IN 25 RIGHE, ANZI IN 29

Prendete nota e dal portafogli dove l’avrete conservato a futura
memoria,  aprite il foglietto piegato in quattro: prima di tracciare
la ‘X ’’ sulla lista del voto europeo rileggete le parole acide,
velenose, da borgatara della Garbatella, della signorina Giorgia,
tardivamente  dissociata dal sessista Gianbruno, rivolte ai senatori a
vita, dette non vis  a vis, ma indirettamente, per evitare repliche e
contestazioni. Eccole: “Non so se vogliamo direttamente tornare al
senato regio con i senatori nominati in base al censo, ma non è il mio
modello”. Per il momento annotate il termine “censo”. Il nobile
pensiero dei suoi Fratelli d’Italia: “La loro voce (dei senatori a
vita) non ci interessa, anzi ci infastidisce…con l’insolenza della
vostra cultura non siete il popolo in cui ci rispecchiamo… Si
credono più uguali perché hanno studiato?  Sono solo espressione di
una fastidiosa mentalità aristocratica”. Di vero in questo esempio di
stolta subcultura di Telemeloni e dei suoi inutili incensatori, c’è di
vero che non è possibile confondere la lana con la seta, la cultura
con l’ignoranza, i livelli d’eccellenza dei senatori a vita con
soggetti come La Russa, Lollobrigida, Salvini. Per restare allo
sproloquio della signorina Giorgia, a ridosso del tentativo si
stravolgere l’ordinamento giuridico per imbavagliare la magistratura,
lo sconcerto provocato dalla frase della sorella d’Italia “Senatori
nominati in base al censo”. Signorina, sfogli il Devoto e Oli e alla
lettera ‘C’ troverà la parola censo = “Complesso di beni e di
ricchezze posseduti”. Rifletta, conti fino a dieci e corregga. Liliana
Segre, sopravvissuta alla shoa, Renzo Piano, vanto mondiale
dell’architettura italiana, Elena Cattaneo, scienziata, ricercatrice
di altissimo profilo, Claudio Abbado, eccellenza della musica
classica, Rita Levi Montalcini, stimata dal mondo della scienza,
Norberto Bobbio, autorevole filosofo, giurista, storico, Carlo Bo,
critico letterario, più accreditato ispanista, francesista del
Novecento,  non risulta che il riconoscimento al loro prestigio di
italiani sia collegato al patrimonio personale. In uscita da un nuovo,
sequenziale sconforto per le farneticazioni squinternate di chi ci
s-governa, emerge il perché di tanto astio ignorante: Fratelli
d’Italia e la sua capintesta soffrono l’iperproduzione di bile per
mancanza di nomi della destra che diano prestigio all’Italia fino a
meritare il riconoscimento di senatori a vita, di simboli del meglio
di un Paese non solo di poeti e marinai.


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