ROBERT KENNEDY JUNIOR / GLI STATI UNITI HANNO CREATO L’ISIS

Si sta tuffando con sempre maggior passione e coraggio civile nell’infuocato agone politico americano per le primarie democratiche Robert Kennedy junior, che una settimana fa ha ufficializzato la sua discesa in campo contro i Moloch del ‘Deep State’, in prima fila il presidente uscente, Joe Biden, il quale, però, non ha ancora sciolto le riserve.

E in uno dei suoi primi interventi, Kennedy ha lanciato una vera bomba politica: gli Stati Uniti hanno creato l’ISIS. Vedremo l’effetto che farà nei prossimi giorni o se, come al solito, il mainstream preferirà ‘oscurare’ la notizia, insabbiarla, ignorarla totalmente.

Intanto tentenna ancora, Joe ‘Sleepy’ Biden per due motivi.

Da un lato i sondaggi in picchiata, che perfino al CNN ha reso noti: ad una precisa domanda rivolta ai telespettatori dal noto conduttore John King, secioè gli americani rivogliono come capo della Casa Bianca per altri 4 anni l’attuale numero uno, ben il 74 per cento ha risposto con un netto NO, e il motivo base è chesotto la sua guida gli Stati Uniti stanno andando nella direzione sbagliata”.

Una bocciatura che più sonora non si può, perché un elettore su tre non confermerebbe il suo voto a Biden, per il quale quindi si profilerebbe un netto tracollo, che finisce con il trascinare tutto il partito Democratico alla rovinosa sconfitta riconsegnando il Paese ai repubblicani (Donald Trump o il governatore della Florida Ron De Santis in pole position per la corsa).

Joe Biden

L’altro motivo è di tipo prettamente giudiziario: sono infatti ormai troppi i fronti aperti in casa Biden (soprattutto Joe e il rampollo Hunter Biden), troppe le inchieste a loro carico aperte ormai da tempo e che non hanno ancora concreti sbocchi proprio perché coincidono con i tempi della candidatura. Dai maxi business di Hunter (a nome del padre) in Cina e Ucraina, alle indagini di due procuratori federali sulla malagestione della pandemia (pressioni e censure ai social media; pieno coinvolgimento del governo americano e di Anthony Fauci in particolare nelle famigerate ricerche dell’Istituto di Virologiadi Wuhan, finanziate in gran parte dal ‘National Institute for Allergy and Infectious Deseases’, quel ‘NIAID’ guidato dal supervirologo per una vita, dal 1984 al 2022).

Ma torniamo a Robert Kennedy junior, figlio dei mitici Robert e John Fitzgerald, entrambi uccisi proprio da ‘mani’ (lo si finirà di scoprire ben presto, quando tutte le carte saranno state desecretate) americane, Servizi perfetti griffati CIA. Uno degli obiettivi principali di Robert senior, quando era ministro della Giustizia, era proprio quello di limitare i poteri dell’intelligence, in particolare la CIA, da riportare cioè, entro perimetri costituzionali, invece abbondantemente oltrepassati, arrivando a diventare un vero (contro)Potere nel Potere. Ma ne siamo certi, un giorno non lontano (con ogni probabilità dopo il voto presidenziale) la verità su questi due grandi ‘Delitti di Stato’ verrà a galla. Un po’ come da noi sarà per i nostri ‘Delitti di Stato’, dal   Dc Aldo Moroai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per parlare solo dei casi più eclatanti.

E i temi affrontati in questi primi giorni di comizi che riescono a radunare folle come non si vedevano da tempo (come del resto è successo un anno e mezzo fa quando è venuto a Milano per parlare di pandemia) sono da non poco.

Nel primo, ha sostenuto che una delle sue priorità sarà la difesa della salute dei più indifesi, i bambini. Perfettamente in linea, quindi, con lo spirito dell’associazione che ha fondato parecchi anni fa, ‘Children’s Health Defence’, impegnata soprattutto sul fronte dei vaccini anche ben prima dell’arrivo del Covid-19. Robert ha infatti sempre sostenuto – come a livello internazionale lo scienziato francese e premio Nobel Luc Montagnier che ha scoperto il virus dell’HIV e a livello italiano Giulio Tarrio, l’allievo prediletto di Albert Sabin che ideò il vaccino antipolio – che i vaccini, quelli tradizionali, vanno usati con estrema cautela e seguendo il principio di ‘massima precauzione’. Figuriamo quelli anti-covid, che sono addirittura sperimentali e si stanno rivelando sempre più ‘inefficaci’ e ‘insicuri’. Questo il motivo per cui il sito informativo ‘The Defender’, costola dell’associazione, dedica ampio spazio alla divulgazione e alla denuncia dei sempre più numerosi ‘effetti avversi’ che si stanno verificando in tutto l’Occidente.

E punta l’indice, Kennedy, contro chi doveva controllare e non l’ha colpevolmente fatto, come la ‘Food and Drug Administration’ e contro il Supervirologo, al quale ha dedicato, un anno e mezzo fa (è uscito con gran successo a novembre 2021), ‘The Real Anthony Fauci’, dove ne scrive di cotte e di crude sui ‘crimini’ firmati dal virologo che ha affiancato ben 7 presidenti Usa come consigliere speciale per la sanità.

Nel grande comizio di Boston davanti a una folla definita dai media ‘straripante’, ha subito detto che “se durante il mio primo mandato non riuscirò ad abbassare in modo significativo il livello di malattie croniche dei nostri figli, io non mi ricandiderò mai più”.

Una promessa precisa, un impegno preso in modo solenne.

Ha sottolineato l’obbligo dei leader statunitensi di proteggere i bambini dai pesticidi tossici, dai farmaci pericolosi, dalla “fusione corrotta del potere statale e del potere aziendale che deruba le generazioni future”. Un vero attacco a Big Pharma che – non va dimenticato – è la prima ‘industria’ (davanti a quella delle armi e quella petrolifera) nel finanziare le campagne elettorali presidenziali, in modo praticamente bipartizan. Come per dire che lui, Kennedy, quei soldi sporchi per finanziare la sua campagna non li vuole: mentre cerca il sostegno dei cittadini persuadendoli con i suoi argomenti concreti, le sue battaglie civili, la sua stessa vita dedicata al sostegno dei più deboli, degli ultimi.

Ecco le sue parole: “Se vogliamo adempiere al nostro obbligo come generazione, come civiltà, come nazione, che è quello di creare comunità per i nostri figli che forniscano loro le stesse opportunità di dignità, prosperità e buona salute delle comunità che i nostri genitori ci hanno dato, dobbiamo cominciare difendendo il nostro ambiente, il mondo dove viviamo”.

“Se vogliamo misurare la nostra economia… dovremmo misurarla in base a come produce posti di lavoro e la dignità dei nostri posti di lavoro nel corso delle generazioni, e a come preserva il valore dei beni della nostra comunità”.

Quindi ha affrontato di petto i temi della pandemia, definendo le politiche di blocco “una guerra contro i bambini americani”. “I bambini di tutto il paese – ha aggiunto – hanno perso i loro traguardi a causa dei lockdown”.

E poi, durissimo contro i ‘Centers for Deseases Control’, ‘CDC’   presenti in tutto il territorio degli States. “Qual è la risposta del  CDC? – si è chiesto e ha chiesto in modo retorico – Il CDC in cinque mesi ha rivisto i suoi obiettivi stabiliti in modo che ora non ci si aspetti più che un bambino cammini ad 1 anno….  ma a 18 mesi.

E un bambino ora non deve avere 50 parole in 24 mesi, sono diventati 30 mesi. Quindi, invece di risolvere il problema, stanno cercando di nasconderlo”.

Veri strali contro il fallimento della sanità pubblica e il sistema sanitario a stelle e strisce nell’affrontare l’epidemia di malattie croniche negli Usa, soprattutto tra i bambini. “Abbiamo i bambini più malati del mondo in questo Paese”, facendo un lungo elenco di patologie che colpiscono i minori, e vanno dall’obesità alle allergie ADHP (deficit di attenzione, iperattività, ndr), dai problemi neurologici e di sviluppo neurologico, con l’autismo – ha sottolineato citando le ultime attendibili statistiche – che “negli Stati Uniti ora colpisce 1 bambino su 36”. Cifre da brividi, regolarmente oscurate dai media. E su questo doloroso tasto ha incalzato: “Non accorgersi dell’autismo in crescita è come non vedere quando succede un disastro ferroviario. Siamo all’assurdo.

“Cercherò di incoraggiare le persone a parlare dei valori che abbiamo in comune, piuttosto che dei problemi che ci separano. E lo farò dicendo la verità al popolo americano, perché questo è il vero nocciolo della nostra divisione”. Basta menzogne, basta con le colossali bugie propinate a getto continuo dall’attuale governo ai cittadini. Occorre voltare radicalmente pagina.

 

In un secondo discorso, due giorni dopo, Kennedy ha affrontato alcuni importanti temi geopolitici. E in un significativo passaggio ha denunciato un fatto gravissimo, evidentemente oscurato dal mainstream ma ben noto ai veri addetti ai lavori: ha affermato, in sostanza, che sono stati proprio gli Usa a creare il gruppo terroristico Daesh, a dar vita e sostanza all’ISIS. Parole che restano scolpite nella storia.

Ecco alcuni passaggi del suo intervento.

Per i cittadini che camminano tutti i giorni per la strada, il governo è corrotto, la polizia è corrotta. Abbiamo creato l’ISIS, il gruppo terroristico Daesh. Abbiamo spinto due milioni di rifugiati in Europa, una democrazia profondamente destabilizzata per una generazione”.

Gli Stati Uniti proteggono i leader del Daesh ed eliminano tutti gli indizi sui loro legami”.

Robert Kennedy ha calcolato in 8 trilioni di dollari il costo dell’invasione e occupazione dell’Iraq, aggiungendo che tutto ciò, tra l’altro, ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia a stelle e strisce: “ha devastato la classe media negli Stati Uniti d’America e dobbiamo porre fine a tutto ciò”.

“Voi sapete che la nostra strategia in questo paese è stata quella di usare armi per proiettare il potere della forza militare in tutto il mondo e questa è, come sapete, ancora la nostra strategia per controllare il mondo”.

E ancora: “Mentre gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari per bombardare ponti, porti, strade e ospedali, i cinesi hanno speso 1 miliardo per costruire ponti, strade e ospedali. La Cina, nei fatti, ci sta sostituendo come partner commerciale di molti paesi. La fine del predominio del dollaro ci costerà molto, molto caro”.

Più chiari di così…

 

P.S. Per leggere articoli e inchieste della Voce su Robert Kennedy junior, basta andare alla casella CERCA, in alto a destra della nostra home page, digitare il suo nome e cognome e ne troverete a bizzeffe.

 

In basso, cliccando sul link, potete leggere un interessante articolo sulle collusioni CIA per l’11 settembre pubblicato dal sito americano di controinformazione The Grayzone.

 

Bombshell filing: 9/11 hijackers were CIA recruits

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