VOTO EUROPEO / PER LA PACE, NEL NOME DI BERLINGUER. E ALL’INFERNO GLI SFASCISTI

Tra pochi giorni alle urne per le elezioni europee.

Che, guarda caso, si svolgono a 40 anni esatti dalla seconda consultazione nella storia UE, del 14 giugno 1984. E solo tre giorni prima, l’11 giugno, sul palco di Padova, in occasione sul suo ultimo appello al voto, moriva Enrico Berlinguer.

Ecco il pezzo messo in rete dalla ‘Voce’, per ricordare la figura dell’ultimo comunista, un anno fa, il 12 giugno 2023,

ENRICO BERLINGUER / MORIVA 39 ANNI FA L’UTOPIA COMUNISTA. CHE OGGI MANCA TOTALMENTE AL PD

E alla fine troverete un link che vi porta a leggere un articolo di pochi mesi prima, 15 novembre 2023, La grande attualità del pensiero politico di Enrico Berlinguer

 

Enrico Berlinguer

Parole, quelle del Segretario PCI, che profeticamente sottolineavano la fondamentale importanze della Pace, della fine di tutti i conflitti, del superamento della logica predatoria & imperialista da parte delle grandi potenze. E’ di grande importanza, oggi, leggere quelle ragioni.

Soprattutto perché in questi tragici mesi, in queste sempre più angoscianti settimane di distruzioni & massacri, la voce della Pace è totalmente marginalizzata, letteralmente soffocata.

 

Non solo le ultime follie firmate Bibi Netanyahu che ha gettato la maschera (mostrando al mondo il suo vero volto da nazista) rifiutando persino la proposta Usa che si basava sui 3 punti di Tel Aviv; non solo quelle del dissennato Segretario NATO Jens Stoltenberg che getta benzina sul mare di fuoco che ormai ci circonda; ma anche quelle del presidente francese Emmanuel Macron e del Cancelliere tedesco Olaf Scholz che capeggiano il sempre più folto drappello dei presidenti-premier europei che fomentano la guerra senza se e senza ma. Dimenticando, o fingendo di non sapere, che siamo ormai sull’orlo del baratro e dell’Armageddon (o dell’Olocausto, se preferite).

Hanno sconfortato le ultime parole del nostro robot presidenziale Sergio Mattarella, in perfetta ‘non sintonia’ con quelle, invece, pronunciate ormai quasi quotidianamente da Papa Francesco: praticamente l’unica voce forte, autorevole, rimasta a predicar Pace nel quasi totale deserto.

Papa Francesco

E proprio per questo, of course, quella voce va indebolita, nel tentativo di delegittimarla, di farle perdere peso: con gli spifferi che sembrano orchestrati da 007 al servizio dei servizi, vuoi con la frase su preti con tendenze omosessuali, vuoi con il ‘chiacchiericcio delle donne’.

Tutto fa brodo per creare ostacoli al cammino di Bergoglio.

Perciò, in occasione del voto europeo dell’8 e 9 giugno, non resta che votare per la Pace, senza se e senza ma.

E, soprattutto, mandare all’Inferno – come evoca il generale leghista – proprio quelle figure (o meglio, quei figuri) che puzzano lontano un miglio di fascismo (sempre vivo e vegeto, nonostante le melonate) e che sulla Voce, fin dalle prime settimane di questo esecutivo ‘nero’, abbiamo definito fascistoidi (come li ha etichettati regolarmente Luciano Canfora, querelato da ‘Giorgia’ per averla definita ‘neonazista nell’animo’) o sfascisti.

Ma torniamo alla ‘Pace’.

 

UN VOTO PER LA PACE, SEGUENDO FRANCESCO

Ne fa la sua ragion d’essere, e si presenta al voto, il movimento organizzato da Michele Santoro, che fu uno ‘storico’ direttore della Voce (quando era di proprietà del PCI campano) nel 1978-1979, prima di sbarcare alla Rai per la sua prima ‘Samarcanda’.

Raniero La Valle

Ottimi i propositi, buona la formazione messa in campo, con presenze del calibro di un Raniero La Valle, lucidissimo a 94 anni suonati, e di un Pino Arlacchi, un vero combattente contro le mafie internazionali. Ma c’è il rischio concreto di non arrivare a quel fatidico 4 per cento e di non poter quindi avere una rappresentanza nel nuovo Parlamento UE.

E proprio Raniero La Valle ci dà il modo per ricordare quella magnifica pattuglia di ‘Partigiani per la Pace’, di cattolici, di scienziati, di magistrati, di intellettuali (quelli veri, non i centi-maitre a penserche popolano e appestano talk e programmi della più totale disinformazione) come furono negli anni passati gli ‘Indipendenti di Sinistra’, che si sono presentati tra le fila del PCI in tantissime elezioni: per citarne solo alcuni, in ordine alfabetico, Gaetano Arfè, Carlo Giulio Argan, Andrea Barbato, Antonio Cederna, Eduardo De Filippo, Vittorio Foa, Natalia Ginzburg, Antonio Giolitti, Ferdinando Imposimato (grande amico e colonna della Voce per decenni), Carlo Levi, Adriano Ossicini, Ferruccio Parri, Stefano Rodotà, Luigi Spaventa, Altiero Spinelli (proprio il padre dell’idea ‘Europa’).

Purtroppo quasi sparita nel corso degli anni, quella fondamentale figura, che oggi forse in pochi ricordano. E tale mancanza ha rappresentato, in modo plastico, il crollo dell’utopia, e il tracollo verso altre derive del post PCI: targato di volta in volta PDS, DS, travestito da Ulivo e poi PD.

Per fortuna, ora, uno spiraglio. Piccolo, quasi marginalizzato, ma che sta facendo sentire la sua voce.

Il riferimento è ad alcuni candidati ‘indipendenti’ che il PD manda in campo: si contano sulle dita di una mano.

Cecilia Strada

Si tratta di Cecilia Strada, un cognome e una storia, visto lo straordinario impegno contro le guerre profuso in tutta la sua vita dal fondatore di Emergency, il padre, Gino Strada. E lei, Cecilia, da anni si impegna anima e corpo nel sostegno alle Ong (quelle vere) a fianco dei migranti, dei senza diritti, dei malati, degli ultimi.

E’ la capolista PD per la circoscrizione Nord. Una goccia non fa il mare, ma è già qualcosa.

E passiamo ad altre tre preziose gocce, tutte provenienti da ‘DemoS’, acronimo di ‘Democrazia Solidale’: Pietro Bartolo, Beatrice Cavassi e Marco Tarquinio.

E’ al terzo posto nella lista PD dell’Italia insulare Bartolo, il medico-coraggio passato anni fa alle cronache per i salvataggi dei migranti a Lampedusa. Una garanzia di impegno per la Pace.

Al quinto posto per la circoscrizione dell’Italia centrale, Cavassi ha alle spalle una significativa carriera diplomatica. E anche politica, visto che è già entrata al Parlamento UE al posto di Simona Bonafè e fa segnare la sua presenza in svariate commissioni.

Ma il nome che, a nostro parere, può avere una particolare valenza è quello di Tarquinio che giorni fa ha posto con forza l’accento, tra l’altro, sul bollente tema NATO.

Marco Tarquinio

Ecco le sue parole che non ammettono dubbi.

L’Europa o è Pace o non è”.

L’Europa ha assicurato 70 anni di pace. La mia generazione è la prima che non ha dovuto versare sangue sui campi di battaglia. Ora, con quello che accade in Ucraina e a Gaza, stiamo capendo che la guerra è la tomba dell’umanità e il suicidio della politica”.

Mentre siamo sull’orlo del vulcano, le politiche della NATO non sono più di alleanza di difesa, ma di offesa”.

Non c’è dubbio, ma poca informazione, sul fatto che la NATO abbia ormai cambiato natura”.

Abbiamo cambiato in peggio la NATO, sciogliamola e diamo vita ad un nuovo sistema di difesa. Non si fa in un giorno. Ma meglio aver chiaro che in un solo giorno, con questa NATO, si può precipitare nell’abisso”.

Anche il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, parla di ‘riformare’ profondamente la NATO. Ma non arriva al punto di chiederne lo scioglimento. Comunque, nel logo elettorale del movimento, per fortuna, la parola PACE c’è. E le idee, le proposte politiche sono diametralmente opposte a quelle di matrice sfascista (FdI, Lega e Forza Italia).

Torniamo a Tarquinio per qualche breve cenno sul suo profilo. Quello di un ‘cattocomunista’, si sarebbe detto negli anni ’80: quei cattocomunisti che tanto vennero rimproverati proprio ad Enrico Berlinguer. Il quale, non dimentichiamolo, fu tra i padri (con i leader dei partiti comunisti di Spagna e Portogallo) di quell’eurocomunismo che dava tanto fastidio alla Casa Bianca ed anche allo stesso Cremlino. Aveva avuto la vista molto lunga, l’allora Segretario Pci.

Forse troppo lunga….

Nato ad Assisi, 66 anni, dopo gli esordi come giornalista a ‘il Tempo’ (si dimise quando Gianfranco Fini si candidò come sindaco a Roma), Tarquinio nel 2009 passò all’Avvenire, che diresse dopo le dimissioni di Dino Boffo, vittima delle macchine del fango ‘sfasciste’, già all’epoca. Ne è stato alla guida fino al 2023.

Per sintetizzare al massimo: nelle sue parole c’è tutto Papa Francesco, l’unica voce, non ci stancheremo mai di ripeterlo, forte e autorevole per il NO alla guerra, a tutte le guerre, e un incondizionato SI alla Pace, da costruire con impegno & sudore ogni giorno.

E veniamo, infine, ad un caldo consiglio su chi e cosa non votare MAI.

 

SE LI CONOSCI LI EVITI, GLI SFASCISTI

Non parliamo certo solo degli impresentabili, quella oltre quarantina individuati dalla Commissione Antimafia.

Ma dei fascistoidi, degli ‘sfascisti’ al governo da oltre un anno e mezzo, che ne hanno già combinate di tutti i colori (con spiccata prevalenza per il NERO spinto) e che, udite udite, vogliono esportare il modello vincente in Europa, come ha urlato la ‘Giorgia’ nazionale davanti alla platea dei fans scatenati e radunati a Piazza del Popolo.

Basta vedere le immagini di quella ‘sceneggiata’, ascoltare quelle parole, per sentirsi i brividi correre lungo la schiena.

Roberto Vannacci

Da un palco all’altro, eccoci a Milano, dove è andata in onda una sceneggiata ancor più truce, quella recitata dal generale di tutti gli eserciti, al secolo Vannacci Roberto. Che di tutta evidenza sotto i fumi della passione elettorale, ne ha proclamate, gonfiando il petto, altre di tutti i colori. E stavolta il NERO è stato in perfetto stile hitleriano. Ribandendo il concetto già espresso in un video ancor più da brividi: nel quale appare in piedi, con il tricolore che sventola alle sue spalle per arringare i suoi elettori. “L’8 e 9 giugno, sull’apposita scheda elettorale, fate una ‘decima’ sul simbolo della Lega – dice incrociando le dita ad X – scrivete Vannacci e li travolgeremo tutti con una valanga di voti. Per cambiare questa Europa che non ci piace più”.

Mentre dal vivo, a Milano, ha urlato e infiammato ancor di più, “per scatenare l’Inferno, al vostro ordine, quanto saremo in quel Parlamento”.

Rammentiamo solo che la X MAS vide, tra i suoi capi, il generale golpista Junio Valerio Borghese; ed è stata protagonista, per citarne solo una performance, nella strage di Forno in cui vennero massacrati decine di civili e partigiani.

In mancanza di un 113 che funzioni sul serio, una domanda sorge spontanea: ma il reato di apologia di fascismo è stato abrogato nottetempo, a insaputa di tutti gli italiani?

Il reato di istigazione alla violenza è stato cancellato senza che nessuno sia stato informato?

A proposito di riforme che ci cambieranno la vita, come promette ‘Giorgia’ al suo Popolo, un paio di chicche.

Non parliamo di quella sul Premierato che perfino un ‘moderato’ come l’ex presidente del Senato Marcello Pera ha giudicato una mostruosità giuridica e non solo e che fa perfettamente rima col tentativo di golpe bianco tentato esattamente 10 anni fa da Matteo Renzi e finito per lui miseramente; e fa anche molto rima col ‘Piano di Rinascita’ griffato Licio Gelli.

Ma di quella sulla ‘Giustizia’, il pacchetto-regalo confezionato dal guardasigilli Carlo Nordio, la spilla di diamanti sull’orgoglioso petto di lady ‘Giorgia’.

Carlo Nordio

Pochi se ne sono resi conto, forse solo qualche mosca bianca (come il costituzionalista Sabino Cassese), ma si tratta della bufala del secolo, con ogni probabilità sventolata in questi giorni per meri fini elettorali.

In soldoni è una riforma che fa solo finta di voler cambiare qualcosa: mentre invece non cambia assolutamente niente e lascia tutto inalterato, nella sostanza (solo le due carriere separate tra giudice e pm, ma il progetto finirà per arenarsi).

Il cuore, al solito, sta nell’Alta Corte di Giustizia, che dovrebbe prendere il posto della Disciplinare CSM per giudicare gli errori dei magistrati. Sulla composizione di questa Corte si torna al punto di partenza, come nel gioco dell’oca. Perché è stato già annunciato che sarà comporta da NOVE magistrati e da solo SEI membri laici. Proprio come l’attuale CSM, dove la schiacciante prevalenza di magistrati sui laici è da cinquant’anni la scaturigine di tanti mali per il nostro Paese. A cominciare dai MILLE innocenti sbattuti in carcere ogni anno.

Anche il sorteggio per la scelta dei magistrati che lo compongono è solo una finta: perché il sorteggio è pilotato, visto che la rosa dei candidati sarà accuratamente selezionata a monte.

Non vogliamo più portarla tanto per le lunghe.

Solo ricordare che in un anno e mezzo questo esecutivo ha massacrato gli italiani, peggio di quanto abbia fatto la pandemia.

Massacrati i pensionati, vergognosamente appesi al palo delle minime sociali da fame, 530 euro se tutto va bene, mentre in Francia sono più del doppio.

Massacrati i lavoratori, che ogni giorno muoiono nei cantieri come le mosche, ai quali viene negato quel salario minimo previsto in tutti i paesi minimamente civili. Precarizzati, sfruttati: fa il minimo sindacale (proprio quando i sindacati dormono da anni) Conte a parlare di “capitalismo infetto”, è ben peggio.

Massacrate le famiglie, che non riescono più a fare la spesa perché i prezzi sono praticamente raddoppianti in un anno.

Ri-massacrati i cittadini perché le liste di attesa sanitarie ti uccidono e anche qui il governo fa la solita finta di fare quando non muove un dito.

Massacrati in tutto, ma tutto ok per Giorgia che vuole esportare il nostro modellino Titanic in Europa.

Ma fateci il piacere, arroganti & ignoranti sfascisti…

Per farvi una ‘cultura’ sull’incultura che ormai regna sovrana, vi consigliamo di rileggere quanto la Voce ha scritto, proprio negli ultimi mesi, su parecchi cavalli di razza della scuderia meloniana.

Basta, come al solito, andare alla casella CERCA, che si trova in alto a destra della nostra home page, e digitare nomi e cognomi dei personaggi che vi interessano: GIORGIA MELONI a parte, per fare solo qualche esempio illuminante, GENNARO SANGIULIANO oppure IGNAZIO BENITO LA RUSSA, o il cognato FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. Ne ritroverete delle belle.


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