BIOLABORATORI / I GIALLI DELLE NOSTRE WUHAN: DA TRIESTE A PESARO

L’Italia si sta trasformando sempre più in una colonia al servizio degli USA, oppure dell’ONU (fa lo stesso), per acquartierare un tempo una caterva di basi NATO (siamo il paese europeo che ne ospita senza fiatare il maggior numero), e oggi i biolaboratori coperti dalla massima segretezza in cui vengono effettuati esperimenti border line in vista delle ‘biologic wars’ del presente e, soprattutto, del futuro.

Come sta succedendo in Ucraina, che pure non aderisce ancora alla NATO ma nella quale il Pentagono ha fino ad oggi tranquillamente installato 13 biolaboratori ufficiali, mentre secondo Robert Kennedy junior superano la cifra record di una quarantina. Tante Wuhan disseminate sul territorio e gli ucraini a far da cavie umane.

Lo stesso sta un po’ alla volta succedendo da noi.

 

La sede dell’ICGEB a Trieste

Mesi fa proprio la ‘Voce’ – con un reportage del 26 agosto 2022 che potete rileggere cliccando sul link in basso – suonò il campanello d’allarme per quanto stava succedendo – nella segretezza più totale e nell’altrettanto totale silenzio mediatico – a Trieste, capofila della catena ‘ICGEB’ con il suo ‘Centro internazionale per l’ingegneria genetica e le biotecnologie’, conosciuto in zona sotto l’accattivante nome di ‘Science Park’, plurifinanziato dalla onnipotente e onnipresente ‘Bill & Melinda Gates Foundation’.

E visto che l’iniziativa a quanto pare sta funzionando alla grande, ecco spuntarne una molto simile, stavolta a Pesaro, dove stanno per andare in porto le prime grandi manovre per l’acquisizione dei terreni dove installare i mega laboratori.

I cittadini, le associazioni ambientaliste (quelle vere) e non solo, stanno cominciando ad aprire gli occhi e iniziano le proteste.

Intanto, l’esempio fa scuola. E fanno capolino, un po’ a macchia di leopardo, altre iniziative non molto dissimili: si parla di Siena, Perugia, Palermo. Insomma, una prima ‘epidemia’ di biolab!

Partiamo allora dalle news, con un aggiornamento su Trieste e le prime novità da Pesaro.

 

DA TRIESTE IN GIU’

La più che misteriosa storia ambientata a Trieste salta fuori, quasi per caso, a metà giugno 2022, quando, quasi inosservata, passa una leggina (e così si opera quando qualcosa di poco ‘trasparente’ deve transitare nelle aule parlamentari), la numero 66, ossia la “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo italiano e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e le biotecnologie, relativo alle attività del centro e alla sua sede”. Un ‘Accordo’ dai contenuti davvero ai confini della realtà: garantisce segretezza per le ricerche, totale impunità (anche penale) per tutti gli addetti, addirittura il Centro viene esentato dal pagamento di ogni tassa. Miracoloso.

Bill e Melinda Gates

Ma chi ha mai discusso e approvato, in Parlamento, quel farneticante ‘Accordo’? E’ importante sapere nomi e cognomi di chi vuole che l’Italia diventi un avamposto per ricerche border line, tipo Wuhan, caso mai per approfondire quel ‘Gain of Function’ tanto caro ad Anthony Fauci che non può essere ‘approfondito’ negli Usa, perché considerato fuorilegge, ma alla periferia dell’Impero a stelle e strisce sì: come nell’Ucraina ‘occupata’ dal Pentagono o nell’Italia, la più genuflessa nazione europea ai voleri (leggi diktat) della Casa Bianca.

E proprio per questo uno dei primi a finanziare generosamente il Centrotriestino è stato fin da subito il miliardario-filantropo Bill Gates, il Profeta del decennio (2011-2020) pandemico e poi di quello (2021-2030) dei catastrofici cambiamenti climatici.

Già nella grossa inchiesta della ‘Voce’ facevamo cenno ai lauti fondi stanziati dalla ‘Bill & Melinda Gates Foundation’, che – val la penda di ricordarlo sempre – è il secondo finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alle spalle dei soli Usa, e ben davanti a potenze del calibro di Germania, Gran Bretagna e Francia!

 

Partiamo allora proprio dalle ultimissime che vedono il fondatore di ‘Microsoft’ protagonista nel giallo triestino.

Scrive il 15 marzo scorso la reporter Arianna Graziato: “L’annuncio è recentissimo. Grazie alla ‘Bill & Melinda Gates  Foundation’, il bio-lab godrà di una sovvenzione da milioni di dollari. Obiettivo: ‘contribuire a sostenere lo sviluppo di efficaci sistemi di sicurezza per le biotecnologie in Africa’. In sostanza l’Italia è stata scelta per occuparci della manipolazione di virus, potenzialmente mortali, per sostenere, non si sa bene come, il continente africano. La questione è come sempre legata al Covid-19 e la narrazione è ormai ripetitiva. Bisogna prepararsi alle future pandemie, non possiamo farci trovare più impreparati e dobbiamo aiutare i paesi più a rischio. Queste in sintesi le giustificazioni”.

Il laboratorio di Wuhan

Continua Graziato nella sua ricostruzione: “La collaborazione con la Fondazione Gates non nasce però nel 2023, ma è di lunga data. Lo Science Park di Trieste infatti, oltre a ricevere fondi pubblici dallo Stato italiano, vive anche grazie alla generosità del cosiddetto filantropo americano. Risale al 2008 il primo inondamento di dollari: 3 milioni per un progetto scientifico intitolato esattamente come quello di questo marzo 2023. Sempre Africa, sempre manipolazione di virus”.

E conclude: “La presenza di un biolaboratorio ha ovviamente generato numerose perplessità e preoccupazioni, fondate anche sulla volontà del Centro di aggiungere un laboratorio di livello P4 come quello di Wuhan. I cittadini si stanno quindi organizzando, non solo a Trieste, per protestare contro simili centri”.

 

PROTESTE TRIESTINE

Ecco infatti, di seguito, un fresco appello di cittadini e associazioni contro ilCentro triestino: “A Trieste esiste un biolaboratorio, finanziato dal governo e da altri enti privati tra cui la fondazione di Bill Gates, che gode di assoluta extraterritorialità; quindi se i suoi dipendenti commettono crimini non possono essere giudicati dalla giustizia italiana come sta avvenendo per Ranieri Guerra, esponente dell’OMS che ha cercato di falsificare il piano pandemico italiano e che la Procura di Venezia non ha potuto accusare per via della immunità diplomatica imposta dall’OMS”.

Prosegue il j’accuse: “In questo laboratorio, come a Wuhan in Cina, vengono conservati e manipolati virus letali e lo Stato italiano non ha nessun potere su di essi. Laboratori simili esistono a Siena e Palermo. Studiano i virus, dicono, per evitare nuove pandemie come a Wuhan ma poi, fatalità, sono proprio i nuovi virus ad uscire dai laboratori e impestare il pianeta. Studiano nuovi vaccini per combattere i virus che hanno creato, ma poi, fatalità, i vaccini si rivelano peggiori del virus, arricchendo le case farmaceutiche o uccidendo le persone”.

E così concludono, gli incazzati (a piena ragione) triestini: “Gli attori di queste manovre sono sempre gli stessi: governi, OMS, ONU, UE, NATO, DAVOS oltre all’onnipresente Bill Gates. Il laboratorio di Trieste diventerà laboratorio P4, ovvero laboratorio militare di tipo difensivo e offensivo. Il rischio batteriologico, essendo concentrato in un’area abitata, è altissimo: noi non ci fidiamo. IL CENTRO DI TRIESTE DEVE ESSERE CHIUSO. FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE”.

Più chiari di così e difficile essere.

Cosa fa, a questo punto, l’opposizione?

Quali concrete iniziative pensano di prendere il nuovo Pd di Elly Schlein e i 5 Stelle di Giuseppe Conte?

Ogni silenzio, a questo punto, sarebbe non solo omertoso, ma anche complice.

 

IL FUTURO CENTRO NELLA PESARO GRIFFATA RICCI  

Passiamo alla non meno disarmante story ambientata, stavolta, a Pesaro: il cui comune, rammentiamolo bene, è guidato da uno dei sindaci più ‘gettonati’ d’Italia, il PD Matteo Ricci spesso e volentieri in tivvù, filo Stefano Bonaccini, neo presidente PD.

Matteo Ricci

Il comune rosso (o meglio roseè pallido) ha appena varato una delibera per autorizzare la vendita di una vasta area pubblica che verrà destinata alla “creazione di un laboratorio di bio-sicurezza (BSL-3), la cui realizzazione viene affidata alle cure dell’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche ‘Togo Rosati’.

Ecco un più che inquietante passaggio della delibera: si tratta – viene specificato – di “una struttura in grado di garantire sperimentazioni e manipolazioni, in vivo e in vitro, di agenti virali pericolosi per la salute animale e dell’uomo in condizioni di massima sicurezza e contenimento biologico”.

Siamo alla totale follia: a parte la ritualmente garantita – non potrebbe essere altrimenti – massima sicurezza, vi rendete conto che la farneticante delibera parla espressamente di “manipolazioni, in vivo e in vitro, di agenti virali pericolosi per la salute animale e dell’uomo”?

E si sono resi conto di cosa hanno firmato e approvato il sindaco Ricci e i suoi prodi consiglieri, tutti d’accordo nell’ok, tranne il consigliere d’opposizione e del gruppo misto Lisetta Sperindei (ha votato contro) e il vicecapogruppo della Lega Andrea Marchionni (si è astenuto)?

Una bomba ad orologeria, né più né meno. Nel più totale silenzio mediatico e politico.

La protesta popolare contro il biolaboratorio di Pesaro

Ma le proteste cominciano a levarsi. Un folto gruppo di residenti della zona si è presentato davanti alla redazione locale de ‘Il Resto del Carlino’ cercando di spiegare i motivi della decisa opposizione all’iniziativa, partendo dallo slogan ‘NO al laboratorio dove si manipolano i virus’. Ecco cosa affermano ad un piccolo giornale locale, ‘Centopagine’: “Da noi ci sono falde acquifere e nonostante le garanzie di sicurezza, si comprende che è talmente facile che un qualsiasi fattore possa sconvolgere l’equilibrio. Oltre alla contaminazione di liquami di animali, potremo ritrovarci qualcosa di più visto che ci sono molte riviste che parlano di animali in quarantena, agenti contaminanti di cui non saremmo neanche a conoscenza”.

Cercano di buttare acqua sul fuoco all’Istituto Zooprofilattico, assicurando che ci saranno, sì, animali infetti, ma non verrà effettata alcuna sperimentazione. Boh.

Garantisce l’assessore al Fare Riccardo Pozzi: “Zero rischi e zero esperimenti; di contro una grande opportunità per Pesaro”. Quale? Un mistero.

 

IL DOC E’ GRIFFATO BURIONI

Ma sapete da chi arrivano le rassicurazioni più calde? Dall’allergologo Roberto Burioni, da anni Guest Star nelle serate domenicali allestite da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’.

“Biolaboratorio di Pesaro? Polemiche surreali”, esordisce.

Poi ci mette la mano sul fuoco: “Quel laboratorio dovrà essere usato dall’Istituto Zooprofilattico per studiare i virus animali. In tempi normali una simile iniziativa sarebbe stata salutata con grande entusiasmo”. E aggiunge: “In questo sfortunato mondo che viviamo l’atteggiamento di molti è diverso: come si legge la parola virus si viene presi dal panico, qualcuno soffia sul fuoco della paura che è facile e irresponsabile alimentare e che è difficile spegnere. Il paradosso è che tutto questo arriva proprio in un momento in cui riprendiamo la vita normale grazie a laboratori come questo che sono riusciti a isolare a tempo di record il virus che causa il Covid e grazie alla scienza, quella di cui si diffida e di cui si ha paura, che utilizzando questi dati ha messo a punto a tempo di record vaccini sicuri ed efficaci”.

 

Roberto Burioni a Che tempo che fa

Un simile coacervo, in poche righe, di bestialità e falsità, è davvero da Guinness dei primati.

Ma non è affatto nuovo, l’allergologo marchigiano (è nato non a molti chilometri da Pesaro, il Vate alla Vaccinara) a queste uscite. Memorabile quella ‘sparata’ nella prima puntata chez Fazio della ripresa autunnale, settembre 2021, per rassicurare tutti gli italiani circa la ‘sicurezza’ dei vaccini dopo dieci mesi circa di somministrazioni: “Sapete qual è il numero dei morti, in tutto il mondo, per gli effetti avversi dei vaccini? Uno, 1 di numero, in Nuova Zelanda”.

Pensava di essere su ‘Scherzi a parte’, invece si trovava su Rai3, la un tempo mitica ‘Telekabul’ di Sandro Curzi e Angelo Guglielmi oggi ridotta ad una vera discarica informativa.

Avrà mai letto, il Guru, le ultime tragiche cifre rese note dai ‘CDC’ (‘Centers for Deseases Control’) americani e dalla europea ‘EudraVigilance’ sul numero degli ‘effetti avversi’? Decine e decine di milioni, quasi la metà di ‘grave’ entità, soprattutto a carico del sistema cardiocircolatorio (con miocarditi, pericarditi, ictus, trombosi e infarti).

Ma Burioni è un mentitore seriale, figurarsi se se ne frega di numeri e cifre ‘reali’. Dice le bugie perfino sulla sua affiliazione al ‘Grande Oriente d‘Italia’: smentisce infatti di essere un massone, nonostante negli elenchi ufficiali del GOI (che anni fa la ‘Voce’ pubblicò integralmente, regione per regione, e che sono depositati presso tutte le prefetture) figuri un Roberto Burioni nato il suo stesso giorno, mese ed anno, nella stessa città e residente nella medesima città: uno scienziato del suo calibro dovrebbe o no sapere che a tutt’oggi non esistono gemelli omozigoti o cloni di tal fatta, perfino con lo stesso nome di battesimo? Come mai si vergogna, Burioni, della sua fede massonica, invece di andarne fiero?

E allora, pesaresi cari, potete credere alle fandonie di un saltimbanco come Burioni?

E perciò, da Trieste e Pesaro e dovunque si affacci la prospettiva di un bio-lab, tenete le antenne dritte, denunciate e scendete in piazza.

Non fatevi fregare dai politici di turno e da scienziati taroccati!

 

 

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TRIESTE / ECCO IL SUPER BIO-LABORATORIO DELLA RETE ‘ICEB’ – NON PAGA TASSE, RICERCHE TOP SECRET

26 Agosto 2022 di Andrea Cinquegrani

Un commento su “BIOLABORATORI / I GIALLI DELLE NOSTRE WUHAN: DA TRIESTE A PESARO”

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