VERDI TEDESCHI / AL SERVIZIO DEI MEGA INTERESSI FINANZIARI. ECCO IL J’ACCUSE

Il partito dei Verdi (‘die Grunen’), un tempo autentico vanto della Germania a livello internazionale, è oggi diventato il più grosso centro di potere al servizio dei grandi interessi finanziari, che a tutto pensano (soprattutto a far profitti stra-miliardari) fuor che all’interesse di tutti i cittadini, della salute pubblica e dell’ambiente.

Beatrix von Storch. Sopra, militanti dei Verdi in Germania

Una sparata clamorosa quella cui hanno assistito il 27 aprile i deputati del Bundestag, rimasti con gli occhi sgranati davanti al ferocissimo e documentatissimo j’accuse della deputata di ‘Alternative fur Deutschland’ (AfD), Beatrix von Storch. La quale ha usato parole di fuoco, facendo nomi e cognomi, citando sigle e società del gigantesco affare Green, e tutte le connection intorno al quale si sono ormai coagulati stratosferici interessi. Che si coniugano perfettamente con gli obiettivi prefigurati da ‘The Great Reset’, organizzato sotto la direzione del fondatore e animatore del ‘World Economic Forum’, guarda caso il banchiere tedesco di simpatie nazi Klaus Schwab, con la collaborazione speciale dell’ex re di ‘Microsoft’, Bill Gates, oggi tutto Vaccini & Cambiamenti Climatici.

L’intervento della von Storck, fra l’altro, è una perfetta risposta alla politica più che guerrafondaia promossa ad oltranza dal ministro degli Esteri, Annalena Baerbock, più realista del re Joe Biden e del numero uno della Nato, Jens Stoltemberg, nel sempre più massiccio invio di armi a Kiev. E Baerbock, va sottolineato, è la presidente dei ‘Grune’ (copresidente l’attuale ministro dell’Economia nel governo Scholz, Robert Habeck).

Il che la dice tutta.

Ma torniamo alle parole al vetriolo della coraggiosa deputata di ‘Alternative fur Deutschland’.

Cominciamo dalle sigle in campo per macinare interessi sulla pelle dei cittadini: si tratta in particolare, ha sottolineato von Storck, di “istituzioni non parlamentari, come l’Agora Energy Change e l’Ecology Institute che scrivono progetti per il Ministero dell’Economia a guida verde e fanno parte di Fondazioni non tedesche che sono al guinzaglio di miliardari internazionali”.

Christopher Hohn

E ha spiegato come funziona il ‘Sistema’: “E’ stato realizzato un sistema nidificato di Fondazioni. Agora Energy Change è finanziata dalla European Climate Foundation, la quale sua volta è foraggiata dalla Children’s Investment Fund Foundation. A sua volta quest’ultima è massicciamente sostenuta sotto il profilo finanziario dal miliardario britannico Christopher Hohn. Guadagna 2 milioni di euro al giorno, Hohn, ed è il principale finanziatore degli estremisti della ribellione di Climate Extinction. Quindi spende i suoi soldi per l’Agenda sul clima, ma interessa chiedersi: come guadagna i suoi soldi?”.

Una serie di connection, di finanziamenti e di interrogativi da novanta, quelli snocciolati dalla coraggiosa Beatrix davanti ad uno sbigottito Bundestag.

Seguendo il filo del suo discorso, scopriamo che Hohn concentra la sua attenzione soprattutto su “mutui e immobili ad alto prezzo, con un focus sulle principali città del Nord America e dell’Europa, quindi in quei luoghi il finanziatore dell’agenda climatica guadagna i suoi soldi con i mutui e l’immobiliare. Questo è il nocciolo della questione”, come sottolinea la deputata di AfD.

Che continua nel suo ragionamento: “I proprietari di case devono contrarre mutui sulle loro case per pagare la costosa pompa di calore e se non possono farlo sono costretti a vendere le loro case. Ed ecco, ci sono gli hedge fund del signor Hohn, pronti ad acquistare i loro immobili. Che coincidenza!”.

Prosegue come un carro armato contro il mito green, ormai andato in soffitta: “Alcuni dicono che il signor Hohn non è l’unico dietro Agora. Sì, è vero, ci sono anche la Mercator Stiftung e i Metro-miliardari; e attraverso il Fondo europeo per il clima ci sono anche flussi del miliardario canadese John McBain. E’, come il signor Hohn, un membro del Club dei miliardari ‘The Giving Pledge’ di Bill Gates. Non appena si gratta il rivestimento verde… miliardari, miliardari, miliardari”.

Dunque, la lunga ‘rete’ ricostruita minuziosamente da Beatrix von Storch porta direttamente tra le braccia dell’onnipresente super finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso la piovra della ‘Bill & Melinda Gates Foundation’, la quale è addirittura – come la ‘Voce’ ha più volte dettagliato – al secondo posto nella hit internazionale dei fondi generosamente versati nelle casse dell’OMS, solo alle spalle degli Stati Uniti e ben prima di nazioni potenti come Francia, Gran Bretagna e Germania.

Beatrix è un fiume in piena e così continua il suo j’accuse al Bundestag di pochi giorni fa e di cui i media di casa nostra, ovviamente, hanno taciuto, nella loro politica di ormai totale ‘dis-informazione’.

“Il settore immobiliare è una faccia della medaglia. L’altro è il business delle pompe di calore. L’azienda statunitense Carrier Global acquista il produttore tedesco di WP Viessmann per 12 miliardi di dollari. Chi possiede Carrier Global? L’86 per cento delle azioni è detenuto da investitori istituzionali. Ciò significa l’industria finanziaria statunitense: BlackRock, Vanguard, American Star e Capital Group”.

Robert Habeck

Non è certo finita qui: “Nello stesso momento in cui il ministro dell’EconomiaHabeck sta costringendo i tedeschi ad acquistare pompe di calore, l’industria finanziaria globale rileva la produzione tedesca di pompe di calore: una coincidenza incredibile!”.

Quindi sferra l’attacco finale: “Grazie alla politica climatica dei Verdi, in questi circoli c’è una corsa all’oro tutta politica”.

E fa una cifra da brividi: “75 trilioni di euro: questo è ciò che i tedeschi devono pagare per l’installazione di pompe di calore. E BlackRock, Vanguard e soci fanno soldi con la pala”.

“I Verdi, quindi, sono il braccio politico di questi interessi finanziari globali, e le loro politiche climatiche rendono i super ricchi globali molto più ricchi, mentre i tedeschi normali stanno perdendo il tetto sopra la testa. La vostra politica climatica non è altro che l’attacco definitivo all’intera ricchezza nazionale tedesca: e posso assicurarvi che non vi permetteremo di avere successo”.

Barricate in vista, dunque, in Germania. Sarà come in Francia, all’assalto contro le pensioni griffate Macron?

Staremo a vedere. Comunque è da tempo, ormai, che i tanto celebrati, vent’anni fa, Verdi tedeschi, capaci di catalizzare un consenso autentico che superava il 20 per cento (tanto che essere da esempio per i veri ambientisti), sono morti e sepolti.

E non ci stanchiamo di ricordare l’imperdibile docu-film – ‘The Planet of Human’ – del registra ‘contro’ a stelle e strisce, Michael Moore. Che due anni fa smascherava in modo clamoroso i business Green dei neo miliardari. Sulla pelle dei cittadini e massacrando quell’ambiente difeso solo a parole. Una vergogna, che oggi continua più devastante che mai.

 

 

 

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MICHAEL MOORE / IL J’ACCUSE CONTRO I MILIARDARI AMBIENTALISTI

 

LE DUE GERMANIE / PRO USA E PRO PACE  

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