LE DUE GERMANIE / PRO USA E PRO PACE  

C’erano una volta due Germanie. E anche oggi ci sono due Germanie.

Una che segue scodinzolante le smanie guerrafondaie della Casa Bianca. L’altra che lotta per una politica autonoma, sganciata dallo strapotere Usa, in grado di realizzare una vera Europa non genuflessa agli Stati Uniti.

Se ne è avuta una dimostrazione che più plastica non si può proprio in questi giorni.

Ecco i fatti.

 

Annalena Baerbock durante la visita in Cina

La ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, è appena tornata dalla missione in Cina, dove ha esortato le autorità di quel Paese a esercitare tutta la loro influenza e le più forti pressioni per “chiede all’aggressore russo di fermare la guerra”.

E’ stata non poco esplicita e sbrigativa: “Mi chiedo francamente perché la posizione cinese finora non abbia incluso un appello alla Russia per fermare la sua aggressione”.

Ha affrontato anche il tema bollente di Taiwan, invitando i cinesi a valutare tutti i rischi possibili che avrebbe una ‘crisi’ in quell’area.

Ha inoltre affermato – in modo sibillino – cha “la Germania valuterà le future relazioni con la Cina sulla base di come la Cina si comporterà sugli affari globali”.

Come dire: se la Cina fa la buona, non coltiva rapporti privilegiati con la Russia, non le fornisce alcun supporto nel conflitto in Ucraina e invece fa l’occhiolino all’Occidente, tutto ok.

Altrimenti le cose prenderanno un’altra piega.

Nel suo intervento all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo, lo scorso 24 gennaio, del resto Baerbock non aveva avuto peli sulla lingua: “Stiamo combattendo una guerra contro la Russia. Possiamo combattere questa guerra solo insieme. Ovviamente l’Ucraina ha bisogno di più sostegno militare, ma non solo da un paese come il mio o gli Stati Uniti, ma da tutti noi”. Il giorno seguente Berlino ha annunciato l’invio di 14 carri armati Leopard.

Teniamo presente che la Baerbock è la leader de ‘die Grune’, il partito dei Verdi, un tempo in Germania simbolo di pace & ambiente: oggi ridotto a ruota di scorta del governo pro-guerra.

Tutto detto.

 

Sevim Degdalen

Vediamo, invece, l’altra Germania. E lo facciamo attraverso il breve intervento pronunciato poche ore fa al Bundestag dalla deputata di ‘Die Linke’ (la Sinistra) Sevim Degdalen, una vita dedicata al pacifismo (quello vero), ai diritti, alla libertà di parola. Dodici anni fa, ad esempio, visitò Julian Assange quando si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Ecco le sue parole. Che restano subito scolpite nella coscienza.

“L’onore principale nella lotta contro il fascismo tedesco è stato sostenuto dall’URSS ma senza gli sforzi congiunti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, questa importante vittoria sulla barbarie non sarebbe stata raggiunta. A loro esprimiamo la nostra gratitudine”.

Ma 78 anni dopo, diciamo che è ora che i soldati americani tornino a casa. Tutti gli altri alleati hanno lasciato la Germania molto tempo fa. Le basi militari americane sono come zone extraterritoriali in cui la Legge fondamentale è stata abolita. Dal suolo tedesco si combattono guerre che violano il diritto internazionale, utilizzando droni e torture”.

C’è stata un tempo in cui il Bundestag tedesco era più coraggioso: ricordo la decisione di ritirare le armi nucleari statunitensi nel 2010, presa dall’ex ministro degli Esteri Guido Westerwelle. Quella decisione non è stata ancora attuata”.

Quei tempi sono ormai lontani ma noi restiamo fermi sulle nostre posizioni: le armi nucleari statunitensi devono sparire”. “Ora il governo tedesco sta permettendo agli Stati Uniti di mandare i carri armati Leopard. Ora il governo tedesco si rifiuta di sostenere una commissione d’inchiesta internazionale sugli attacchi terroristici ai gasdotti Nord Stream”.

“Gli Stati Uniti danno l’impressione di non aver bisogno di alleati ma solo di lealisti. Tuttavia, sempre meno Paesi tra i più forti al mondo sono disposti a sopportare tutto ciò, e questo è un bene. La base dell’amicizia comune deve essere il rispetto delle persone e del diritto internazionale”.

Ma perché il governo tedesco si rifiuta, anche dopo venti anni, di condannare la guerra di aggressione degli Stati Uniti contro l’Iraq come una violazione del diritto internazionale? Perché non si batte per il rilascio del giornalista Julian Assange che rischia 175 anni di carcere negli Stati Uniti per aver pubblicato crimini di guerra? Perché non avete offerto asilo a Edward Snowden?”.

 


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