PANDEMIA COLPOSA / IL GOVERNO SOTTO ACCUSA

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Benzina sul fuoco per l’esecutivo rossoverde.

Il premier Giuseppe Conte e i ministri degli Interni e della Salute, rispettivamente Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, vengono ascoltati dagli inquirenti della procura di Bergamo per la “gestione” del coronavirus nelle aree di Nembro e Alzano Lombardo, sulla questione bollente circa la (non) istituzione della zona rossa.

Il comitato delle vittime appena costituito protesta con vigore e chiede giustizia: fuori i colpevoli che hanno causato la morte dei nostri cari.

Intanto, l’avvocato Carlo Taormina annuncia di aver presentato una denuncia alla procura di Roma contro il governo del nostro Paese per “pandemia colposa”.

In un’intervista ad “Affari Italiani” illustra il suo j’accuse.

Carlo Taormina. In apertura Conte e Speranza

“Il punto centrale è l’aver ritardato di 40 giorni l’intervento drastico che poi abbiamo avuto il 9 marzo. Nella denunzia ho fatto espressamente presente il problema della mancata istituzione delle zone rosse per Lodi, Nembro e Alzano Lombardo. Ho posto l’accento su quelle che io ritengo omissioni governative”.

“Le responsabilità del governo italiano sono assolutamente chiare perché fin dall’inizio del mese di gennaio e anzi qualche giorno prima, nel mese di dicembre, il ministero della Salute era a conoscenza esattamente di tutto”.

“Secondo la mia valutazione, il governo è responsabile di una cattiva gestione, forse anche di più perché rispetto a quanto già si sapeva qui ci muoviamo sul filo del dolo eventuale. Questo aspetto dovrà essere giuridicamente preso in considerazione”.

“La sottovalutazione ha un nome giuridico preciso. E’ una colpevolezza. Qui si è trattato di avere chiara la situazione di quello che si doveva fare e non si è fatto”.

“Il governo aveva assicurato la Regione Lombardia che avrebbe istituito la zona rossa e anzi addirittura aveva mandato in zona un numero di appartenenti all’esercito perché potessero gestire la situazione; se non che hanno mandato l’esercito in Lombardia ma si sono dimenticati di istituire le zone rosse specifiche”.

Non è il solo legale ad essersi mosso per denunciare quanto fatto (o non fatto) dal governo.

Proprio la Voce, oltre due mesi fa, il 2 aprile, aveva pubblicato il lungo esposto-denuncia di due avvocati, Augusto Sinagra e Alfredo Lenoce, alla stessa procura di Roma.

Nell’atto, spiegava la Voce, “vengono ricostruite le drammatiche tappe nell’escalation della diffusione del mortale virus, da dicembre fino ad oggi. Tutto ciò al fine di dimostrare che le nostre autorità erano perfettamente a conoscenza della gravità della situazione, ma hanno fatto trascorrere del tempo senza intervenire in modo adeguato”.

Potete rileggere il contenuto di quella denuncia cliccando sul link in basso.

 

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