GIALLO WUHAN / IL RUOLO DI ‘MODERNA’ E LO ZAMPINO DEL NEO PREMIER BRITANNICO RISHI SUNAK   

Un libro-verità su tutto quello che è successo nei famigerati laboratori di Wuhan, nel racconto di un ricercatore americano che ha deciso di vuotare il sacco. Ora minacciato.

Patrick Degorce. Sopra, Anthony Fauci e il neo premier britannico Rishi Sunak.

Il ruolo giocato dalla star dei vaccini, ‘Moderna’, nel finanziare quelle ricerche cinesi ‘border line’ sui ‘guadagni di funzione’ (‘gain of function’) vietate negli Stati Uniti e per questo effettuate all’estero, come in Cina oppure in Ucraina. Dopo che da tempo erano già emersi i pingui finanziamenti Usa tramite l’insospettabile Anthony Fauci, ora sotto inchiesta in due procure federali Usa.

E per finire una sorpresa da novanta: tutti i legami, soprattutto finanziari, tra uno dei fondatori della stessa ‘Moderna’, Patrick Degorce e nientemeno che il neo premier britannico di origini indiane, Rishi Sunak.

Insomma, un puzzle che più intricato non si può, come emerge dall’incrocio tra un fresco di stampa che sta sollevando un mare di polemiche negli Usa, ‘The Truth About Wuhan’ ed alcuni articoli-inchiesta, come quelli usciti su ‘The Sun’e ‘Vanity Fair’.

 

PARTAMO DAGLI ANTEFATTI

Riavvolgiamo il complesso nastro e cominciamo dal giallo di Wuhan, sul quale la ‘Voce’ ha diverse volte scritto articoli e inchieste da cui è emerso il coinvolgimento del Super Virologo che nella sua lunga carriera ha affiancato ben 7 presidenti Usa, Anthony Fauci, nel finanziamento di una serie di ricerche, proprio sul ‘gain of function’ che è alla base della nascita del Covid-19.

Quei finanziamenti sono partiti non solo dal ‘National Institute of Health’ (NIH, l’equivalente del nostro ‘Istituto Superiore di Sanità’) ma soprattutto dal ‘National Institute for Allergies and Infectuose Deseases’ (‘NIAID’), l’altro strategico istituto sanitario a stelle e strisce guidato praticamente a vita dall’onnipresente Fauci, oggi finalmente andato in pensione a 81 anni suonati, festeggiati presso la magione dell’ambasciatrice italiana a Washington, ‘Villa Firenze’.

Dalle feste alle verbalizzazioni giudiziarie il passo non è stato poi così lungo, in questo inizio dicembre bollente per il Super Virologo. Il quale, infatti, ha dovuto per ben 7 ore rilasciare dichiarazioni sotto giuramento davanti al procuratore generale della Louisiana Jeff Landry, che in contemporanea con il procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha aperto una grossa inchiesta sul Covid, finalizzata a scoprire soprattutto due cose.

In primo luogo, il condizionamento operato dai vertici della Casa Bianca (Fauci in pole position) per esercitare pressioni di carattere ‘censorio’ e ‘dis-informativo’ sui social media (in particolare i più grossi, come Facebook, Google e Twitter) al fine di ‘oscurare’ le posizioni critiche di autorevoli scienziati e ricercatori che contestavano la politica della Casa Bianca in tema di contrasto al Covid a botte di lockdown.

In secondo luogo, l’altro argomento bollente finito sotto i riflettori dei due magistrati riguarda proprio i finanziamenti ai laboratori di Wuhan, partiti con l’ok di Fauci (e del ‘suo’ NIAID) e transitati attraverso una società-paravento, la ‘EcoHealth Alliance’ che fa capo al controverso ricercatore Peter Daszak. Il quale ha fatto addirittura parte della missione allestita dall’OrganizzazioneMondiale della Sanità per ‘scoprire’ cosa era realmente successo a Wuhan: scontato, anzi ovvio il flop della missione, perché di tutta evidenza il solerte Daszak non poteva certo consentire che trapelasse la ‘fonte’ dei finanziamenti (il NIAID), e il nome del ‘mandante’, Fauci appunto.

 

DENTRO I MISTERI DI WUHAN

E cosa realmente è successo a Wuhan adesso ce lo spiega in modo esaustivo il volume appena uscito nelle librerie americane, ‘The Truth About Wuhan’ ossia ‘La Verità su Wuhan’, firmato da uno che fatti & misfatti li conosce praticamente dall’interno, avendo per due anni ricoperto la carica di vicepresidente della ‘EcoHealth Alliance’, ossia è stato il braccio destro di Daszak.

Eric Schmitt

Jeffrey Landry

Si chiama Andrew Huff, un epidemiologo che ha cominciato la sua carriera come medico militare dell’esercito Usa, nel corso dell’invasione in Iraq, per poi passare come ricercatore presso il ‘Department of Homeland Security’ degli Stati Uniti.

Ecco alcuni passaggi significativi tratti dal libro.

EcoHealth Alliance e i laboratori stranieri non disponevano delle misure di controllo adeguate per garantire un a efficace  biosicurezza, bioprotezione e gestione del rischio, il che ha portato alla fuga del virus dall’Istituto di virologiadi Wuhan”.

“La Cina sapeva fin dal primo giorno che si trattava di un agente geneticamente modificato e che il governo degli Stati Uniti è responsabile del trasferimento di pericolose biotecnologie ai cinesi”.

Huff sostiene che già nel 2015 aveva manifestato ai dirigenti di ‘EcoHealth Alliance’ le sue preoccupazioni che la società “non avesse una visibilità sufficiente o una conoscenza diretta di ciò che stava accadendo nei laboratori stranieri appaltati e gestiti”.

E arriva ad affermare di avere “buone ragioni per credere che il governo degli Stati Uniti sia stato allertato dell’epidemia nell’agosto o nell’ottobre 2019”.

Una circostanza – se confermata – di una gravità eccezionale, perché sarebbe la prova che gli Usa hanno nascosto a tutto il mondo l’esistenza del Covid-19!

Proprio per questo Huff arriva a parlare di “insabbiamento totale” della verità sulla diffusione del coronavirus. Ed infatti, così scrive testualmente: “La Cina e alcuni dei loro collaboratori del governo degli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato, USAID e il Dipartimento della Difesa sono entrati in una modalità di insabbiamento totale”.

 

ERO TERRORIZZATO DA QUELLO CHE AVEVO VISTO

E aggiunge: “Ero terrorizzato da quello che ho visto. Stavamo proprio consegnando loro (ai cinesi, ndr) la tecnologia delle armi biologiche. In sostanza, la pandemia è stata il risultato delle ricerche finanziate sui coronavirus in Cina da parte del governo degli Stati Uniti”.

Il cerchio, in questo modo, è chiuso.

Attualmente Huff è in causa con ‘EcoHealth Alliance’. Nel corso del contenzioso legale ha dichiarato che “il processo di sviluppo della Sars-Cov-2 è stato anche descritto in dettaglio nella proposta presentata e in ultima analisi finanziata dai ‘National Institutes of Healths’ (HHS, NIH), dal ‘National Institute of Allergies and Infectuose Deseases’ (NIAID) diretto da Fauci, da ‘EcoHealth Alliance’ con l’Istituto di Virologia di Wuhan e un’università americana indicati come collaboratori”.

Un’ulteriore conferma arriva dal sito ‘Lifesitenews’: “Le e-mail trapelate hanno rivelato come i migliori ricercatori del NIAID, del NIH, del ‘Wellcome Trust’ di Londra e della ‘Erasmus University Medical Center’ dei Paesi Bassi erano a conoscenza della possibilità di fughe dal laboratorio già dal febbraio 2020, ma temevano che riconoscerlo pubblicamente avrebbe compromesso la scienza e l’armonia internazionale”.

E se non bastasse, esiste un ponderoso report preparato da un team di esperti che ha lavorato al Senato Usa per la bellezza di 15 mesi, promosso dal senatore repubblicano, Richard Burr, e coordinato da un ricercatore, Toy Reid, in cui se ne raccontano di tutti i colori e ora finisce per confermare, punto punto, quanto denunciato da Huff.

Richard Burr

Scrivono alcuni siti di contro-informazione Usa: “ ‘The Truth about Wuhan’ mostra come e perché Anthony Fauci è coinvolto in modo intricato nell’operazione di insabbiamento del Covid ; come ricercatori quali il presidente e Ceo di EcoHealth, Peter Daszak, sono saliti al potere e hanno usato la loro influenza per corrompere la scienza e l’indagine sull’origine del Covid; e come la comunità dell’intelligence abbia orchestrato l’insabbiamento”.

E ancora: “Il dottor Huff fornisce anche resoconti personali strazianti di come il governo degli Stati Uniti abbia intrapreso un’operazione psicologica contro di lui per impedirgli di parlare. Il  Covid-19 è la più grande menzogna, scandalo e fallimento dell’intelligence nella storia degli Usa e il dottor Huff sta uscendo dall’ombra per condividere la sua storia da insider su questo fallimento che ha portato a milioni di morti in tutti il mondo”.

Non è ancora finita qui, perché va segnalato il gigantesco lavoro svolto dalla giornalista investigativa e collaboratrice di ‘Vanity Fair’, ossia Katherine Eban, la quale ha raccolto oltre 100.000 documenti griffati ‘EcoHealth Alliance’, attraverso cui porta alla luce una realtà da brividi su “contratti di sovvenzione oscuri, supervisione fragile dei NIH e perseguimento di sovvenzioni governative per ricerche globali sempre più rischiose”.

 

LE TRAME D’AFFARI CHE PORTANO FINO A SUNAK

Passiamo adesso alla ciliegina sulla torta che ci porta addirittura al neo premier britannico, Rishi Sunak.

Vediamo in che modo.

E’ stata un’azienda francese a costruire uno dei famigerati laboratori di Wuhan. E proprio in quel laboratorio – pochi lo sanno – ha lavorato Stephen Bancel, prima di fondare una delle star mondiali sul fronte dei vaccini anti-covid, ‘Moderna’. La quale, infatti, è proprio ‘giovane’, nata nel 2010 come una piccola start up americana con una dozzina di dipendenti appena.

Stephen Bancel

E subito baciata dalla fortuna arrivata attraverso due grandi benefattori.

Da un lato, è entrata subito nelle grazie della ‘Bill & Melinda Gates Foundation’, che le ha elargito, per sviluppare le sue ardite ricerche genetiche, palate da milioni di dollari.

Il secondo stellone lungo il radioso cammino di ‘Moderna’ si chiama Patrick Degorce, l’altro grosso finanziatore che – lavorando nel ricco settore degli hedge funde – ha canalizzato fiumi di risorse verso la creatura fondata da Bancel.

Ma chi è davvero Degorce? La sua storia parte a bordo di ‘Theleme Partners’, società che si occupa, of course, dei sempre più invasivi e strategici fondi di investimento (i quali sono i più grossi azionisti delle star di Big Pharma). Lui, Degorce, ha il controllo – con un buon 75 per cento azionario – sia di ‘Theleme Partners’ che di una collegata, ‘Theleme Services Ltd’.

E’ nel 2011 che Degorce fa il suo ingresso a vele spiegate nella neonata ‘Moderna’, che all’epoca aveva un valore di appena 125 milioni di dollari: mentre ora la dorata aziende vale la bellezza di 27 miliardi di dollari, davvero un bel salto!

Facciamo un passo indietro e torniamo al 2003, quando il rampante Degorce (ha un passato giovanile al servizio della marina militare francese) è il co-fondatore, in compagnia di Chris Horne, dell’hedge fund The Children’s Investment Fund Management’ (TCIF).

Ed eccoci al ‘giallo’ Sunak, il neo premier britannico di origini indiane. Perché il gran finanziatore di ‘Moderna’, Degorce, è stato il ‘capo’ di Sunak sia a ‘Theleme Partners’ che a ‘TCIF’: quanto è piccolo il mondo! E anche, Dio li fa e poi li accoppia…

Il caso della ‘strana coppia’ è stato appena sollevato nel parlamento britannico – ma, of course, praticamente silenziato dai media – dal Labour Party, in fase di costante declino ma ora percorso da un sussulto di ‘rivincita’: il ‘cancelliere ombra’ del Labour, John McDonnell, ha infatti chiesto che venga fatta chiarezza sulla carriera passata di Sunak e sui suoi non sempre trasparenti- per non dire ‘opachi’ – rapporti d’affari.

Ecco, in sostanza, il tono delle accuse mosse da McDonnell a Sunak.

John McDonnell

Degorce e Sunak lavoravano entrambi per il ‘Children’s Investment Fund Management’, un hedge fund gestito dal miliardario Sir Chris Horn, che aveva legami con società acquartierate nelle Isole Cayman, il top dei paradisi fiscali: tanto che proprio ai primi di questo dicembre 2022 l’Unione Europea ha aggiunto il territorio britannico d’oltremare alla sua ‘black list’ dei paradisi fiscali. E Degorce – sottolineano al Labour – è stato anche il fondatore di ‘Theleme Partners’, l’hedge fund che Sunak ha aiutato non poco ad avviare nel 2009.

Non è finita qui. Perché sempre il battagliero McDonnell ha affermato senza peli sulla lingua che “l’ex stretto collaboratore di Sunak, Patrick Degorce, aveva partecipato a un programma di elusione fiscale multimilionario”.

Non proprio il massimo per un premier che vuol fare del rigore finanziario e fiscale il suo cavallo di battaglia!

Insomma, un puzzle, anche questo, che più intricato con si può, con non pochi risvolti ‘gialli’ e tutti da chiarire, come ora chiede il Labour Party. Perché se errare è umano (come è successo con la premier più ‘breve’ della storia inglese, Liz Truss), perseverare sarebbe davvero diabolico, via Sunak.

Un mosaico davvero incredibile, che porta l’affiatato tandem Degorce-Sunak fin dentro il super giallo dei vaccini griffati ‘Moderna’. E anche stavolta la story ha il suo epicentro nella ormai epica (o famigerata) Wuhan, tornata prepotentemente ad essere l’ombelico del mondo.

Sullo sfondo affari più che ‘border line’ i quali tirano in ballo Cina, Stati Uniti, Inghilterra e Francia: ma non si ‘detestavano’ tanto sotto il profilo politico e commerciale?

 

P.S. Non mettiamo alcun link specifico in calce all’inchiesta, perché abbiamo più volte trattato le questioni e i maxi-business sul Covid-19. Per questo motivo, vi invitiamo ad andare nella casella ‘CERCA’ che porta al nostro archivio per trovarne di tutti i colori sui protagonisti, da Fauci a Daszak, dal ‘NIAID’ alla ‘EcoHealth Alliance’. Basta digitare il nome del personaggio o della società per trovare tanti articoli e inchieste sul ‘giallo pandemia’.

 

 

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