ORAZIO SCHILLACI ALLA SALUTE / ECCO IL CLONE DEL DEVASTANTE ROBERTO SPERANZA

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Il nuovo ministro della Salute Orazio Schillaci?

Un perfetto clone del suo predecessore, Roberto Speranza, il famigerato ‘inventore’ della formula ‘Tachipirina e Vigile Attesa’ come primo presidio anti-covid che ha causato decine di migliaia di morti nei primi dieci mesi di pandemia, quando si sarebbero potuti utilizzare farmaci come Idrossiclorochina ed Invermectina – per fare solo due esempi – usati con successo in altri paesi.

Perché il rettore dell’Università di Tor Vergata dal 2019 è un clone?

Per due precisi motivi.

In primo luogo perché lo stesso Speranza due anni fa, nel 2020, lo ha nominato come membro all’interno del prestigioso comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità – il massimo organismo medico-scientifico in Italia – palesando quindi verso di lui gran stima e fiducia.

Roberto Speranza. Sopra, Orazio Schillaci

In secondo luogo, perché l’attuale presidente dell’Associazione italiana di Medicina nucleare, Schillaci appunto, si è sempre perfettamente allineato con i pareri del famigerato CTS, il ‘Comitato Tecnico Scientifico’ che ha pesantissime responsabilità  nella scellerata politica governativa per fronteggiare il Covid, per tutti i numeri taroccati diffusi, per aver vietato le essenziali autopsie, per aver spacciato per morti a causa del Covid chi perfino chi è finito sotto un’auto o è caduto dal balcone.

Ecco alcune frasi celebri pronunciate dal neo ministro Schillaci in interventi pubblici, come ad esempio ad ‘UnoMattina’.

“Il Green Pass è uno strumento indispensabile per la sicurezza”.

“E’ straordinario che il 90 per cento degli studenti universitari si siano liberamente fatti vaccinare”.

“Il fatto che i ragazzi abbiano capito l’importanza per gli altri delle loro vaccinazioni, è un fatto di grande rilevanza”.

Frasi che oggi suonano come un pugno in faccia, dopo quanto sta finalmente emergendo a livello internazionale ma totalmente  oscurato dai media di casa nostra, sempre genuflessi davanti ai diktat di Big Pharma e a quella scellerata politica governativa – e scientifica – di questi due anni e mezzo di pandemia.

Bastino solo due fatti, incontrovertibili.

 

Gli ultimi dati in arrivo sia dall’Italia che soprattutto dall’estero sugli ‘effetti avversi’ derivanti dai vaccini, come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi: clamorosi – e preoccupantissimi – quelli made in Usa, dove i CDC (‘Centers for Deseases Control’) hanno finalmente reso noti i numeri ufficiali, che parlano di oltre 10 milioni di ‘effetti avversi’ registrati negli Stati Uniti dopo la somministrazione dei vaccini.

Effetti avversi lievi, forti, gravi e anche letali, soprattutto ai danni del sistema cardiocircolatorio (ictus, trombosi, infarti).

Il libro del professor Giulio Tarro

Come del resto documentano alcuni drammatici dati di casa nostra: un esempio per tutti, Piacenza, presso il cui Ospedale cittadino negli ultimi dodici mesi è stato registrato un incremento del 40 per cento di infarti. Cifre da brivido.

Come mai – ci siamo chiesti più volte – le nostre autorità politiche e scientifiche (sic), così come hanno imposto il (folle) obbligo vaccinale, non hanno reso obbligatori (e gratuiti, perché costano un occhio della testa) anche quei ‘TEST GENETICI’, gli unici che possono ‘prevedere’ il verificarsi di ‘eventi avversi’, soprattutto per il sistema cardiovascolare? E’ l’interrogativo-base che si pone e pone, nel suo fresco di stampa, ‘Covid-19 – La fine di un incubo’, firmato dal virologo partenopeo Giulio Tarro.

Passiamo al Parlamento Europeo. Dove finalmente è stata costituita, e funziona a pieno regime da alcune settimane, una ‘Commissione d’inchiesta sui vaccini’ che dovrà far luce su tutti i buchi neri e i clamorosi conflitti d’interesse che hanno contraddistinto i contratti d’acquisto tra la UE e la star dei vaccini, Pfizer-BionTech. Il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, si è rifiutato di testimoniare. Al suo posto ha verbalizzato la responsabile dei mercati esteri, Janine Small, la quale non ha saputo cosa rispondere sulla reale efficacia e sicurezza dei vaccini, farfugliando alcune incomprensibili parole. E facendo andare su tutte le furie alcuni componenti della Commissione che hanno parlato, senza mezzi termini, del “più grande scandalo nella storia della UE sulla pelle dei cittadini”.

A questo punto, è stata presa la decisione di chiedere, per una seconda volta, l’audizione di Bourla. Il quale dovrà rispondere a due super quesiti: uno in merito all’anomala sottoscrizione dei contratti d’acquisto, effettuata – udite udite – via sms con la Commissaria Ue Ursula Von der Leyen, bypassando e calpestando tutte le regole e le normative comunitarie; e poi sui reali rapporti tra Pfizer e il marito della super-Commissaria, Heiko von der Leyen, ai vertici di una società americana di biotecnologie, ‘Orogenesis’, spesso e volentieri partner di Pfizer sul fronte di ricerche & affari.

Cosa avrà da dire, su questo gigantesco groviglio di interessi giocato, appunto, sulla pelle (e con i soldi) di tutti i cittadini europei, il neo ministro Schillaci?

Staremo presto a vedere.

 

 

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