Stelle al vento

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Un boom l’esplosione degli scontenti fatta propria da Grillo, intelligente funambolo della ‘politica a latere’. La sua irruzione nel gran casino della partitocrazia, viaggiò quasi parallela con il suo opposto della Lega Nord, di un coagulare il razzismo residuale del Ventennio, la xenofobia, egoismi autarchici. Strutturato in fretta e furia per corrispondere all’esito di un consenso anomalo, emotivo più ideologico, il Movimento 5 Stelle è stato indotto a improvvisare per comporre la sua sinfonia istituzionale, eseguita in lungo e in largo da esecutori inventati dal nulla. Dilettanti allo sbaraglio hanno confermato di essere stati catapultati a governare a tutti i livelli in apnea, sprovvisti del respiratore di esperienze congrue. Il flop dell’improvvisazione, clamoroso nel ‘casus Romae’ della disattrezzata Raggi, ma ben più esteso, ha eroso a ritmi dissacranti il mito della diversità grillina, ha generato malumori, dissapori, conflitti, subbuglio e infine lo sconquasso ai diversi piani dell’edificio politico costruito con materiali friabili e il sopravvento sulla coerenza dell’avidità di potere.
Il destino del viale di tramonto lo ha sceneggiato il nucleo dei primi inter pares, Di Maio capofila, piombati nel girone infernale delle nozze senza amore con il salvinismo. Osservato da angolazione neutrale il seguito della drammaturgia grillina, sembra di leggere un epilogo con il segno meno al cubo. Per non piangere il distacco dalle sontuose poltrone del Palazzo, il Movimento con un doppio salto mortale carpiato si è tuffato nel mare dei dem, agitato dall’uragano Renzi, l’uomo del Pd dimezzato. Idillio? Tutt’altro. Dopo essersene dette di quelle fortemente colorite, alcune da parental control attivato per impedire l’ascolto ai minori, gli ‘alleati per non morire’ hanno percorso strade e sentieri al più paralleli, ma spesso divergenti. Gli uni ingarbugliati nel sì, ma, però, dell’alleanza belligerante con l’avvelenato Renzi e stressati da schermaglie non prive di ferite delle ‘correnti’, gli altri afflitti da mal di pancia e iper produzione di bile, incauti e pentiti per aver delegato l’apprendista Di Maio a onorare gli impegni di ‘capo’ e ministro degli esteri, ciascuno  di per sé esaustivo, ma al doppio di impossibile gestione. Tutto questo coltivato nel campo minato delle anime non compatibili dei progressisti alla Fico e dei destrorsi alla Di Battista. Alcune cattive prove alla guida degli Enti locali, il dilettantismo dileggiato Toninelli, ministro per modo di dire, brogli elettorali, sono la cornice della dieta dimagrante dei 5 Stelle, che già a questo punto della legislatura hanno lasciato ‘a piedi’ 21 deputati e 14 senatori, tra emigrati ed espulsi.  In bilico i numeri della maggioranza al Senato. Gli ultimi esodi: via la deputata Alessandra Ermellino, pugliese, iscritta al gruppo misto: “Non vado via dal M5S, ma dalle persone che si sono impossessate di un progetto tradendo le speranze di 11 milioni di cittadini”. Alessandra Riccardi, finita nelle braccia aperte di un gongolante Salvini: “Sono arrivata a questa scelta dopo averci riflettuto a lungo, non è stato semplice ma era diventato impossibile portare avanti idee e progetti per i quali avevo deciso di far parte del Movimento 5 Stelle”. Scintille perfino tra Grillo e Casaleggio junior che tifa per un ruolo di leader del globetrotter Di Battista.
A proposito della Lega: il gaffeur Gallera, assessore al welfare della Lombardia, in primo piano nella gestione del Covid-19, autore e perciò sbeffeggiato per l’ incredibile confusione sui modi di trasmettere il contagio ne ha combinata un’altra. Dissertando sulle strutture sanitarie private elogiate contro ogni dato di fatto: “Loro stanze lussuose aperte ai pazienti ordinari che venivano trasferiti dal pubblico”.
Buffagni, vice ministro della Sanità: “Ma non si vergogna? Cosa significa ‘pazienti ordinari’? I cittadini sono tutti uguali. Non esistono pazienti di serie A e di serie B””.
Non è andato tutto bene. Contro la cattiva gestione della pandemia della regione lombarda a guida leghista, raduno in piazza Duomo per ‘Salviamolalombardia’, promosso da Arci Milano, Acli Milanesi, AiutArci a Milano, Arci Lombardia, Casa Comune, Cittadini Reattivi, iCoinvolti, I Sentinelli di Milano, Medicina Democratica e Milano 2030. Presenti anche tanti personaggi del mondo della cultura, da Lella Costa a Pierfrancesco Majorino a Cecilia Sarti Strada.
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