40 ANNI FA BERLINGUER / RITORNO AL FUTURO. DI GIUSTIZIA SOCIALE

40 anni da Enrico Berlinguer.

Ormai siamo stanchi e stufi di commemorazioni & tragiche rimembranze, soprattutto di stragi e delitti di Stato; anche di nascite e morti che hanno lasciato il segno.

Ma per lui, l’ultimo comunista della nostra storia, dobbiamo e vogliamo fare un’eccezione. Perché i 40 anni dalla sua morte coincidono con il voto europeo, riportano alla memoria quegli anni di ‘gloria’ per il PCI che riuscì a superare il mitico 33 per cento, 1 italiano su 3 che non aveva paura, anzi era orgoglioso di proclamarsi comunista.

Concetti e idee che oggi devono contare il doppio.

Proprio per raddoppiare gli sforzi che questa malandata sinistra, comunque ri-ossigenata dal voto europeo, è costretta per forza di cose a fare, e offrire una prospettiva ai cittadini i quali non sopportano più l’attuale situazione che più nera (sotto il profilo ‘politico’, economico e sociale) non si può.

Bisogna, in queste settimane e in questi mesi, rifarsi proprio alle idee di Berlinguer, tornare alle ‘origini’, per dire & fare cose di sinistra.

Del resto il progetto in comune con i cattolici, quel tanto bistrattato compromesso storico, nacque con lui. Così come la grande idea dell’eurocomunismo, coltivata per anni con i compagni spagnoli e portoghesi.

Perché mai, negli anni seguenti, quelle idee-guida sono state disperse? Come mai i comunisti sono stati quasi obbligati a retrocedere, ad arretrare, a mimetizzarsi, fino quasi a scomparire?

E perché mai, soprattutto, dover subire dalla marea nera sfascista e para-nazista montante l’insulto che fa più inorridire, quello di una folle abiura? Tradotto: come ha osato dire il ministro della Sub-Cultura Genny Sangiuliano rispondendo ad un cronista, “io dichiararmi antifascista? E lei si dichiara anticomunista?”.

Come si fa – falsando e taroccando la Storia – a mettere sullo stesso piano i nazifascisti che hanno sempre e solo alimentato idee di morte & distruzione, con i comunisti che hanno sempre lottato per libertà & giustizia sociale?

Un’aberrazione totale, una vergogna assoluta.

Ecco, per vincere le attuali sfide contro neri & sfascisti, dall’Italia alla Francia passando per la Germania e oltre, non resta che tornare a quelle utopie comuniste: che vogliono dire, appunto, giustizia sostanziale, e cioè diritti sociali, alla Salute, al Lavoro, all’Istruzione, all’Ambiente (non all’affarismo green che, come vediamo, è stato tradito proprio nella terra dei ‘Grune’, gli storici Verdi tedeschi), a Pensioni degne di un paese civile, a un Salario minimo, universale, come lo chiamano in tanti paesi ‘civili’.

Insomma, non mance da gettare ai porci, come fanno i fascistoidi dell’esecutivo meloniano, ma diritti da pretendere ed esigere, come è normale sia in un paese che, appunto, viglia definirsi minimamente civile.

Marine Le Pen

Stiamo vedendo in queste ore le ‘eruzioni’ a un passo da noi, a Parigi, dove di fronte a una estrema destra praticamente compatta in vista del voto, con il ‘Rassemblement National’ griffato Le Pen-Bardella che trova lo ‘storico’ appoggio dei gollisti e rappresenta un autentico pericolo per le sorti della democrazia, francese e non solo, i pezzi della sinistra hanno finalmente deciso di far quadrato (c’è da superare un ostacolo in casa socialista) e bar battaglia: non c’è altra via, del resto, non c’è spazio né soprattutto tempo per tentennamenti e distinguo. O si è compatti o si consegna il Paese della Bastiglia e del ’68 agli sfascisti d’oltralpe, oggi più NERI che mai.

Stesso copione, più o meno, da noi. Davanti al blocco di destra compattato dal voto, euforizzato per il risultato di ‘Giorgia’, estremizzato dal Vannacci di turno e solo Forza Italia a moderare un po’ i toni, occorre subito mettere in piedi una formazione coesa e soprattutto decisa nello spingere sull’acceleratore della giustizia autentica, non solo dei diritti civili ma soprattutto di quelli economici e sociali, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.

Cittadini oggi come oggi privati di tanti, troppi diritti fondamentali, regolarmente calpestati, vilipesi, oltraggiati.

Del resto, questo è l’unico modo per convincere oltre la metà dell’elettorato a tornare alle urne. Era ormai chiaro, lampante che l’astensionismo sarebbe ulteriormente cresciuto in questa tornata europea. Perché in tutte le elezioni, ormai da un trentennio a questa parte, si perdono consistenti fette di votanti, sempre più disgustati dall’offerta politica. Per qual motivo mai – ragionano sempre in più – dare il mio voto se non mi sento rappresentato da nessuno? Se i partiti si somigliano sempre di più, e nel peggio?

Solo lottando per i diritti della gente – che non sono certo nascosti e misteriosi, ma chiari, ben identificabili e sotto gli occhi di tutti – si può avere il ‘diritto’ di rappresentarla e portare avanti la propria missione, che è quella e solo quella di stare dalla parte di chi non ha, di chi ha perso terreno, di chi non ha santi in paradiso, di chi non ce la fa più ad andare avanti. Una marea di persone sempre crescente.

Marco Tarquinio

Fuori dai salotti radical chic, quindi, dentro le periferie lasciate agli sfascisti.

Contro i Poteri, contro le Kaste, e oggi soprattutto contro le Guerre.

Per una Pace autentica, in una Terra dei Diritti (quelli veri, sostanziali appunto).

Per fortuna – un buon segnale per tutti i cittadini di buona volontà – a quanto pare ce l’ha fatta Marco Tarquinio, candidato indipendente nel PD, che ha la bandiera della Pace, vox clamans in deserto o quasi. Visto che nella pletora dei guerrafondai di mezzo mondo impegnati in queste ore a preparare i bagagli per il G7 in Puglia organizzato da Giorgia, c’è solo la voce di Papa Francesco a ricordare, ogni giorno, l’urgenza della Pace. E speriamo che al G7 si faccia sentire e suoni alta.

Senza se e senza ma.

Senza più armi né missili.

Nè sangue innocente sparso ogni giorno.

P.S. A proposito di urne, abbiamo fatto regolarmente la nostra figuraccia anche stavolta e ridere l’Europa. Con i ‘cervelloni’ del centro romano in tilt e i voti contati fino a notte fonda. Penoso.

E fa ugualmente riflettere la non-consistenza dell’Europa, oggi. Come pensate sia possibile fare azioni politiche concrete, per i cittadini, se i ‘cervelloni’ UE non sono neanche in grado di stabilire un Election Day come si deve? Stavolta, ad esempio, hanno cominciato a votare giovedì gli olandesi, poi tutti gli altri paesi alla spicciolata, in ordine sparso, fino a domenica ore 23. E almeno 24 ore prima abbiamo saputo i risultati degli ‘altri’. Ma se perfino nei campionati di calcio le partite bollenti delle ultime giornate, per la testa e per la coda, si svolgono in contemporanea, possibile che le eruttanti Menti UE non siano capaci di stabilire 1 giorno 1 per infilare la scheda nell’urna?

Per ritrovare alcuni pezzi pubblicati dalla Voce sul mitico Segretario del PCI, come al solito basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare ENRICO BERLINGUER. Ne ritroverete non pochi, anche sul tema della Pace.


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