TANGENTI PETROBRAS / RINVIATI PER CORRUZIONE INTERNAZIONALE GIANFELICE E PAOLO ROCCA

Processo per Gianfelice e Paolo Rocca al tribunale di Milano per lo scandalo Petrobras e la pesante accusa di corruzione internazionale.

La prima udienza si terrà il prossimo 14 maggio, al termine di una lunga inchiesta che vede come imputati non solo i fratelli Rocca ma anche un cugino, Roberto Bonatti, tutti e tre sul ponte di comando di San Faustin, società prima acquartierata in Lussemburgo poi in Svizzera: il vero tesoro della dinasty, di parenti & amici eccellenti.

E’ stata la Voce, per prima, a puntare i riflettori sul pozzo di San Faustin in un reportage dell’estate 2017, che potete leggere tra i link in basso. Ha fatto seguito un’inchiesta dell’Espresso.

Ma partiamo dalle news in arrivo dalla procura di Milano.

 

IL POZZO DI SAN FAUSTIN

Un edificio della Techint. In apertura i fratelli Gianfelice e, a destra, Paolo Rocca

Secondo l’accusa dei pm meneghini Donata Costa e Isidoro Palma, sono state pagare tangenti per 6 milioni 600 mila euro dal 2009 al 2014 a Renato Duque, direttore dei servizi della società pubblica brasiliana Petrobras, “affinchè lo stesso compisse atti contrari ai doveri d’ufficio per favorire CONFAB”, società all’epoca controllata da San Faustin attraverso Tenaris, “non bandendo gare pubbliche internazionali”: 22 contratti relativi alla fornitura di tubi industriali-petroliferi per un totale di 1 miliardo 400 mila euro. Non bruscolini.

Il denaro – si legge nel capo d’imputazione dei pm – “proveniva dai conti correnti gestiti dagli indagati attraverso la struttura di San Faustin e alimentati attraverso utili prodotti” dalla holding del gruppo Techint e da alcune società controllate.

E bene chiarire subito che quest’ultima, Techint, è la corazzata di casa Rocca, al timone Gianfelice: regina delle infrastrutture petrolifere a livello internazionale e finita anche nelle maglie della maxi inchiesta della procura brasiliana “Lava Jato” sulla più grande tangente del secolo. Fino ad oggi accertati 5 miliardi di dollari, con la prospettiva che il bottino possa ammontare – a livello internazionale – ad un totale che sfonda il tetto dei 20 miliardi. Un botto.

Tenaris è l’altra corazzata di famiglia, al timone il fratello Paolo, anche lui alle prese con pesanti grane giudiziarie in Argentina, dove Tenaris è la regina dell’acciaio.

 

PEZZE A COLORI

Eccoci ora alle pezze a colori che i legali del gruppo Rocca cercano di piazzare su quei pesantissimi capi d’accusa che porteranno alla prima udienza del processo, fissata per il 14 maggio.

Il tribunale di Milano

“E’ importante ricordare che la holding San Faustin comprende più di 450 società che operano in 45 paesi impiegando circa 80 mila persone ed ha avuto un fatturato consolidato ed accumulato nel periodo investigato (2009-2012) superiore ai 90 miliardi di dollari”.

Come dire: se gestiamo decine e decine di miliardi di dollari, come possiamo cascare su una buccia di banana da un solo miliarduccio?

Prosegue il team legale a difesa dei Rocca: “Dalla minuziosa analisi di tutti i documenti d’indagine depositati presso la Procura di Milano, non vi è una traccia di alcun coinvolgimento dei tre dirigenti né di San Faustin nella presunta azione corruttiva in Brasile. Dalle stesse carte risulta che nessuna società del Gruppo è stata mai coinvolta in questa vicenda”.

Mai nessuna.

 

ROCCA SHORT STORY

La Voce ha scritto – nel corso degli anni – decine di inchieste sulle acrobazie, nazionali e internazionali, della dinasty griffata Rocca.

Soprattutto a partire dalle vicende di fine anni ’80, quando ad affiancare i fratelli Rocca sul ponte di comando Techint siedeva un rampante manager che farà una carriera da novanta: Paolo Scaroni, poi ai vertici Enel ed Eni, fino all’attuale presidenza del Milan Calcio, voluto su quella poltrona dal colosso Usa Elliott.

Scaroni decolla proprio sulle ali di Techint, a quell’epoca in rampa di lancio (siamo a fine anni ’80, lo ripetiamo) con le infrastrutture miliardarie in Italia e all’estero, soprattutto in Africa, meta preferita la Somalia. Lavora soprattutto grazie ai generosi fondi internazionali per la cooperazione, Techint, in particolare quelli targati FAI (Fondi aiuti internazionali).

Paolo Scaroni

Guarda caso, sono quelle montagne di soldi sui quali puntò i riflettori Ilaria Alpi. E su cui decise di vuotare il sacco un dipendente del gruppo Techint, Aldo Cafiero, le cui denunce vennero all’epoca descritte in un dettagliato articolo pubblicato dal Corriere della Sera e firmato da Massimo Alberizzi.

Senza mai alcun seguito: né giornalistico né giudiziario. Un mistero.

Volerà indisturbata sempre più in alto, nei ruggenti anni seguenti, Techint: non solo in Somalia (dove sono strategici i legami con l’allora dittatore Siad Barre, in ottimi rapporti con i craxiani, come l’ex ministro Gianni De Michelis e Margherita Boniver, cugina di Scaroni) ma piano piano in mezzo mondo. Ed of course in Italia.

 

L’ORCHESTRA DI CONFINDUSTRIA

Dove l’onnipresente Gianfelice è da anni il dominus in seno a Confindustria. Tanto da dirigere oggi l’orchestra – come la Voce ha appena dettagliato in un articolo del 12 febbraio – per i prossimi giochi che vedranno l’incoronazione di Carlo Bonomi al vertice di viale dell’Astronomia.

Un Gianfelice che vede e provvede per i destini dell’Human Technopole da miliardi, in fase di decollo nell’area ex Expo del ricco cuore di Milano. Anche grazie all’esperienza maturata via Humanitas, il colosso della sanità privata lombarda, in grado di catalizzare anche montagne di denari pubblici.

Una compagine familiare che trova il suo fulcro in San Faustin e – come dettagliano i suoi stessi legali – articolata in una sterminata serie di sigle societarie.

Ha avuto tre anni di tempo, la procura di Milano, per mettere a fuoco gli affari che nel corso degli anni ha intrecciato una autentica piovra finanziaria dai 450 tentacoli, San Faustin. E di percorrere i tanti itinerari che hanno potuto imboccare quei fiumi miliardari.

Sarà in grado, il processo che si apre a maggio, di far venire alla luce una Tangentopoli che più nuova e ricca non si può?

 

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