GRUPPO ROCCA / SHOPPING RUSSO-AMERICANO PER TENARIS

Condividi questo articolo

Dall’Argentina agli Stati Uniti. Così si sposta il miliardario raggio d’azione del gruppo Tenaris, che fa capo alla dinasty dei Rocca: Paolo, numero uno di Tenaris e Gianfelice Rocca, al timone di Techint, ed entrambi primattori in San Faustin, il pozzo svizzero di familiari & amici eccellenti.

Leader nella lavorazione e fornitura di tubi per l’industria petrolifera, Tenaris ha appena condotto in porto l’operazione d’acquisto della statunitense Ipsco Tubulars, di proprietà della russa Pao Tmk. Una bella triangolazione.

A sua volta produttrice di tubi saldati e senza saldatura per un totale di 1 milione 400 mila tonnellate annue, Ipsco ha fatto segnare un fatturato di 762 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2019, in forte ribasso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un bel 22 per cento.

Ed è per questo che il prezzo d’acquisto, nei mesi scorsi fissato a quota 1 miliardo 209 milioni euro, si è abbassato a quota 1 miliardo e spiccioli: comunque un affare da novanta.

Servirà l’operazione per rivitalizzare Ipsco?

Ne è sicuro e gongola il presidente e amministratore delegato Paolo Rocca: “Siamo in una posizione unica per servire l’industria petrolifera e del gas degli Stati Uniti, con una ampia distribuzione in tutto il Nord America e una gamma di prodotti senza eguali”.

Qassem Soleimani. In apertura i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca

Tutto sta a vedere cosa succederà ora nel bollente scenario petrolifero, dopo il massacro all’aeroporto di Baghdad con il raid dei droni killer che ha ammazzato il generale e super capo delle forze iraniane Qassem Soleimani.

L’attuale rete industriale e di servizi griffata Tenaris, situata soprattutto negli stati del sud a stelle e strisce, è completata ora dagli impianti Ipsco localizzati in particolare nelle regioni centro-occidentali e nord-orientali degli Usa. L’acciaieria Ipsco di Koppel, ora, diventa la prima di Tenaris negli Stati Uniti, fornendo la produzione interna di una parte rilevante del suo fabbisogno di barre in acciaio.

Con quest’operazione – secondo gli esperti – Tenaris rafforza la sua presenza nei principali mercati oil & gas a livello internazionale, dopo l’acquisizione di Saudi Steel Pipe in Arabia Saudita, l’inaugurazione dell’impianto di Bay City in Texas e la joint venture con la russa Severstal.

Più Stati Uniti meno Argentina, dunque, nei mega portafogli di Tenaris.

Nel paese sudamericano, infatti, negli ultimi anni la star dell’acciaio ha dovuto affrontare non poche grane giudiziarie.

Come del resto consorella Techint in Brasile, impelagata nella maxi inchiesta “Lava Jato” per la tangente del secolo, inchiesta in cui sono finite anche Eni e la controllata Saipem.

Una vicenda finita anche sotto i riflettori della procura di Milano, che accusa le tre società di “corruzione internazionale”. E la procura di Milano indaga anche sul tesoro di San Faustin.

Condividi questo articolo

Lascia un commento