per il Mito che Avanza,  sono più vicine. Quelle in diversi stadi che fanno la storia d’Italia: ‘San Siro a Milano, l’Olimpico di Roma, e lo ‘Scoglio’ di Messina.

E poi l’evento degno di un Pavarotti o di un Bocelli: il 27 ottobre tutti all’Arena di Verona per applaudire in massa il rapper nato, cresciuto e sbocciato nel Bronx napoletano, Secondigliano, Emanuele Palumbo, in arte ‘Geolier’, come lo conoscono ormai a tutte le latitudini.

L’Arena di Verona. Sopra, Geolier

Arte indiscussa a parte, del resto omaggiata all’unisono da tutte le reti RAI nazionali che hanno dedicato molti minuti all’evento (al pari di Gaza e Trump, per dire), sorge spontaneo un interrogativo e affiora un considerazione.

Partiamo dalla domanda delle cento pistole, come diceva un tempo il mitico inviato RAI Sandro Paternostro.

Proprio  i canali RAI hanno parlato di 120 mila spettatori nelle due serate della star. Via internet, la cifra che si può leggere è di 116 mila spettatori, i quali ‘avrebbero’ comprato il biglietto.

Non siamo forti in matematica ma i conti non tornano.

O, davvero, qualcuno dà i numeri.

L’Ippodromo di Agnano

Perché, ufficialmente, la capienza massima dell’Ippodromo di Agnano è di 16.000 posti, considerando spalti e tutto il campo. Per chi lo conosce, l’ippodromo è di dimensioni limitate, certo non comparabile con uno stadio Maradona – l’ex San Paolo – da 70 mila: il rapporto, anche visivo è di 1 a 10.

Ora, come è possibile che in una serata il magico Ippodromo abbia mai accolto spettatori per un numero almeno 4 volte superiore rispetto alla sua capienza?

E’ ancora un miracolo di San Gennaro o cosa?

Forse le fumarole flegree (l’area di Pisciarelli-Solfatara dista solo qualche centinaio di metri e siamo in piena Conca di Agnano) fanno in modo che gli spettatori perdano peso, si assottiglino e quindi 1 valga 4?

O cosa mai?

Il Comune, che si è occupato con grande premura di allestire un piano traffico-trasporti ad hoc per tutta la zona, farebbe bene a spiegare il ‘miracolo’, appunto alla San Gennaro.

Gigi D’Alessio

E caso mai a dedicare più tempo alle emergenze (sismiche, bradisismiche, eruttive, vulcaniche e, soprattutto, in tema di gas letali) che colpiscono purtroppo da mesi e mesi l’intera area.

Nelle sue tante interviste rilasciata alle tivvù, il grande artista partenopeo, la star che rischia sul serio di fare ombra alla pur sempre luminosissima stella che si chiama Gigi D’Alessio – il mito dei miti che spopola sempre in tutto il mondo – ha parlato della sua smisurata passione per la musica, che lo ha preso fin da piccolo e che occupa ogni momento della sua vita, di ogni sua giornata.

Un cronista gli ha domandato se ha qualche progetto, oltre le sublimi note, cui pensare per il futuro e il Nostro, candidamente, ha risposto: “Voglio imparare qualche lingua”.

Sarebbe il caso di cominciare proprio dall’italiano.


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