NAPOLI, ROMA, MILANO / TUTTI NEL BARATRO….

Napoli siamo noi”, titolava in modo profetico Giorgio Bocca un suo memorabile pamphlet uscito pubblicato da ‘Feltrinelli’ a gennaio 2006 ed al quale hanno collaborato Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.

Ossia la magica e malefica capitale del Sud è in grado di ‘anticipare’ quelle patologie che poi si manifesteranno in svariate parti della penisola, in altre megalopoli come, ad esempio, Roma e Milano.

Il libro di Giorgio Bocca. Sopra la voragine di ieri a Roma

E così è stato. Dalla camorra presto trapiantata al centro-nord (che molti scoprono, come tante Vispa Teresa, solo adesso) sin dalla fine degli anni ’80, alle monezze (e ai business legati a tutto il maleodorante ma lucroso ciclo dei rifiuti) e infine alle buche stradali.

E alle voragini di oggi.

Sono di ieri, infatti, le immagini delle enormi voragini che, in pieno centro di Roma, hanno inghiottito alcune auto. Un fiume melmoso in piena, dopo un acquazzone primaverile, che fa andare in tilt un intero quartiere.

Robe mai viste, e che non hanno niente a che vedere con i famigerati cambiamenti climatici, comoda pezza a colori, ormai, per coprire gli scellerati disastri ambientali creati in modo scientifico dal cosiddetto ‘uomo’ solo per motivi di profitto.

In soldoni: oggi le amministrazioni comunali di mezza Italia (la stima è largamente per difetto), “fanno finta” di aggiustare il mantello stradale, andando avanti solo con “rappezzi” che però costano un occhio ai cittadini. Sì, perché si tratta di quei piccoli appalti ‘a pioggia’ (è proprio il caso di dire), a getto continuo, che non risolvono certo il problema, ma lo perpetuano all’infinito. In modo tale che le “imprese amiche” possano rastrellare profitti vita natural durante…

Alla faccia delle casse pubbliche e dell’incolumità dei cittadini: a questo punto fottuti due volte!

La voragine al Vomero

A Napoli succede da almeno una dozzina d’anni, dove le strade – come abbiamo più volte descritto sulla ‘Voce’ – sono delle autentiche ‘groviere’: sembrano sul serio le vie di una città appena bombardata, simili a quelle di Baghdad massacrata, nei civili e nelle infrastrutture, dagli americani.

E il fango sommerge spesso e volentieri, da mesi, anche le vie chic del Vomero, il quartiere ‘alto’ della città. E’ successo tre volte nel giro di poche settimane, perché sono saltate le condotte di ‘spurgo’, in mancanza di una adeguata, minima e civile manutenzione. La Voce ne ha scritto, ecco il pezzo del 21 febbraio 2024, Lavori pubblici/Napoli crolla 

Niente ha fatto l’amministrazione guidata dal sindaco arancione Luigi De Magistris in sella per due mandati, impegnata a lucidare il salotto chic del centro da mostrare ai turisti che sbarcano dalle navi crociera o nell’organizzare le super regate internazionali, oppure nello sperperare soldi europei per allestire impossibili piste ciclabili (una addirittura a rischio vita nel tunnel che porta da Fuorigrotta a Mergellina!).

Gaetano Manfredi Vomero

E ancor meno sta facendo l’esecutivo guidato da Gaetano Manfredi, maglietta PD, alla guida di Palazzo San Giacomo da quasi due anni perché nulla cambi e nulla si muova. L’ex ministro per la Ricerca ed ex Rettore della ‘prestigiosa’ (ora caduta molto in basso, come descriviamo nella news di ieri…) Federico II è più noto per la vergognosa vicenda della sanzione da oltre 700 mila euro beccata dalla Corte dei Conti: per il semplice motivo che ai tempi del rettorato dedicava parecchio del suo tempo alle ‘consulenze private’, senza comunicarlo alla stessa Università.

Salata la multa, subito pagata per un terzo dall’ineffabile Manfredi: che in questo modo ha ammesso il fatto e anche messo tutto a tacere.

Anche i media, che hanno letteralmente ‘oscurato’ la notizia.

Eppure Napoli non è Canicattì, ma la terza città italiana… Potete rileggere il nostro pezzo, tanto per non perdere la memoria:

GAETANO MANFREDI / IL SINDACO DI NAPOLI CONDANNATO A 210 MILA EURO DALLA CORTE DEI CONTI

Abbiamo ricordato all’inizio l’imperdibile diagnosi stilata da Bocca sui destini partenopei. Ne vogliamo rammentare un’altra, firmata da Nello Trocchia, il giornalista del Domani balzato qualche settimana fa agli onori delle cronache per la storia che il quotidiano ha fatto benissimo – nello spirito del vero giornalismo d’inchiesta – a tirar fuori: quella che nasce dalla Crosetto story per le consulenze a ‘Leonardo’, in perfetto conflitto d’interessi; poi è diventata la spy story a botte di dossieraggi.

Ebbene, il coraggioso Trocchia ha co-firmato nel 2011 un libro che raccontava il business monnezza a Roma, proprio partendo dal ‘modello Napoli’: che fa sempre da apripista… Si trattava di “Roma come Napoli – Il malaffare di politica e signori della monnezza che mette in ginocchio il Lazio e la capitale”.

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