OLTRE LA RABBIA

Non succede niente e il governo che s-governa l’Italia occupa impunito palazzo Chigi, anche per colpa grave della giovane, non rodata democrazia del Paese.  La lista di errori ed omissioni di un esecutivo raffazzonato, pieno di incompetenti arruolati in mancanza di meglio pescando nel familismo, ingloba di giorno in giorno, di ora in ora, nuovi fallimenti, in danno della precaria quotidianità di milioni di italiani, che danno sfogo alla rabbia con lamentazioni puntualmente inascoltate e sterili contestazioni. Sono gli stessi italiani che hanno riposto la speranza di star meglio a un test illusorio  sul meno peggio della politica e hanno affidato a una robusta maggioranza di destra l’alternativa di declinare le  formule imperfette  che l’hanno preceduta. Succede poco o niente per il  contrasto alla disavventura di questo esecutivo in bilico tra letargo e brusche sterzate di antidemocrazia, picconate allo stato sociale, alla solidità economica, ai diritti, alla Costituzione. Ad accendere la miccia della contestazione che ci liberi da male, c’è non da molto, ma non basta, l’energia propulsiva del sindacato e, miracolo inaspettato, la spinta ‘rivoluzionaria’ dei giovani ad appropriarsi del futuro, per sottrarlo da subito alla destra. Quel che sgomenta è la resa senza condizioni dei milioni di italiani esclusi dalla tutela della salute per il criminale smantellamento della sanità pubblica, strangolata dai tagli di risorse a vantaggio delle strutture private. Pagano questa cinica operazione milioni di uomini, donne e bambini per l’impossibilità di curarsi a costi proibitivi con la sanità privata. Di malattie si muore se le attese per indagini e intervenenti chirurgici sono di mesi, di anni, se in città come Napoli chiudono quattro strutture di pronto soccorso, se negli ospedali   mancano migliaia di medici, se per prestazioni di alta difficoltà bisogna addirittura recarsi all’estero. Sorprende che questo discrimine tra ‘ricchi che possono’ e ‘poveri che non possono’, non abbia ancora affidato la protesta a un pool di avvocati democratici, che a tutela dei malati intentino causa al governo, colpevole di mancata assistenza pubblica, di morti di pazienti indigenti non curati. Il governo ricorre all’alibi della casse vuote, del debito pubblico non più sostenibile e millanta. Per citare un paio clamorosi sprechi di risorse pubbliche si dissangua per finanziare con 800 milioni l’allestimento di centri di accoglienza ‘fantasma’ in Albania, con molti miliardi il Ponte di Messina, contestato dalla scienza e dai siciliani, che denunciano l’inadeguatezza da terzo mondo della rete ferroviaria interna, il dramma della siccità, della mafia ristrutturata


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli via e-mail.

Lascia un commento