BIDEN, NETANYAHU & ZELENSKY / SEMPRE PIU’ ATTENTI A QUEI TRE

Imperdibile Joe Biden.

Pochi giorni fa gonfia il petto e dichiara al mondo: “Vogliamo che i macellai di Hamas siano sconfitti e siamo sempre al fianco di Israele. Rigettiamo la Corte Penale Internazionale (che ha giudicato crimini di guerra allo stesso modo quelli del governo Netanyahu e di Hamas, ndr), perché non c’è equivalenza tra Israele e Hamas. Quello che sta accadendo a Gaza non è un genocidio”.

Cosa altro allora, visto che siamo ormai a quasi 40 mila vittime palestinesi, soprattutto donne e bambini che difficilmente possono essere considerato dei miliziani di Hamas?

Benjamin Netanyahu. Sopra, l’incontro a Parigi tra Biden e Macron

E ieri è arrivata la risposta dell’esercito israeliano, che con un blitz ha liberato 4 ostaggi e trucidato 240 palestinese, come al solito soprattutto donne e bambini.

La percentuale, è di 1 a 6: ossia per 1 israeliano liberato 60 palestinesi innocenti ammazzati.

Le SS di hitleriana memoria fucilavano 10 partigiani per 1 nazista.

Ci siamo quasi.

E pensare che, nella parata parigina per commemorare lo sbarco in Normandia (“in Lombardia”, secondo i notiziari di Rai, Mediaset e La7, uniti nell’ignoranza più crassa), sia il capo della Casa Bianca che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno più volte tirato in ballo il nome di Hitler, accostandolo a quello del ‘macellaio’ (questa fu una delle prime espressioni usate da Biden contro il capo del Cremlino) Vladimir Putin.

Glissando, cioè ignorando totalmente, l’unica grande verità storica: furono 20 i milioni (milioni, avete capito bene) di russi che hanno dato la loro vita per fermare le truppe hitleriane. Senza quel basilare apporto, altro che sbarco!, solo la ciliegina sulla torta che i soliti cowboy hanno voluto ‘cinematograficamente’ (vedi le tante pellicole uscite) immortalare e tramandare ai posteri.

Torniamo alle invasate parole dei due Dottor Stranamore di oggi, i capi della Casa Bianca e di Kiev.

Zelensky con Macron.

Ecco le parole di ‘Sleepy’ Joe, in corsa per le presidenziali di inizio novembre 2024: “Grazie ai nostri veterani la guerra ha avuto una svolta, si sono schierati contro l’aggressione di Hitler. Qualcuno dubita che non vorrebbero che l’America si schierasse contro l’aggressione di Putin oggi in Europa?”. Boh.

E poi: “Gli Stati Uniti hanno assistito, continuano ad assistere e assisteranno l’Ucraina fino alla vittoria, perché sappiamo bene quello che accadrà se non si riuscirà a soggiogare il paese che ha invaso. La Russia di Putin non si fermerà all’Ucraina. Andrà ben al di là. Tutto l’Europa sarà minacciata. Noi non lo permetteremo”. Poveri noi.

Pochi giorni prima, nel corso di un’intervista rilasciata a ‘ABC News’, il numero uno della Casa Bianca aveva ammonito: “Lo conosco bene Putin, da oltre 40 anni. E’ uno che mi preoccupa da 40 anni. Non è un uomo perbene. E’ un dittatore”.

Dove è finito il ‘macellaio’?

Robert Hur

Non pochi analisti negli Usa, però hanno storto il naso. Soprattutto per la ‘memoria’ presidenziale nonché per la sua capacità di intendere e volere, come del resto ha evidenziato, in una ‘storica’ ordinanza, il procuratore speciale a stelle e strisce Robert Hur, il quale pochi mesi fa non ha condannato, per una sfilza di addebiti, Joe Biden sotto il profilo penale, ma lo ha politicamente ‘affossato’, mettendo nero su bianco di un presidenze al quale fa parecchio difetto la memoria.

E non solo…

Torniamo ad alcuni commenti su quei 40 anni. Un ex membro dello staff al Senato Usa, Steve Guest, ha sottolineato con sarcasmo: “Affermando di conoscere Putin da 4 decenni, l’81enne Biden o sta mentendo, oppure sta ammettendo di essere stato in contatto con un agente del KGB del 1984 o il suo cervello è così cotto che non sa di cosa sta parlando”.

Un po’ come è successo, alcune settimane fa, raccontando in tivvù e in un paio di meeting elettorali, di un suo zio militare dell’aeronautica, durante la seconda guerra caduto nelle acque della Nuova Papua e mangiato dai selvaggi che lo avevano catturato in mare. Scatenando un putiferio diplomatico.

L’accalorato intervento del presidente Usa davanti all’altrettanto guerrafondaio spinto, il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron, ha davvero ‘sfondato’ le linee, soprattutto quelle ‘mentali’ (farebbe bene il procuratore Hur a dargli una scorsa).

Ecco alcuni passaggi da non poco, sotto il profilo della ‘tenuta’ psicologica, in un momento delicato come questo.

Non mi allontanerò mai da voi”, ha proclamato riferendosi agli ucraini.

E mi scuso per il ritardo con il quale il nostro Congresso ha approvato l’ultimo pacchetto di aiuti”, da 225 milioni di dollari. Il sesto ‘pacchetto regalo’, per un totale da ben 61 miliardi di dollari in totale, ‘not nuts’, non proprio noccioline.

Mi scuso per le settimane in cui non ho saputo cosa sarebbe successo, in termini di finanziamenti, perché abbiamo avuto problemi ad ottenere la liberazione di quei fondi che alcuni membri molto conservatori del Congresso stavano trattenendo. Ma ce l’abbiamo fatta”.

Il nostro sostegno all’Ucraina è inamovibile”.

Uno ‘specialista’ del ramo (caso mai chiederemo un parere al nostro Walter Di Munzio, psichiatra) farebbe non male anche a scorrere le parole pronunciate dalla ‘guest star’ parigina con tanto di elegantissima consorte al seguito, ‘perfetto’ nella sua divisa militare verde-sudato: eppure i soldi gli escono dalle orecchie, visto che  il povero Volodymyr possiede una villa da 34 milioni di dollari (not nuts, come prima) a Miami, in Florida, e una ben più modesta maison (solo 4 milioni e mezzo di euro il valore) a Forte dei Marmi, nella nostra Versilia, come la Voce ha più volte documentato.

Ecco, fior tra fiori, le espressioni del presidente-fantoccio ucraino.

Per assicurare una protezione effettiva contro il terrorismo quotidiano della Russia, l’Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi nel territorio russo”.

“Ringrazio gli Stati Uniti per stare a fianco dell’Ucraina, è molto importante per il nostro popolo sentire che non siamo soli, che voi siete con noi, nostri partener strategici”.

Poi, rivolto al capo dell’Eliseo, al quale si è spesso rivolto con un affettuoso ‘Emmanuel’: “L’Europa non è più un contenitore di pace e Putin sta oltrepassando ogni limite rosso, proprio come fece Adolf Hitler, dimostrando che il regime russo con conosce più limiti”. Dimenticando, strada facendo, che il suo famigerato ‘Battaglione Azov’ (del quale negli ultimi mesi, guarda caso, si son perse le tracce) era animato da nazisti della peggior risma.

Aggiunge il pupazzo di Kiev: “C’è un grosso rischio di destabilizzazione in Europa se l’Ucraina non vince la guerra”.

E, in un crescendo: “Ma Putin può vincere questa guerra? No, perché non abbiamo il diritto di perdere. E noi, possiamo vincerla? Sì, ne sono convinto. L’Europa è a un bivio ed è questo il momento che possiamo fare la storia e non diventare vittime della storia”.

Termina la sceneggiata (tragica, perché il folle di Kiev è deciso a combattere la guerra “fino alla pelle dell’ultimo ucraino”) con queste parole: “La sensazione che l’Ucraina resiste al male ha colpito molte persone in Francia e ringrazio le famiglie francesi. Possiamo contare sul vostro sostegno, sulle vostre armi, sulla vostra formazione”.

E la ciliegina sulla torta, in vista della ‘Conferenza per la pace in Ucraina’ che si tiene in Svizzera il 15 e 16 giugno: “Potrebbe essere il nostro D-day”, esulta il Capo, “tra una settimana arriverà il D-day ucraino!”.

A seguire vi proponiamo la lettura di due pezzi messi in rete da uno dei siti che fanno opinione negli Usa, ‘Politico’.

Ecco quindi, del 7 giugno,  The Hunter Biden Case Is Solid. There’s Something Rotten About It Too

E poi, dell’8 giugno, Lawyer, doctor, body man, bookkeeper: Joe Biden’s personal aides get involved in his relatives’ business dealings

 

Per rileggere articoli e inchieste pubblicate dalla Voce sulle performance di casa Biden o su quelle del presidente pupazzo, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare i loro nomi e cognomi, ossia JOE BIDEN, HUNTER BIDEN e VOLODYMYR ZELENSKY. Ne ritroverete delle belle.


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