SCENEGGIATE AMERICANE / PERCHE’ SONO OSCURATI I ‘DIRTY BUSINESS’ DI JOE E HUNTER BIDEN?

L’ex capo della Casa Bianca e ora in corsa per le presidenziali del 5 novembre, Donald Trump, condannato con 34 ‘pesantissime accuse’ per la porno story.

L’11 luglio la Corte a stelle e strisce farà sapere al mondo l’entità della condanna.

Non pochi intellettuali e ‘giuristi’ di casa nostra esultano: visto come funziona la democrazia americana?

Visto come la giustizia Usa non guarda in faccia nessuno ed è capace di condannare anche un ex presidente potente come lui?

Pochi, in questo caso, parlano di ‘giustizia ad orologeria’: perché la sentenza arriva proprio a fagiolo, nel momento clou per la super corsa verso la Casa Bianca del futuro, non poco strategico per i destini di tutta l’umanità, vista l’aria da terzo conflitto mondiale che tira.

Donald Trump. Sopra, i Biden, padre e figlio

Non è finita qui. Perché sul groppone del tycoon ci sono altri processi in vista. Con accuse ancor più pesanti: autentici macigni nella corsa ad ostacoli verso la Casa Bianca.

Macigni che si chiamano ‘Capitol Hill’, ricordate?, l’assalto al Campidoglio a stelle e strisce capeggiato da uno scatenato ‘indiano cornuto’ come neanche nel più sgarrupato action movie

E poi un’inchiesta per il voto nello stato della Georgia, che gli 007 trumpiani avrebbero cercato di truccare. Così come l’esito delle ultime presidenziali, nelle quali ha poi trionfato il ‘democratico’ Joe Biden.

Non è finita qui. Perché c’è un’altra perla: e riguarda le accuse per aver sottratto documenti bollenti della Casa Bianca e trasferiti nella sua residenza estiva di Mar-a-Lago.

Basta?

Un giglio candido, Biden, una viola mammola.

Che non profitta dell’assist servito dalle toghe Usa, e invece con impeccabile aplomb invita solo il popolo americano a votarlo tra 5 mesi: per mandare a casa, in modo che più ‘democratico’ non si può, il rivale.

That’s America, folks.

E’ questo il senso più autentico della libertà nel Paese che ha sempre cercato, da decenni e decenni a questa parte, di esportarla nel mondo.

Peccato che l’abbia regolarmente fatto a botte di missili & bombe, invasioni & massacri, come è successo dal Vietnam in poi: la musica, negli Usa, non è mai cambiata, in realtà, sia sotto i vessilli presidenziali repubblicani che quelli democratici.

Anzi, nell’ultimo ventennio, ossia da George W. Bush in poi, sono stati proprio i leader ‘democratici’ a issare la bandiera della distruzione & dei ‘dirty business’ sotto ogni latitudine.

E veniamo proprio ai ‘dirty business’.

Perché a questo punto una domanda sorge ovvia e spontanea.

Come mai nessuna inchiesta è ‘maturata’, da quasi tre ad oggi, a carico di Joe Biden, così come è invece capitato per il suo rivale?

Quale miracolo ha consentito all’attuale numero uno della Casa Bianca di schivare le tante ‘minacce’ in arrivo dai fronti più svariati, soprattutto per gli affari sporchi, i ‘dirty business’, appunto, in combutta col figlio Hunter Biden, che vanno dalla Cina fino all’Ucraina?

Per quale prodigio FBI e magistratura Usa si sono ‘fermati’, quasi paralizzati, davanti all’attuale presidente americano?

Il libro di Miranda Devine

Eppure le accuse sono da novanta. E cento volte più pesanti di quelle formulate, fino ad oggi, contro Trump.

La ‘Voce’, negli ultimi due anni e passa, ha puntato tante volte i riflettori su quei ‘dirty business’.

Come del resto ha documentato, in un libro-j’accuse, una reporter investigativa americana, Miranda Devine, nel suo ‘Laptop to the Hell’, ossia ‘Il Computer verso l’Inferno’, che dettaglia per filo e per segno, già a fine 2021, le criminali acrobazie finanziarie di Hunter Biden ai tempi della vicepresidenza paterna alla Casa Bianca: ossia con il sostegno, l’avallo e la copertura di Joe quando era il numero due di Barack Obama.

Come mai – è la domanda delle cento pistole – in quasi tre anni nessuna indagine Usa è riuscita a venire a capo di niente?

Perché un tale timore di ‘disturbare’ i manovratori?

Ma c’è un altro capitolo che più nero non si può.

E fino ad oggi mai realmente aperto.

Quello sulle vere origini del Coronavirus.

Sui depistaggi scientifici messi in campo dai vertici della Casa Bianca.

Sulle fortissime pressioni esercitate nei confronti dei social media proprio relative alla ‘gestione’ della pandemia negli Stati Uniti.

Temi bollenti.

Sui quali ha subito puntato i riflettori, documenti alla mano, Robert Kennedy junior, firmando gli imperdibili ‘The Real Anthony Fauci’ a novembre 2021, e ‘Wuhan – The Cover Up’ (ossia il Depistaggio) due anni dopo, più e più volte ripresi dalla Voce.

Robert Kennedy Jr.

E proprio due anni e mezzo fa, ormai, due coraggiosi procuratori federali americani, della Louisiana e del Missouri, hanno deciso di indagare sulle responsabilità del super virologo, Anthony Fauci, che ha affiancato ben 7 presidenti Usa, sia sul ‘Wuhangate’ che sulle illegittime pressioni via social.

Inchieste delle quali si sono perse le tracce.

Per la serie: ci sono indagini che hanno corsie preferenziali e altre che invece, stranamente, si perdono nel nulla…

Un anno fa il Congresso Usa ha istituito una Commissione ad hoc per far luce sulle vere origini del Coronavirus.

Fauci è stato interrogato per oltre 7 ore.

Così come altri vip della sanità a stelle e strisce.

Ma niente: non è sta partorito neanche un topolino.

E sapete l’ultima?

L’ineffabile, sempre più democratico Congresso Usa, ha deciso di sentire il grande virologo in pensione da oltre due anni per l’ennesima volta: è infatti convocata un’udienza, a quanto pare ‘pubblica’, tra due giorni, il 3 giugno. E, secondo i rumors, verrà addirittura ‘teletrasmessa’. Per ascoltare il Verbo del super Virologo sulla Covid story.

La sceneggiata, stavolta, è tutta americana.

Visto quanto sono democratici gli yankee?

P.S. Per saperne di più sui personaggi citati nel pezzo, ed in particolare sui dirty business di casa Biden e sul Wuhangate, vi invitiamo come al solito ad andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page. E quindi digitare il nome e cognome del personaggio che vi interessa: come ad esempio JOE o HUNTER BIDEN, oppure ANTHONY FAUCI, o ROBERT KENNEDY junior, per fare solo qualche esempio. Ne ritroverete delle belle.


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